FOTO
AVENTINO E DINTORNI
AVENTINO - FORO BOARIO - TESTACCIO : INFORMAZIONI A CURA DI
CAMERE CIPRO B&B ROMA
Piazza Bocca della Verità e Bocca della Verità, Basilica di Santa Maria in
Cosmedin, Basilica di
San Giorgio in Velabro, Chiesa di
San
Teodoro, Chiesa
di Santa Maria della Consolazione, Chiesa di San Giovanni decollato, Foro Boario e Templi del Foro Boario :Tempio di
Ercole della Roma Repubblicana e Tempio
di Portunus - Tempio della Fortuna Virile,Basilica di Santa Sabina, Basilica di Sant'Alessio,
Basilica di San Saba,Casa dei Crescenzi,Arco di Giano,Piazza dei Cavalieri di Malta,
Monte Testaccio, Circo Massimo,
Cimitero protestante,
Piramide di Caio
Cestio,
Informazioni storiche, turistiche, culturali e
artistiche,foto, dell'Aventino,
del Foro Boario, di Testaccio a cura di Camere Cipro Bed and
breakfast Roma centro di fronte ai Musei Vaticani e ben collegata con autobus e metropolitana di Roma linea
A a tutta Roma e al centro
di Roma
COME ARRIVARE ALL'AVENTINO dal nostro Bed and
Breakfast "Camere Cipro B&B a Roma centro" Via Cipro 46 Roma
Rione Prati,
B&B adiacente
Vaticano , il Bed and breakfast è di fronte ai Musei Vaticani
Prendere di fronte casa la metro linea A direzione Anagnina scendere a
Lepanto ( 2 fermate), prendere l'Autobus 30 che vi porta in meno
di 20 minuti davanti alla Basilica di Santa Maria in
Cosmedin.
Oppure Prendere di fronte casa la metro linea A direzione
Anagnina, scendere a Termini,
prendere la metropolitana linea B direzione Laurentina e scendere a Circo Massimo
o Piramide
AVENTINO
Aventino, Roma
E' una zona molto bella da visitare, sulla cima dell'Aventino
sorge la Basilica di Santa Sabina, da qui si gode uno splendido
panorama della città, ai piedi del Colle Aventino
troviamo le testimonianze della Roma storica del Circo Massimo ed i
due piccoli templi del Foro Boario.
Il Quartiere Testaccio è
animato da negozi, Bar, ristoranti, da vedere anche anche la Piramide Cestia e il Cimitero protestante.
Il Colle
Aventino fa parte della storia di Roma, dalla più antica alla più
recente. L'Aventino
è un quartiere elegante di Roma, un'oasi di bellezza, di storia e di tranquillità. Ci
sono delle splendide Ville di persone importanti, chiese e residenze di vari ordini
religiosi. Il Colle
Aventino fa parte del Rione XII Ripa e del Rione San Saba
e Rione Campitelli
Cosa c'è da vedere nella zona intorno all'Aventino :
Chiese e Templi : Basilica di Santa
Maria in Cosmedin, Basilica di San
Giorgio al Velabro, Chiesa di San Teodoro, Chiesa di
Santa Maria della Consolazione, Chiesa di San Giovanni
decollato, Templi del Foro
Boario, Basilica di Santa Sabina,
Basilica
Sant'Alessio, Basilica San Saba
Edifici storici Casa dei Crescenzi
Archi . Arco
di Giano
Strade e piazze storiche :Piazza dei Cavalieri
di Malta
Arre Archeologiche : Monte Testaccio, Circo Massimo
Monumenti e Tombe : Cimitero protestante,
Piramide di Caio Cestio.

sito originale e ufficiale di Camere Cipro B&B Roma di Anna
Zelli
il B&B è a Via Cipro 46 zona Vaticano Musei Vaticani San Pietro
Camere Cipro B&B Roma è di fronte metro Cipro Musei Vaticani
Bed and breakfast autorizzato APT di Roma dal 2006
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and breakfast a Roma centro a due passi a piedi dal centro storico
Camere Cipro B&B Roma centro zona
Vaticano San Pietro
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CAMERE B&B A
ROMA CENTRO a due passi dal Vaticano
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Castel
Sant'Angelo e dal Rione Borgo
il bed and breakfast è di fronte ai Musei vaticani
e alla Cappella
Sistina, a 200 metri, 5 minuti a piedi,
bed and breakfast a pochi passi a piedi dal centro storico di Roma
raggiungibile in 15 minuti di passeggiata a piedi
Camere Cipro B&B Roma di fronte alla fermata Metro "Cipro - Musei
Vaticani" e capolinea Autobus 492, siamo
ottimamente collegati a tutte le zone piu importanti sotto un profilo storico, artistico e
archeologico di Roma

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metri da Piazzale degli Eroi
e
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e B&B proprio nei pressi del centro storico di Roma
INFORMAZIONI SU DOVE
SIAMO E MEZZI PUBBLICI E TURISTICI
CAMERE CIPRO B&B ROMA CENTRO - VATICANO - MUSEI VATICANI
B&B a due passi dalla Piazza San Pietro e di fronte ai
Musei Vaticani B&B in zona Piazzale degli Eroi,
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Pietro,zona Vaticano, B&B
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ROMA CENTRO A DUE PASSI DAL CENTRO STORICO

Camere Cipro B&B Roma centro -
Vaticano - Musei Vaticani - zona Prati
il B&B è all'angolo di Via della Meloria dove vedi la M
Cipro - B&B a Via Cipro di fronte alla
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Linea A Cipro
come potete vedere da questa mappa, confiniamo con la città del Vaticano
e siamo ad un passo dal centro storico di Roma
i Musei Vaticani sono
a 200 metri da Camere Cipro B&B e Piazza San Pietro è a 800 metri dal nostro b&b
la foto della mappa di Via Cipro Roma è di Anna Zelli
MAPPA DEL SITO : CAMERE CIPRO BED & BREAKFAST ROMA CENTRO Cell.
3287373398
| GUIDA TURISTICA DI ROMA | PASSEGGIATE ROMANE | MAPPA FOTOGRAFIE DI ROMA| FOTO AVENTINO E DINTORNI|
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Foto
Aventino e dintorni
COME ARRIVARE ALL'AVENTINO dal nostro Bed and
Breakfast "Camere Cipro B&B a Roma centro"
Prendere di fronte casa la metro linea A direzione Anagnina scendere a
Lepanto ( 2 fermate), prendere l'Autobus 30 che vi porta in meno
di 20 minuti davanti alla Basilica di Santa
Maria in Cosmedin
Oppure Prendere di fronte casa la metro linea A direzione
Anagnina, scendere a Termini, prendere la metro linea B direzione
Laurentina e scendere a
Circo Massimo.
AVENTINO
Aventino, Roma
E' una zona molto bella da visitare, sulla cima dell'Aventino sorge la Basilica di
Santa Sabina, da qui si gode uno splendido panorama della città, ai
piedi del colle troviamo le testimonianze della Roma storica del Circo Massimo
ed i due piccoli templi del Foro Boario. Il Rione Testaccio è animato
da negozi, Bar, ristoranti, da vedere anche anche la Piramide Cestia e il Cimitero protestante.
Il Colle
Aventino fa parte della storia di Roma, dalla più antica alla più
recente. L'Aventino
è un quartiere elegante di Roma, un'oasi di bellezza, di storia e di tranquillità. Ci
sono delle splendide Ville di persone importanti, chiese e residenze di vari ordini
religiosi
Cosa c'è da vedere nella zona intorno all'Aventino :
Chiese e Templi : Basilica di Santa
Maria in Cosmedin, Basilica di San
Giorgio al Velabro, Chiesa di San Teodoro, Chiesa di
Santa Maria della Consolazione, Chiesa di San Giovanni
decollato, Templi del Foro
Boario, Basilica di Santa Sabina,
Basilica
Sant'Alessio, Basilica San Saba
Edifici storici Casa dei Crescenzi
Archi . Arco
di Giano
Strade e piazze storiche :Piazza dei Cavalieri
di Malta
Arre Archeologiche : ,Circo Massimo, vedi la sezione : Monte Testaccio
Monumenti e Tombe : Cimitero protestante,
Piramide di Caio Cestio.

foto
Aventino e dintorni
a cura di Camere Cipro B&B Roma centro
TUTTE LE DI FOTO DEL
SITO SONO DI ANNA ZELLI E' VIETATO COPIARLE
AVENTINO E DINTORNI
COSA VISITARE NELLA ZONA INTORNO ALL'AVENTINO
La passeggiata Turistica che vi suggerisco,
parte dal Teatro
Marcello, che si trova di fronte al Campidoglio, l'autobus vi lascerà proprio dal punto di partenza del tour, a Via Petroselli, da qui arriverete al Foro
Boario, a piazza
Bocca della Verità, al Circo Massimo, dopo di che un giro dal Roseto fino alla cima dell'Aventino, poi scendendo fino a Porta San Paolo, alla Piramide e un giro
per il Rione
Testaccio, e poi all'altezza di ponte Sublicio riprenderete il 30, l'autobus, che vi lascerà alla Metro
Lepanto e in 2 fermate e siete di nuovo a Via
Cipro, al nostro B&B. Tutte le fotografie, le
informazioni e gli approfondimenti sono a cura di "Camere Cipro B&B Roma centro"di Anna Zelli.
Colle Aventino

veduta dal Palatino
- Roma - foto Anna Zelli Colle
Aventino
FOTO ELENCO DEI SETTE COLLI DI ROMA E NON SOLO
IL COLLE AVENTINO, UN PO DI STORIA
L'Aventino
era in epoca romana un feudo plebeo, che si formò dopo l'espulsione dell'ultimo Re
Tarquinio il Superbo nel 509 a.C.e dopo la creazione delle prime istituzioni repubblicane,
che avevano portato con se anche lotte tra patrizi e plebei. Nel V. secolo a.C.i plebei
stanchi di combattere guerre che procuravano solo più miseria, si trincerarono sull'Aventino in segno
di protesta Menenio Agrippa era stato incaricato di ricondurli alla ragione, ne
racconta l'evento Tito Livio, e a seguito di questa rivolta e della crisi, vennero
nominati due Tribuni della Plebe, i quali si incaricavano di proteggere la plebe dallo
strapotere dei Consoli Romani.I
due fratelli Gracchi, tribuni della plebe, Caio Sempronio Gracco e suo fratello
Tiberio,furno due figure importanti per la storia di Roma, infatti dopo la morte
dell'imperatore Tiberio, assassinato nel 133 a.C., Caio Gracco propose una serie di
riforme destinate a regolamentare la proprietà delle terre confiscate da Romani ai popoli
vicini, che venivano gestite dai Senaori e godute dalle persone più ricche.Il Tribunato
di Caio Gracco si concluse nel 121 a.C.sull'Aventino, ove si rifugiò perchè perseguitato dalla
milizia dei Consoli reclutata contro di lui.Non potendo più resistere attraversò il ponte Sublicio e perì
assassinato ai piedi del Gianicolo.
Il Colle
Aventino è un piccolo colle di 40 metri di altitudine, è uno dei 7 colli di
Roma,ha due cime separate da una valle in cui passa il Viale Aventino, si divide in Aventino Maggiore e Aventino Minore, in
questo tour vedremo la parte del colle che costeggia il Circo Massimo, venendo da piazza Bocca della
Verità, lato destro del Circo
Massimo,l'altra parte del Colle
Aventino è piu dettagliata nel Tour " Foto Caracalla e dintorni".
L'itinerario si snoda da Via
Petroselli, a Circo
Massimo che separa l'Aventino
dal Palatino,
per gli approfondimenti sul Palatino
vedi "Foto Palatino e
dintorni".In epoche antiche, in epoca Romana Repubblicana, l'Aventino era un
quartiere abitato soprattutto dai Mercanti, attirati dai porti e dai grandi depositi posti
sulla riva del Tevere, Vi furono eretti numerosi edifici religiosi, i più
antichi sono i templi a Diana a Cerere e a Minerva, erano situati tra la Via di Santa Melania e la Via di San Domenico.Durante
l'epoca imperiale Romana l'Aventino
divenne un quartiere residenziale. L'Imperatore Traiano e l'imperatore Adriano avevano qui
la loro residenza prima di diventare imperatori e Lucinio Sura fece costruire delle terme
private a nord - ovest della Chiesa di Santa Prisca.
Anche l'Imperatore Decio vi fece edificare nel 242 degli stabilimenti termali. In epoca
imperiale vi erano sul colle residenze aristocratiche.
Il lusso e le ricchezze dell'Aventino
indussero i Visigoti di Alarico, durante il sacco di Roma di Alarico, a
depredare,saccheggiare e devastare nel 410 Roma per 3 giorni, e a distruggere
totalmente l'Aventino.
Da fonti storiche il nome Aventino del colle potrebbe derivare da uno dei Re di
Albalonga, Aventino,che sembra proprio sul colle si stato colpito da un fulmine e qui
fosse stato sepolto,o dalla locuzione "ab adventu hominum" per il tempio
dedicato alla Dea Diana, o "ab advectu" perchè separato dal resto della città
per via delle paludi che circondavano il colle, o da "ab avibus" per gli uccelli
che dal Tevere
si dirigevano sul Colle Aventino
e che apparvero a Romolo come buon auspicio. Il colle Aventino in epoca repubblicana era
diviso in Aventino Maggiore
e Aventino Minore (
Minore è l'attuale collina
di San Saba, Rione
San Saba) ed era compreso all'interno della cinta muraria serviana. In prigine sembra che il colle
si chiamasse "Mons Marcius", perchè ricoperto di Mirti. Il colle fu inserito
alla città di Roma già ai tempi di Anco Marzio, che sembra lo abbia popolato con i
profughi di Tellene e Polidoro città da lui conquistate, successivamente la zona fu
dotata di una sua fortificazione muraria.Pur restando la zona dell'Aventino fuori del
pomerio fino all'età di Claudio, già nel VI secolo faceva parte delle mura serviane.Il Colle Aventino sede
della Plebe, si contrapponeva al dirimpettaio colle Palatino sede dei patrizi; nel 456 a.C., le terre dell'area del Colle Aventino , furono
distribuite ai plebei per costruirvi qui le proprie dimore, risolvendo cosi le proteste
della plebe contro gli abusi di occupazione di suolo pubblico da parte dei patrizi.. Il
carattere essenziale del colle era mercantile e popolare.Il colle in epoca romana ebbe uno
sviluppo edilizio enorme vi erano più di 150 palazzi, 2500 insulae, 30 vie, 90 fontane, e
un centinaio tra magazzini, opifici, botteghe artigianali, il colle fu la dimora di
famiglie romane influenti come gli Aureli, i Valeri, gli Anici, i Flavi.
Sul colle sorgevano anche edifici termali, come le "thermae Suranae" di epoca
Traianea, e le "Terme Deciane"
della prima metà del III secolo, mentre sulle pendici del colle Aventino verso
la antica Via Appia sorsero le "Terme di Caracalla".( vedi la sezione " Foto Caracalla e dintorni")
Poichè il Colle Aventino
era al limite dei confini della città di Roma, fu spesso scelto come luogo per culti
stranieri : fu la sede del tempio della Luna, la sede del Tempio di Diana,le cui mura
perimetrali sono all'interno del Ristorante "Apuleius" che si trova in Via del
Tempio di Diana; vi era anche un santuario eretto da Servio Tullio.All'Aventino vi erano
anche le sedi per "evocatio" delle divinità protettrici delle città annesse a
Roma, come il tempio dedicato a Giunone regina che proveniva da Veio, il tempio dedicato a
Vertumno proveniente da Volsinii oggi Bolsena, nei pressi del Circo Massimo vi era un
tempio dedicato a Mercurio e un tempio alla Dea Cerere, e successivamente vi furono templi
dedicati a culti e divinità orientali, presso l'attuale Basilica di Santa Sabina,
vi era un tempio dedicato ad Iside.Durante il periodo medioevale, sull'Aventino vennero
edificate le Chiese di Santa
Sabina, di Santa
Prisca, di Santa
Balbina, di Santi
Bonifacio e Alessio, San
Saba, mentre la Piazza dei Cavalieri di Malta, opera del 1765 di Giovan
Battista Piranesi, prende il nome dalla Villa del
Priorato di Malta, sede dell'Ordine dei
Cavalieri di Malta, nella piccola chiesa
di Santa Maria del Priorato vi si trova sepolto appunto il Piranesi. Il Colle Aventino fa parte
di due Rioni di Roma, il Rione San Saba
ed il Rione Ripa.Nonostante l'Aventino abbia oggi vie
ed edifici moderni e religiosi, ovunque conserva il fascino della antica Roma e delle sue
leggende, legate al Velabro, all'arco degli Argentari,
alla Bocca della Verità,
al Circo Massimo, e
all'Isola Tiberina.
Nella valle compresa tra il colle Palatino e l'Aventino, sorgeva
l'immenso Circo Massimo
di cui oggi è rimasta solo una immensa area spoglia.

Colle Aventino, Roma, come era lato a destra è l'attuale
Testaccio, foto Anna Zelli
incisione ottocentesca di Bartolomeo Pinelli - Colle Aventino
FOTO
ELENCO DEI SETTE COLLI DI ROMA E NON SOLO
LUNGOTEVERE AVENTINO, ROMA RIONE XII
RIPA
Il Lungotevere Aventino
va da Ponte Palatino
a Piazza dell'Emporio,Rione XII Ripa,

Lungotevere Aventino - Roma - foto Anna Zelli
Lungotevere Aventino - I Lungotevere di Roma
VIALE AVENTINO, ROMA, RIONE XII RIPA
E RIONE XXI SAN SABA
Il Viale Aventino, va da Piazza
di Porta Capena a Piazza Albania Rione XII Ripa e Rione XXI San Saba

Viale Aventino, Roma, foto Anna Zelli
Viale Aventino
INIZIA LA PASSEGGIATA VERSO
L'AVENTINO E DINTORNI
CASE MEDIOEVALI DAVANTI AL
CAMPIDOGLIO, MONASTERO DELLE OBLATE,CHIAMATO ANCHE MONASTERO DI TOR DE SPECCHI,
VIA DEL TEATRO MARCELLO, ROMA, RIONE X CAMPITELLI
Qui c'è la fermata dell'autobus 30, da qui parte la passeggiata,dal Monastero delle Oblate di
Santa Francesca Romana, era una comunità religiosa di monache benedettine di
Monte Oliveto.Il convento fu inaugurato nel 1433.Fa parte del Rione X Campitelli, e si trova a Via
del Teatro Marcello.

Via del Teatro Marcello Roma foto Anna Zelli
Monastero
delle Oblate di Santa Francesca Romana
EDICOLA SACRA, AFFRESCO DI SANTA
FRANCESCA ROMANA, RIONE X CAMPITELLI
Via del Teatro
Marcello, Comunità religiosa delle Oblate Benedettine di Monte Oliveto
fondata da Santa Francesca Romana, affresco che ritrae Santa Francesca Romana del XVIII
secolo. Fa parte del Rione X
Campitelli, e si trova a Via del Teatro Marcello.

Affresco di Santa Francesca Romana, Via del Teatro Marcello
Roma, foto Anna Zelli
Edicole
sacre e Madonnine zona Aventino e dintorni
FOTO EDICOLE SACRE A ROMA
- EDICOLE SACRE DI
ROMA - DUE
CHIESA DI SANTA RITA, VIA MONTANARA
ROMA, ANGOLO VIA DEL TEATRO MARCELLO, RIONE X CAMPITELLI
La Chiesa di Santa Rita sorgeva nella demolita Via della Pedacchia,
sulla precedente Chiesa di San Biagio de Mercatello, ed è dedicata a Santa Rita da
Cascia, la ricostruzione fu affidata a Carlo Fontana, in precedenza era alla base della scalinata
dell'Aracoeli, fu demolita nel 1928, per l'apertura della attuale Via del Teatro Marcello,
e fu ricostruita qui dove si vede oggi a Via Montanara nel 1940.La via su cui in
precendenza sorgeva la chiesa si chiamava Via della Pedacchia, la via è scomparsa. Fa parte del Rione X Campitelli.

chiesa di santa rita, via montanara, roma, foto Anna Zelli Chiesa di Santa Rita
LE CHIESE DI ROMA - FOTO CHIESE DI ROMA 1 - CHIESE DI ROMA 2
VIA E PIAZZA MONTANARA , ROMA, RIONE
X CAMPITELLI
La Piazza Montanara è scomparsa con
l'apertura della Via del Mare, oggi Via Petroselli, andava da Via Bocca della Verità, mentre la Via
Montanara tutt'ora esistente anche se piu corta rispetto a prima, va da Piazza Campitelli a Via del Teatro Marcello,
il nome deriva dalle proprietà della famiglia Montanari, poi estintasi nei
Cesarini, la piazza occupava in parte l'area del Foro Olitorio e la contrada era detta " ad
Elephantum", è stata una delle perdite più gravi dopo gli sventramenti per
l'apertura della Via del Mare.La Via faceva parte del Rione X Campitelli.

piazza montanara, roma, oggi scomparsa, incisione G.Vasi, foto Anna
Zelli
Piazza Montanara - Piazze di Roma
DOVE ERA LA CHIESA SANTA RITA DA
CASCIA,IN VIA DELLA PEDACCHIA VIA OGGI SCOMPARSA
Chiamata in precedenza Chiesa San Biagio de Mercatello
La Chiesa
di Santa Rita è una chiesa antichissima, fondata dalla famiglia
Boccabella, ebbe l'appellativo di "San Biagio in Mercatello", costruita alle
falde del Campidoglio,in
Via della Pedacchia,
fu demolita e ricostruita da Carlo Fontana nel 1940 in seguito alla apertura della
Via del Mare,oggi Via
Petroselli il cui primo tratto oggi ha ripreso il nome di Via del
Teatro Marcello ed il secondo tratto Via Petroselli.L'antica chiesa
di San Biagio in Mercatello di cui si vedono ancora dei resti di fianco al Vittoriano, situata a Via della Pedacchia,
era chiamata in Mercatello, perchè nella Piazza del Campidoglio c'era un mercato, fu edificata
dai Boccabella, e rimase dedicata a San Biagio fino al 1658, poi Papa Alessandro VII,
sollecitato dal Monsignor Giuseppe Cruciano da Cascia la concesse alla Confraternita delle
Corone di Spine, fondata dallo stesso Monsignor Cruciani, quale pio sodalizio degli
abitanti di Cascia. La nuova dedica fu per la Santa degli impossibili, Rita da Cascia,
successivamente la Chiesa fu spostata e ricostruita da Domenico Fontana a Via Montanara
dove la vediamo oggi.
VIA DELLA PEDACCHIA, SCOMPARSA
Via della Pedacchia
scomparsa era di fronte alla Basilica di San Marco
e sboccava in Piazza
dell'Aracoeli, Rione X Campitelli, la via fu demolita per la
costruzione del monumento a Vittorio Emanuele II, l'Altare della Patria,
prendeva il nome dalla Famiglia Pedacchia che qui aveva un palazzetto al n 23, demolito
anche questo,Successivamente al 1870 la via Pedacchia fu divisa anche con il nome di Via
Giulio Romano, celebre pittore che abitò questa via.

La scomparsa Via della Pedacchia a sinistra la Chiesa di Santa Rita
da Cascia
incisione di G.B.Falda, foto Anna Zelli - Via della Pedacchia
VIA DEL TEATRO MARCELLO, ROMA, RIONE
X CAMPITELLI
Via
del Teatro Marcello, va da Piazza Venezia a Via del Foro Olitorio, fa parte del Rione X Campitelli,
e del Rione XII Ripa,
la Via prende il nome dal Teatro
Marcello. Prima del 1870 la strada si chiamava "contrada delli
Ferrari della Pescina" con chiari riferimenti alla pescheria del Portico d'Ottavia,
Tra gli edifici vi è il restaurato Albergo
della Catena, ed il restaurato Palazzetto dei Vallati, l'imponente muraglione del Monastero
delle Oblate, al n. 32 vi era la casa di una Santa, Santa Francesca Romana.
Il monastero si chiama Monastero
Tor de Specchi, dalla torre un tempo esistente a Via Tor de Specchi,
vi è annessa la Chiesa
della Santissima Annunziata. La via attraversa l'antico Foro Olitorio con
i resti del " Porticus Triumphalis" percorso dai cortei dei
trionfatori provenienti dal Circo
Flaminio, spicca in questo luogo una piccola e restaurata casa del XII secolo
con torre forse appartenuta
ai Pierleoni.

Via del Teatro Marcello, Roma foto Anna Zelli
Monastero delle Oblate - Via del
Teatro Marcello
TEATRO MARCELLO VIA DEL TEATRO
MARCELLO ROMA, RIONE
X CAMPITELLI
Il Teatro Marcello, a Via del Teatro Marcello,
che fa parte del Rione
X Campitelli, fu il monumento che l'Imperatore
Augusto volle dedicare a Marco Claudio Marcello, suo nipote e genero di 20 anni, che morì
prematuramente nel 23 a.C.. Il Teatro fu iniziato da Cesare e terminato da Augusto lo
dedicò al nipote verso l' 11 a.C. dopo avervi fatto svolgere i "Ludi
Saeculares" del 17.Il teatro poteva ospitare più di 10 mila persone nella sua cavea
ove oggi c'è il giardino di Palazzo Orsini, fu parzialmente demolito nel
365 per riparare il Ponte Cestio.
Intorno al 1150 i Fabi fortificarono ciò che era rimasto del Teatro Marcello, la stessa collinetta chiamata Monte Savello, è costituita dalle rovine del teatro, e verso
la fine del XIII secolo i Savelli ne fecero il loro fortilizio. Nel 1500 Baldassarre
Peruzzi costruì i due piani di abitazioni che ancora oggi si vedono,ma il palazzo
acquistò forma definitiva nel 1712, allorchè passò agli Orsini.( Palazzo degli Orsini a
Piazza di Monte Savello).Nel
XIX secolo era ridotto in condizioni pietose, seminterrato e con le arcate inferiori
occupate da misere botteghucce di straccivendoli e simili, tanto da aver perduto l'aspetto
di Teatro e di aver suscitato l'indignazione dello stesso Poeta Gioacchino Belli.Nel 1926
ad opera dell'architetto Alberto Calza Bini, il teatro fu opportuamente
ripristinato nella sua forma attuale e debitamente restaurato.
Rione X
Campitelli e Rione XII Ripa.
Si intravede nella foto sotto, la Casa dei Vallati, il Portico d'Ottavia, la Sinagoga,
il Tempio ebraico.

Teatro Marcello Roma - Foto Anna Zelli
Teatro Marcello - Teatri di Roma
TEMPIO DI APOLLO SOSIANO, RIONE X
CAMPITELLI E DEL RIONE XII RIPA
le tre colonne al Teatro Marcello
che si ergono solitarie, a Via del Teatro Marcello,
che fa parte del Rione
X Campitelli,è quanto rimane dell'antico Tempio di Apollo Sosiano
eretto per la prima volta tra il 433 e il 431 a.C.in seguito ad una pestilenza e perciò
consacrato ad Apollo Medicus, era sullo stesso luogo già dedicato al Dio Apollinar, ed in
origine era formato solo da un semplice altare.Il tempio già restaurato nel 172 a..C. fu
completamente ricostruito nel 36 a.C.dal Console Gaio Sosio dopo essere stato arretrato di
alcuni metri per far posto al Teatro
Marcello.A questa ricostruzione appartengono dei resti oggi ancora visibili
del podio in calcestruzzo e blocchi di tufo e di travertino e del pronao che aveva sei
colonne sul fronte e 3 sui lati rialzate con notevoli parti rifatte in travertino,le
colonne alte 14 metri erano di marmo bianco in stile corinzio con scanalature piu grandi e
piu piccole alternate,sormontate all'architrave con il fregio ad intreccio di rami
d'ulivo, vi era anche una statua forse originaria della Magna Grecia e databile poco più
della seconda metà del V secolo a.C. erroneamente attribuita ad Apollo Saettante
rinvenuta insieme ad altri frammenti e conservata al Museo dei
Conservatori in Campidoglio, doveva far parte della decorazione frontale con
una scena di Amazzonomachia , vi erano anche frammenti di Athena, di Amazzoni e di
guerrieri.La cella, in parte sovrastata dal palazzetto
medioevale dell'Albergo della Catena, aveva le pareti ornate all'esterno su
ogni lato da 7 semicolonne di travertino stuccato a finto marmo e all'interno da edicole
mistilinee ed inquadrate da colonne di marmi colorati, di questa cella, rimangono i resti
di un fregio marmooreo a rilievo con corteo triofale che oggi si trova al Museo dei
Conservatori in Campidoglio, in questa stessa cella che ospitava
frequentemente riunioni del Senato, come quella del vicino tempio di Bellona, erano
conservate numerose opere d'arte, pitture di Aristide di Tebe,sculture di Filisco di Rodi,
di Timarchide, di Skopas e Prassitele.

Tempio
di Apollo Sosiano nel pressi del Teatro Marcello, foto Anna Zelli
TEMPIO DI BELLONA, TEATRO MARCELLO,
RIONE CAMPITELLI E RIONE RIPA, ROMA
Il Tempio di Bellona
sorgeva nei pressi del Tempio
di Apollo Sosiano nei pressi del Teatro Marcello, Rione Campitelli e Rione Ripa, il tempio era dedicaco a Bellona, Dea della
Guerra, era nella zona del Circo
Flaminio, fu dedicato alla Dea nel 296 a.C. da Appio Claudio Cieco in seguito
ad una vittoria con gli Etruschi. I resti si trovano nella zona del Teatro Marcello.La "Columna
Bellica", si trovava probabilmente davanti al Tempio di Bellona,
Tempio di Bellona, e probabilmente era usata nelle dichiarazioni di guerra, si scagliava
una lancia dal territorio romano verso il territorio del nemico.
VIA TOR DE SPECCHI, RIONE X
CAMPITELLI- SCOMPARSA
la Via Tor de Specchi, a Rione
Campitelli, attraversava l'antico Foro Olitorio con resti del "Porticus Triumphalis", la via è stata inserita
in Via
del Teatro Marcello, prendeva il nome da una
Torre che fu presente nella via fino al XVII secolo, successivamente la torre venne
abbattuta dalle monache del Monastero delle Oblate di
Santa Francesca Romana per allargare la strada.
MURA SOTTO IL CAMPIDOGLIO, VIA DEL
TEATRO MARCELLO, RIONE X CAMPITELLI E DEL RIONE XII, ROMA
Mura di Roma a Rione
Campitelli

resti della cinta muraria sotto il Campidoglio , foto Anna Zelli Mura di Roma
AREA ARCHEOLOGICA MONTE CAPRINO,
RIONE X CAMPITELLI, ROMA
L'area
archeologica di Monte Caprino a Via di Monte Caprino, la via va da Piazza della Consolazione
a Via
del Teatro Marcello e al Vico Jugario, fa parte del Rione X Campitelli, il
nome Monte Caprino, risale al Medioevo, facendo riferimento alla zona del Campidoglio, che
dall'anno 1000 e per due secoli, passò un periodo buio nella sua storia, insieme a tutta
la città di Roma, e intorno alla rocca del Campidoglio, pascolavano capre e pecore. In questa zona
c'è una area archeologica chiamata : area archeologica
di Monte Caprino.Gli archi di questa struttura erano di un antico
porticato, che apparteneva agli impianti commerciali del mercato degli erbaggi dell'antica
Roma : il Foro Olitorio.che
era presso il Vicus Jugarius e la Via della Consolazione.

area archeologica di Monte Caprino. foto Anna Zelli
SCAVI
E AREE ARCHEOLOGICHE A ROMA
VIA LUIGI PETROSELLI, ROMA, RIONE XII
RIPA
Via Luigi Petroselli
va da Vico Jugario a Piazza
Bocca della Verità, fa parte del Rione XII Ripa, la via è
il proseguimento di Via del Teatro Marcello, ricorda Petroselli, che
fu sindaco di Roma ( nato il 1932 e morto nel 1981), fu sindaco di Roma dal 1979 al 1981,
rieletto morì il 7 Ottobre del 1981. Sulla Via Petroselli vi sono edifici eretti dal Comune di
Roma tra il 1936 e il 1937, di chiaro stampo fascista come il mastodontico e orribile palazzo dell'Anagrafe ,
opera dell'architetto Cesare Valle, il quale ha spazzato via la zona del Foro
Boario e del Foro Olitorio e la Via del Ricovero con la
annessa Chiesa di Santa Galla
anche questa scomparsa.

Via Luigi
Petroselli foto Anna Zelli
PALAZZO DELL'ANAGRAFE,VIA LUIGI
PETROSELLI 50, RIONE XII RIPA, ROMA
palazzo
dell'Anagrafe, a Via
Luigi Petroselli fa parte del Rione XII Ripa. è un edificio enorme ed è stato costruito nel 1937dagli architetti
Ignazio Guidi e Cesare Valle, nello stile tipico dell'era fascista. E' rivestito in
laterizio ed ornato da una riproduzione marmorea della lupa capitolina, all'interno vi
sono decorazioni pittoriche. L'edificio, molto probabilmente, sorge nell'erea che un tempo
era il Porto Tiberino, il primo porto che collegava Roma ad Ostia

Palazzo dell'Anagrafe, Via Luigi Petroselli, Roma
Architettura
Fascista a Roma
FORO OLITORIO, ROMA, RIONE XII RIPA,
RIONE XI SANT'ANGELO
Il Foro
Olitorio andava dall'attuale Piazza di Monte
Savello a Via Petroselli ( lato destro venendo dal Teatro Marcello), e fa parte del Rione XI Sant'Angelo, e
del Rione XII
Ripa, dopo il Foro Boario, fu il secondo dei "fora venalia" edificati dai Romani, qui si
trattava il commercio degli ortaggi.Risalgono al periodo Repubblicano i seguenti templi : Tempio della Speranza,
Tempio di Giunone e
Tempio di Giano.Successivamente
in questa zona sorse la Basilica
di San Nicola in Carcere che si trova su Via
del Teatro Marcello, tutta la zona che andava
dal Foro
Olitorio a Ponte Rotto all'Isola Tiberina, si
chiamava "ad Elephantum" forse per via di una fontana che sembrava rappresentare
questo animale, oppure per qualche altra scultura simile posta in loco.
Il Foro
Olitorio, è oggi un'area
archeologica di Roma,il Foro Olitorio si trovava alla base del Campidoglio, tra
il Foro Boario ed il Teatro MarcelloTeatro
Marcello, era il mercato delle erbe, della frutta e della verdura, mentre il Foro
Boario era il mercato delle carni, in questa zona erano presenti i 3 templi, che oggi
fanno parte della struttura della Chiesa di San Nicola in Carcere.

Foro Olitorio,
Roma, foto Anna Zelli
CHIESA SANT'ABBACIRO AD ELEPHANTUM, SCOMPARSA
La Chiesa di Sant'Abbaciro
ad Elephantum scomparsa, si trovava nel Foro Olitorio, verso il fiume Tevere, se ne ha memoria
fino ai tempi di Papa Gregorio Magno, si venerava il culto per Sant'Abbaciro martire e per
San Giovanni, entrambi martiri ad Alessandria, successivamente, durante il Pontificato di
Papa Leone IV la chiesa cambio nome in Chiesa di Santa Maria in Cyro e poi nel Settecento
venne demolita.
Le Chiese di Roma - Chiese di Roma 1- Chiese di Roma 2
BASILICA DI SAN NICOLA IN CARCERE,
ROMA, VIA DEL TEATRO MARCELO 46,RIONE X CAMPITELLI
Basilica di San
Nicola in Carcere,è a Via
del Teatro Marcello e fa parte del Rione X Campitelli, questa Chiesa fu costruita prima del XI secolo sopra le rovine
di 3 edifici di epoca romana, la chiesa fu totalmente rinnovata da Papa Alessandro VI. ,
successivamente nel 1599 il Cardinale Pietro Aldrobrandini la fece restaurare da Giacomo
della Porta nello stato attuale.Conserva una lunghissima iscrizione del 1088 con l'elenco
dei doni fatti alla chiesa al tempo di Papa Urbano II. Nel 1865 fu nuovamente restaurata
da Papa Pio IX, e nel 1932 fu liberata dagli edifici che le erano stati costruiti attorno
Fu restaurata anche la Torre medioevale che serve da campanile sulla quale sono poste due
campane che Guidotto Pisano fuse nel 1286.

Basilica di San Nicola in
Carcere, foto Anna Zelli
Le Chiese di Roma - Chiese di Roma 1- Chiese di Roma 2
VIA DEL RICOVERO SCOMPARSA, RIONE XII RIPA
La Via del Ricovero
andava da Via Bocca della Verità scomparsa
a Via di Porta Leone
scomparsa, Rione XII Ripa, si
chiamava così perchè qui c'era l'Ospizio
di Santa Galla, c'erano anche le case dei Pierleoni, che poi furono demolite,
a causa della nuova edificazione della zona di Piazza
Bocca della Verità, che in precedenza si chiamava Via della
Fontanella
VIA DI PORTA LEONE ROMA SCOMPARSA
Via di Porta Leone
scomparsa, andava da via della Salara
scomparsa a Via
di Monte Savello, prendeva il nome da un antichissimo fornice delle Mura Serviane, che salivano al Campidoglio, attraversavano il Foro Olitorio e le proprietà dei Pierleoni, da cui nome della Porta Leone. A Via di
Porta Leone 80 sorgeva una torre poi trasformata in casa, che aveva due grandi archi che
davano l'accesso al Tevere, ma non ne rimne più niente per il rinnovamento della zona del 1936, e
con l'edificazione dell'attuale Via Petroselli e degli edifici comunali dell'Anagrafe.
VIA E VICOLO DELLA SALARA, SCOMPARSI ROMA
via della Salara scomparsa, andava da piazza
Bocca della Verità, a via Marmorata, Rione XII Ripa,la via prendeva il nome dai magazzini di sale che esistevano nella
zona.Questa era anche in passato per i pellegrini l'unica via che conduceva alla Basilica
Ostiense Basilica di San Paolo, la via ed i magazzini rimasero attivi finchè
fu attivo il Porto di Ripa Grande. il
vicolo in tutt'altra zona di Roma, andava da via Massaciuccoli andava fino alla
campagna nel quartiere Trieste, Il vicolo della Salara invece era vicino alla
attuale Via Salaria ed oggi e fa parte dell'attuale via dell'Annone.
VIA E PIAZZA DI MONTE
SAVELLO,RIONE XI S. ANGELO ROMA
Via
e Piazza di Monte Savello, fanno parte del Rione XI Sant'Angelo, la Piazza
di Monte Savello va da Lungotevere
de Cenci al Lungotevere
dei Pierleoni, metre la Via di
Monte Savello va da Via del Portico d'Ottavia a Piazza del Portico
d'Ottavia, anche queste fanno parte del Rione XI Sant'Angelo. Il nome
della zona ricorda la maestosa rocca dei Savelli, costruita sul Teatro Marcello, a via del Teatro Marcello,
mentre il nome del Monte Savello derivava
dalle rovine del Teatro sulle quali sorgeva la Chiesa di
San Gregorio della Divina Pietà detta Gregorietto, si trova in Via di Monte
Savello 9, detta " de quattro capi" come è popolarmente chiamata anche
oggi.Sulla via insisteva l'arco dei Savelli con un passaggio porticato, che faceva parte
dell'Aula Regia del Teatro, purtroppo fu demolito intorno al 1600.Sorta sulle case della
Famiglia Anicia, dove sarebbe nato San Gregorio Magno, futuro Papa Gregorio I, la si
ricorda già dal XII secolo, era detta anche dei Quattro Capi, per la vicinanza a Ponte Quattro Capi
( Ponte Fabricio). Fu riedificata completamente nel 1729 da Papa Benedetto
XIII, che la cedette alla congregazione degli Operai della Divina Pietà, la facciata,
opera di Filippo Barigioni, reca un dipinto ovale di Etienne Parrocel, la Crocefissione,
l'interno è ad una sola navato e fu restaurato nel 1858
Vi era in questa zona la Chiesa di Santa Cecilia all'arco Savello, scomparsa,la piccola chiesa
si trovava all'nterno del Teatro Marcello, dedicata alla martire romana del III secolo,
patrona dei musicisti, l'edificio dellla chiesa che era all'interno del teatro fu
incorporato aagli ambienti del palazzo Orsini.Sempre in questo luogo, .Sempre qui si trova
il Palazzo Orsini,
che era una fortezza medievale eretta dai Pierleoni, foerificata dai Fabi e che poi passò
ai Savelli.i quali vi dimorarono. Vi è anche un sontuoso Palazzo opera di Baldassare
Peruzzi che impiegò il materiale del Teatro Marcello per le cornici delle finestre. Il Palazzo occupa gran parte della zona
dell'antico Teatro
Marcello e il giardino ove si trovava l'area
della "cavea" dek teatro.Il palazzo nel 1712 era degli Orsini e poi passò ai
Caetani di Sermoneta.

Piazza di
Monte Savello e Via di Monte Savello foto Anna Zelli
Scavi
e aree archeologiche di Roma
AREA ARCHEOLOGICA A PIAZZA MONTE
SAVELLO RIONE XI SANT'ANGELO ROMA
Area archeologica di Monte Savello
a Piazza
di Monte Savello, fa parte del Rione XI Sant'Angelo

Area archeologica di Monte
Savello, Roma, foto Anna Zelli
Scavi
e aree archeologiche di Roma
PALAZZO ORSINI
Il Palazzo Orsini
a monte Savello, è a Via
di Monte Savello, fa parte del Rione
XI Sant'Angelo

ingresso di palazzo Orsini a Monte Savello, Roma, foto Anna
Zelli
Palazzo
Orsini a Monte Savello - Palazzi
Storici di Roma
CHIESA DI SANTA GALLA SCOMPARSA RIONE
XII RIPA
La Chiesa di Santa Galla
scomparsa, Rione XII Ripa,era una
chiesa antichissima e riferita a Papa Giovanni I, per cui la sua costruzione risaliva
intorno al 524, durante il Medio Evo la Chiesa si chiamò " Santa Maria in Porticu Gallatorum",
fu poi ricostruita nel 1073 da Papa Gregorio VII, la fama della Chiesa aumentò per una
immagine della Madonna che risultò essere miracolosa durante la peste del 1656. Questa
Madonna oggi si trova nella Chiesa di Santa Maria in Campitelli. Dal XII secolo,
alla chiesa vi era annesso un ospedale, che nel 1500 passò sotto la giurisdizione di
quello della Consolazione,
e dalla metà del '600, vi fu aggiunto un ospizio diurno per i poveri. Altri restauri
vennero fatti nel 1725 ad opera di Laura Odescalchi e in quella la Chiesa ebbe la dedica a
Santa Galla, figlia di Simmaco, che sembra avesse fondato una chiesa in un suo palazzo che
era in questa zona.Nell'800 l'Ospizio venne assegnato ai Gesuiti e venne chiamato San
Luigi Gonzaga, e poichè i vecchietti venivano trattati bene e sembravano come
ringiovaniti, c'era il detto " ma che sei stato a Santa Calla ?".Purtroppo sia
la via che la chiesa furono sventrati e demoliti nel 1935.

chiesa ed ospizio di santa galla, scomparsi, incisione G.Vasi,
foto Anna Zelli
Chiesa di Santa Galla scomparsa
Le Chiese di Roma - Chiese di Roma 1- Chiese di Roma 2
CASA DEI CRESCENZI, VIA LUIGI
PETROSELLI, RIONE XII RIPA ROMA
La Casa
dei Crescenzi è a Via Petroselli che fa
parte del Rione XII
Ripa è dell' XI secolo incorpora colonne e capitelli romani.La casa
è ornata di frammenti archeologici, la casa cosi come si vede oggi, è quanto rimane di
una torre fortificata de XII secolo, fu costruita dai Crescenzi per controllare gli
antichi moli di Roma che oggi ospitano gli uffici dell'Anagrafe,
ed il Ponte dove la potente famiglia romana riscuoteva un pedaggio.

Casa dei Crescenzi, foto Anna Zelli
Scavi
e aree archeologiche di Roma
VICO JUGARIO, RIONE X CAMPITELLI,
ROMA
Vico Jugario, fa parte del
Rione X Campitelli
e del Rione XII Ripa,va
da Via
del Teatro Marcello a Piazza
della Consolazione, ne ricorda e ne segue in parte l'antico tracciato del
" Vicus Jugarius", dell'antica Roma, che portava dalla porta Carmentale
raggiungeva il Foro passando sotto il Campidoglio, era la via obbligata per chi dal Foro
Boario volesse raggiungere il Campidoglio o il Foro Romano. Il
nome della Via deriva dal fatto che dal Foro Boario
passavano lunghe teorie di buoi aggiogati e per via dei gioghi da qui il nome
Jugario, per un lungo periodo anche questo tratto di strada di chiamava come il resto Via
della Consolazione, finchè gli è stato assegnato di nuovo il suo
antico nome.. La strada contiene numerosi reperti archeologici, e passa sotto la Rupe Tarpea, dalla quale
venivano gettati i traditori di Roma, il nome Tarpea, deriva dalla figlia di Spurio
Tarpeo,da colei che per denaro tradì Roma e forse giace sepolta proprio li sotto.La zona
dove si trovano gli scavi è chiamata Area Archeologica S. Omobono
e vi si trova anche la Chiesa
S. Omobono

Vico Jugario
e la Chiesa
S. Omobono a destra, foto Anna Zelli
Le
Chiese di Roma - Chiese di
Roma 1- Chiese di Roma 2
SANT'OMOBONO, AREA ARCHEOLOGICA S.
OMOBONO, ROMA
Area Archeologica S.
Omobono, il nome deriva dalla Chiesa che si trova sopra quest'area,fa parte del Rione X Campitelli e del Rione XII Ripa
La zona di S. Omobono era il luogo ove si trovava uno dei più importanti e antichi
santuari di Roma, forse fondato da Servio Tullio che comprendeva due templi dedicati alla
"Fortuna" e alla "Mater Matuta", in questi scavi vi sono anche tracce
risalenti all'età del Bronzo, frammenti di ceramica "appenninica"
risalenti ai secoli XVI e XIII a.C., e ceramiche dell'età del ferro e Greca euboica
d'importazione della prima metà del secolo VIII a.C.

Area Archeologica S. Omobono, Roma foto Anna
Scavi
e aree archeologiche di Roma
CHIESA DI SANT'OMOBONO
Chiesa Sant'Omobono fa
parte del Rione
X Campitelli e del Rione XII Ripa Roma
La chiesa risale alla fine del XVI secolo, si erge isolata in mezzo ad una
importante area archeologica con resti di altari sacrificali e due
templi del VI secolo a.C.
La Chiesa, purtroppo fa parte di quell'area che ha subito parecchie distruzioni, e si
trova in una delle zone archeologiche più ricche di antichità romane. L'unica Chiesa che
si salvò fu questa.In origine era dedicata a San Salvatore in statera, denominazione che
gli derivava dal quartiere degli Argentari, i quali usavano la stadera, una bilancia, per
pesare oro e argento, questa stadera era posta nel portico del tempio di Saturno, poco
distante dalla Chiesa eretta nella seconda metà del '400, fu ricostruita intorno al 1575,
dai Sarti alla cui Università venne affidata. Tra il 1933 e il 1936 subì dei restauri
con la costruzione di un portico poco raffinato, all' interno della Chiesa si può
ammirare "l'incoronazione di Maria" di Cesare Mariani, ed un dipinto attribuito
a P. Turini : la " Madonna con bambino e il Salvatore in Gloria tra i SS Stefano e
Alessio". Ai Sarti si deve la dedica della Chiesa a Sant'Omobono, che lo
rivendicavano come loro protettore e patrono, perchè il Santo visse tra le pezze di panno
dove esercità la mercatura ed al tempo stesso una esistenza Santa.

Chiesa
Sant'Omobono, foto Anna Zelli
Le
Chiese di Roma - Chiese di
Roma 1- Chiese di Roma 2
PIAZZA DELLA CONSOLAZIONE E
VIA DELLA CONSOLAZIONE, ROMA, RIONE X CAMPITELLI
La piazza
della Consolazione va da Vico Jugario a Via della Consolazione,che porta al Foro Romano, fa parte del Rione X Campitelli, sia la
Via che la piazza prendono il nome dalla Chiesa di
Santa Maria della Consolazione, che sorge sulla
piazza ove un tempo vi erano i Granai dei Mattei, dove ancora si trovano gli edifici del
vecchio Ospedale della Consolazione, oggi destinato ad altri usi, anche questo ha corso il
rischio di venir demolito. Qui operò San Luigi Gonzaga insieme a nobildonne romane, che
si occupavano dei bisognosi e chiamate anche le "spidocchiare".La piazza
della Consolazione e la Via della Consolazione
insistono sull'antico Vico
Jugario Ma in precedenza la Via della Cosolazione
passava davanti alla chiesa di Santa Maria delle Grazie oggi Foro Romano. Anche questa Via
dopo le demolizioni del 1940 è molto cambiata. La Via si chiamò anche Via della Catena
della Consolazione, per via delle catene che si tiravano ai due estremi onde evitare il
frastuono dei carri che avrebbero disturbato i degenti. Oggi l'edificio è adibito ad
Uffici Comunali.

Piazza della Consolazione, Roma, foto Anna Zelli
piazza e via della Consolazione - Piazze di Roma
VIA DEL FORO ROMANO, RIONE X
CAMPITELLI, ROMA
Vedi Foro Romano
e Via del Foro Romano

il Campidoglio
a destra in fondo il Foro Romano a Via del Foro Romano
Via del Foro
Romano Roma foto Anna Zelli
Scavi
e aree archeologiche di Roma
CHIESA DI SANTA MARIA DELLA
CONSOLAZIONE, AL FORO ROMANO,RIONE X CAMPITELLI
Chiesa di Santa Maria della Consolazione al Foro Romano,è a
piazza della Consolazione fa parte del Rione X Campitelli.
La Chiesa del XVI secolo, si trova ai piedi della rupe Tarpea, luogo dove avvenivano le esecuzioni dei
condannati, e la tradizione racconta che un certo Giordanello degli Alberini nel
1385 abbia pagato 2 fiorini d'oro affinchè una immagine della Vergine Maria fosse
posta per consolare i condannati, da qui il nome della chiesa, che fu edificata nel 1470,
riedificata nel 1583 e ancora nel 1606 Ci sono 11 cappelle laterali di proprietà di
famiglie nobili e di corporazioni artigiane, nel presbiterio c'è l'immagine della Vergine
Maria di Antoniazzo Romano La Chiesa era collegata al vicino Ospedale oggi destinato ad
altri usi
La Chiesa fu ricostruita alla fine del '500 su progetto di Martino Longhi il Vecchio, il
completamento della facciata è dei primi dell''800 ad opera di Pasquale Belli.Papa
Alessandro VII la unì al vicino ospedale delle Grazie, al quale fu annesso quello di
Santa Maria del Portico, dando origine a quello che sarà chiamato Ospedale della
Consolazione, all'altare del Presbiterio si trova la "Madonna della
Consolazione" di Antoniazzo Romano.

Chiesa di Santa Maria
della Consolazione al Foro Romano,foto Anna Zelli
Le Chiese di Roma - Chiese di Roma 1- Chiese di Roma 2
COLLE CAPITOLINO, RIONE X CAMPITELLI
ROMA
Veduta del Colle Capitolino
da Piazza della Consolazione, Rione X Campitelli

Veduta del Colle
Capitolino da Piazza
della Consolazione, Rione X Campitelli, foto A. Zelli
Colli di Roma
VIA DEI FIENILI ROMA, RIONE X
CAMPITELLI E RIONE XII RIPA
Va da Piazza della Consolazione a Via San Teodoro, fa
parte del Rione
X Campitelli e del Rione XII Ripa, un tempo a Roma era vivo il
commercio dei foraggi, e quindi vi erano molti fienili. la via conserva ancora oggi il
fascino e il colore di Roma di una volta.

Via dei Fienili
Roma, foto Anna Zelli
FONTANELLA VIA DEI FIENILI, NASONE
ROMA

Fontanella tra Piazza della Consolazione e
Via dei Fienili
Fontane di Roma
- Fontane di Roma 2 Roma foto Anna Zelli
EDICOLA SACRA MADONNA A VIA DEI
FIENILI ROMA, RIONE X CAMPITELLI E RIONE XII RIPA
Immagine della Madonna sormontata dai putti. a Via dei Fienili

Edicola sacra tra Piazza
della Consolazione e Via
dei Fienili, foto Anna Zelli
Edicole
sacre- Edicole sacre Roma 2
VIA SAN GIOVANNI DECOLLATO, ROMA,
RIONE XII RIPA
Il passetto San Giovanni Decollato va da Via del Teatro Marcello
a Via San Giovanni
Decollato, la Via San Giovanni
Decollato va da piazza
della Consolazione a Piazza
Bocca della Verità,fa parte del Rione XII Ripa, prende in nome dalla Chiesa omonima ceduta all'Arciconfraternita della
Misericordia di Firenze che in Roma aveva l'incarico di confortare i condannati a morte
per farli morire in Grazia di Dio.Seppellivano i corpi in fosse comuni nel chiostro della
Chiesa Nel Chiostro sono visibili queste fosse 7 in tutto sei per gli uomini ed una per le
donne coperte da chiusini di marmo nei quali c'è scritto "Domine, cum veneris
judicare,noli me condemnare"

Via San Giovanni Decollato, Roma , Foto Anna Zelli
ARCHITETTURA FASCISTA A VIA SAN
GIOVANNI DECOLLATO, RIONE XII RIPA, ROMA
Via
San Giovanni Decollato fa parte del Rione XII Ripa, prende in nome dalla Chiesa omonima, vedi anche Architettura
Fascista a Roma

Architettura fascista a Via
San Giovanni Decollato Roma, foto Anna
Zelli
Architettura
Fascista a Roma
CHIESA DI SANT'ELIGIO DE FERRARI, VIA
SAN GIOVANNI DECOLLATO 9 ROMA, RIONE XII RIPA
Chiesa di
Sant'Eligio de Ferrari, a Via San Giovanni
Decollato 9, Roma
La Chiesa fa parte del Rione
XII Ripa,comunemente detta Sant'Alo e talvolta Sant'Anigro, fu
edificata nel 1513, dall'Università dei Ferrari, sulle rovine della Chiesa di San Giacomo
d'Altopasso o Altopascio, alla chiesa apparteneva l'omonimo ospedale fondato dai Toscani
che appartenevano alla diocesi di Altopascio e Pescia, si vede ancora oggi murato lo
stemma in marmo con un'incudine e un martello e la scritta "Universitas
Fabrorum", sorgeva nella "CortinaParva" per distinguere la zona dalla
Cortina San Pietro.L'interno ha lacunari in legno, e stucco dorato risalente al 1604,
all'altare del Presbiterio vi è la "Madonna in trono, San Giacomo e i Vescovi Eligio
e Martino" del Sermoneta, in un reliquario è conservato un frammento del braccio di
Sant'Eligio.All'interno c'è la sede di un Museo di paramenti e di arredi sacro del '600 e
del '700.

Chiesa
di Sant'Eligio de Ferrari, Via San Giovanni Decollato, Roma, foto Anna Zelli
Le
Chiese di Roma - Chiese di
Roma 1- Chiese di Roma 2
CHIESA DI SAN GIOVANNI DECOLLATO E
ARCICONFRATERNITA DELLA MISERICORDIA, VIA SAN GIOVANNI DECOLLATO 22, ROMA, RIONE XII RIPA
Chiesa di San Giovanni decollato è a Via
San Giovanni Decollato 22 Rione XII Ripa Roma
la facciata, rinascimentale, fu completata nel 1504, l'altare maggiore ha un'opera
del Vasari, "Decollazione di San Giovanni " da cui la chiesa prende il nome.Nel
1490 Papa Innocenzo VIII, donò il terreno su cui venne edificata la chiesa, in quanto
voleva dare una chiesa ad una confraternita fiorentina i cui mebri vestiti di nero e
incappucciati cercavano di convincere i condannati a morte a pentirsi e poi davano
loro sepoltura, nel chiostro ci sono 7 botole, una riservata alle donne, attraverso le
quali passavano i corpi L'oratorio è decorato da affreschi che raccontano la vita
di San Giovanni Battista opere di Jacopino dell Conte e di Francesco Salviati.L'altare
maggiore è dominato dalla tavola di Giorgio Vasari "Decollazione di San
Giovanni" del 1553, da cui la Chiesa prende il nome.

Chiesa di San Giovanni
decollato foto Anna Zelli
Le Chiese di Roma - Chiese di Roma 1- Chiese di Roma 2
ARCICONFRATERNITA DELLA MISERICORDIA
SAN GIOVANNI DECOLLATO ROMA, RIONE XII RIPA
L' Arciconfraternita
della Misericordia fu fondata dai fiorentini residenti
a Roma nella metà del Quattrocento. La Confraternita di San Giovanni decollato, fa parte
del Rione XII
Ripa detta della Misericordia,il cui compito era
quello di fornire assistenza e conforto ai condannati a morte, prossimi a salire sul
patibolo eretto nelle vicinanze di Santa Maria in
Cosmedin. Con la Bolla del 23 Agosto 1490, Papa
Innocenzo III concesse ai confratelli l'antichissima chiesa di Santa Maria della Fossa, al
suo posto eressero un oratorio ed un tempio dedicato al patrono di Firenze, Giovanni
Battista, cugino di Gesù, fatto decapitare da Erode per soddisfare l'insano desiderio di
Salomè, la danzatrice dei 7 veli, che spinta dalla madre Erodiade pretese dal Re la testa
del Santo. I lavori di restauro terminarono nel 1556 e da allora i confratelli ebbero il
privilegio di rititare i capestri che ogni anno venivano bruciati per i falò di San
Giovanni, il 24 Giugno.La Confraternita inoltre, provvedeva alla sepoltura dei giustiziati
nelle fosse comuni scavate nel chiostro interno, erano 7, di cui 1 destinata alle donne.Un
chiusino faceva da pietra tombale e recava inciso : "Domine,cum veneris iudicare,
noli me condemnare"Tale sepoltura veniva concessa anche a personaggi più o meno
illustri che desideravano per umiltà rimanere li dopo morti accanto ai resti dei poveri
giustiziati.La confraternita poteva anche liberare da morte un condannato a morte, il 29
Agosto, che era il giorno della scoperta della Siria da parte di San Giovanni Battista.
Veniva fatta una votazione con fave bianche e nere, se le nere erano di più il condannato
veniva graziato, secondo però un cerimoniale approvato dallo stesso Pontefice. La
Confraternita in gran numero andava in processione alle carceri, vestivano di porpora il
condannato graziato, gli mettevano una corona di alloro, lo conducevano alla Chiesa
di San Giovanni decollato, e dopo la cerimonia
di ringraziamento a Dio, tenevano un banchetto per giorni, e questo rituale era il
trionfo della Misericordia sulla Giustizia. Le sentenze capitali fino al 1868, furono
eseguite anche nella Piazza dei
Cerchi. Vi sono cimeli interessanti nella "Camera Storica"
all'interno del Chiostro di San Giovanni Decollato, come il cesto dove cadeva la testa del
decapitato. Il popolo partecipava alle attività della Confraternita, perchè interessato
a ricavarne i numeri buoni da giocare al lotto. Dopo le esecuzioni le beghine ( da beg .
preghiera), in piena notte andavano a genuflettersi sul gradino della Chiesa recitando il
De Profundis, chiedendo insistentemente all'anima del defunto qualche numero da giocare al
lotto

Arciconfraternita della Misericordia, tra Via San Giovanni Decollato e
Via della Misericordia Roma, foto Anna Zelli
Le
Chiese di Roma - Chiese di
Roma 1- Chiese di Roma 2
VIA DELLA MISERICORDIA ROMA, RIONE
XII RIPA
La Via della Misericordia
va da Via
Luigi Petroselli a Via San Giovanni
Decollato, fa parte del Rione XII Ripa, prende il nome dalla Arciconfraternita
della Misericordia, che si trova accanto alla Chiesa di San Giovanni
decollato.

Arciconfraternita della Misericordia - Via della Misericordia Roma, Foto
Anna Zelli
Via della Misericordia a dx, traversa di via San Giovanni decollato e la Chiesa, foto A.
Zelli
Le
Chiese di Roma - Chiese di
Roma 1- Chiese di Roma 2
PALAZZO MEDIOEVALE IN FONDO A VIA SAN
GIOVANNI IN DECOLLATO ROMA

Palazzo Medioevale in fondo a Via San Giovanni Decollato,
Roma, foto Anna Zelli
Palazzi Medioevali a
Roma
ARCO DEL PASSETTO DI SAN GIOVANNI
DECOLLATO, RIONE XII RIPA
Si trova tra Via Petroselli e Via San Giovanni
Decollato, fa parte del Rione XII Ripa ha due piccole arcate, interrotte nel mezzo da un brevissimo tratto di
strada scoperto, le due parti del passetto sono limitate ciascuna da due archi.Il nome del
Passetto e della via derivano dalla vicina Chiesa di San Giovanni
decollato dove i fiorentini residenti a Roma
nella metà del Quattrocento fondarono la Confraternita
di San Giovanni Decollato, detta della Misericordia

Arco passetto a Via San Giovanni Decollato, Roma foto Anna Zelli
Archi di Roma
VIA DI SAN TEODORO, ROMA, RIONE X
CAMPITELLI E RIONE XII RIPA
La Via di San Teodoro va da Via dei Cerchi al Foro Romano, fa parte del Rione X Campitelli e del Rione XII Ripa, la Via prende il nome dalla antichissima Basilica dedicata a San Teodoro,
martire di Amasea, è situata sul percorso dell'antico Vicus Tuscus che collegava il Foro Romano al Tevere, la via fulcro
del commercio a Roma.

Via di San
Teodoro, foto Anna Zelli
VEDUTA DEL FORO ROMANO E DEL PALATINO
DA VIA SAN TEODORO

Via di San
Teodoro, veduta del Palatino
e del Foro Romano, foto Anna
Zelli
CHIESA DI SAN TEODORO, VIA DI SAN
TEODORO, RIONE XII RIPA
Chiesa San
Teodoro, Via
San Teodoro, Rione
XII Ripa Roma
ha un portale del XV secolo,decorato con lo stemma di Papa Niccolò V, la chiesa è
del VI secolo, la cupola è in stile rinascimentale fiorentino del 1454, si trova ai
piedi del Palatino,
è aperta una sola volta alla settimana, e vale la pena andare per ammirare gli splendidi
mosaici absidali del VI secolo. All'interno c'è un grazioso cortile opera di Carlo
Fontana del 1705.Di questa Chiesa si hanno notizie già dal VI secolo, subì vari
restauri, nel 1450 Papa Niccolò V diede incarico di restaurare la Chiesa, l'ultimo da
parte di Papa Clemente XI, il palazzetto semicircolare che la precede fu disegnato da
Carlo Fontana nel 1705. Il sagrato fu liberato dalle acque che vi stagnavano, in quanto la
chiesa era stata costruita in una depressione piuttosto rilevante. Qui nel XVI secolo vi
era conservata la Lupa di Bronzo,
emblema della città di Roma che oggi si trova in Campidoglio.La
Chiesa familiarmente veniva chiamata San Toto. A questa Chiesa è collegata la
Confraternita del Sacro Cuore di Gesù, fondata nel 1729, allo scopo di
reprimere la bestemmia e promuovere il culto del Sacro Cuore, la cui festività venne
istituita nel 1765. Gli adepti sono chiamati "Sacconi Bianchi", perchè avevano
una tunica bianca con cappuccio, con il simbolo del Sacro Cuore, andavano a piedi scalzi,
ogni venerdi per la questua a favore di poveri e carcerati.Oggi si riuniscono a pregare
nella Chiesa del Sacro Cuore a Via Marsala.

Chiesa San Teodoro, Via San Teodoro
Roma, foto Anna Zelli
Le Chiese di Roma, Chiese di Roma 1,Chiese di Roma 2
VIA DEL VELABRO, ROMA, RIONE XII RIPA
La via del Velabro
prende il nome dal "Velabrum", la palude dove Romolo e Remo sarebbero stati
trovati da una lupa.La Via del
Velabro va da Via
San Teodoro a Piazza Bocca della Verità, fa parte del Rione XII Ripa,
è una delle parti storiche più importanti della Roma antica, la parte concava che dal Foro Romano
portava al Tevere. ma era spesso alluvionata e
paludosa. Da qui l'origine del nome "Velabrum", da "velus"
palude.Durante il periodo del Basso Impero, la via si chiamava Velum Aureum, palude d'oro,
per allusione alla sabbia gialla del Tevere, un tempo chiamato il "Biondo
Tevere". La Via si chiamò anche Via San Giorgio al Velabro per la presenza della Chiesa.
E' in questo luogo che la tradizione assegna il ritrovamento e l'adozione di Romolo e Romo
da parte della Lupa, che altro non era che una povera donna che si prostituiva con i
pastori della zona, tale Acca Larentia, che avrebbe frequentato la palude del Velabro.Di
fronte all'Arco
di Giano, in un ingresso moderno è possibile vedere un tratto della Cloaca Massima (
visibile dal Ponte
Palatino)

via del Velabro,
Roma foto Anna Zelli
BASILICA DI SAN GIORGIO AL
VELABRO, VIA DEL VELABRO 19, ROMA, RIONE XII RIPA
La Basilica
di San Giorgio al Velabro, fa parte del Rione XII Ripa il portico
ed il timpano sono andati distrutti nel 1993 a causa di un attentato, con un
autobomba, il campanile del XII secolo si è salvato.il nome deriva da Velabrum la
palude nella quale furono trovati Romolo e Remo dalla lupa, la chiesa conserva le relique
di San Giorgio,e sono nell'altare.
Il campanile romanico risale al XII secolo. è a quattro piani di trifore. La Chiesa
dedicata a San Giorgio, originaria Basilica del VII secolo, poichè si trovava al di sotto
del livello del Tevere, veniva spesso
invasa dall'acqua, ma è stata riportata al suo aspetto originario con una doppia fila di
colonne in marmo e granito recuperate da antichi templi romani che la dividono in 3
navate. La grigia uniformità dell'interno è interrotta dagli affreschi dorati
dell'abside, attribuiti a Piero Cavallini del 1925
La Chiesa è situata dietro l'Arco di Giano ed ha addossato su un lato e
parzialmente restaurato un arco, chiamo l'Arco degli Argentari. La
Chiesa ha subito vari restauri, fu ricostruita sotto Papa Leone II nel 682, il portico ha
4 colonne con capitelli ionici nei quli si legge la falsa iscrizione relativa ai lavori,
ma l'epigrafe fu aggiunta nel XVI secolo. Ci furono altri restauri nel 1819, l'interno a 3
navate fu restaurato da Antonio Munoz nel 1926. , "La Madonna in trono e i
Santi" è attribuita al Cavallini, ma probabilmente è dei suoi scolari.

Basilica di San Giorgio al
Velabro, foto Anna Zelli
Le Chiese di Roma, Chiese di Roma 1,Chiese di Roma 2
ARCO DEGLI ARGENTARI, VIA DEL
VELABRO,ROMA, RIONE XII RIPA
L'Arco
degli Argentari, che fa parte Rione XII Ripa, e' un arco
dedicato all'Imperatore Settimio Severo nel 204 d.C. è decorato con scene religiose e di
guerra.Questa probabilmente doveva essere parte di una porta monumentale del Foro
Boario, il monumento è formato da due pilastri in muratura rivestiti
di marmo su base in travertino che sorreggono un architrave in marmo sopra il quale erano
collocate delle statue, sono visibili dei bassorilievi sui pilastri decorati con
scene taurine ancora visibili dove si diceva fosse stato nascosto un tesoro, e i buchi
sembra siano stati fatti da chi ne ricercava il tesoro.La via del Velabro è uno
degli angoli caratteristici e suggestivi di Roma,vi si affaccia la Basilica
di San Giorgio al Velabro, l'arco quadrifronte detto di i Giano,
e ciò che rimane dell'antica Cloaca
Massima, il Velabro era un "locus depressus", un vasto avvallamento
compreso tra il Palatino
e il Campidoglio,
che gli allagamenti delle piene del Tevere trasformavano in una profonda palude e
dove per muoversi c'era bisogno di barche, era dominato da un lago il "Lacus
Curtius".Il termine Velabro deriva dall'etrusco "vel" che significa stagno.
Anche se si fa derivare il nome anche da fonti e significati diversi. La leggenda racconta
che proprio in questa palude il Pastore Fausolo rinvenne la cesta con i gemelli Romolo e
Remo. Il Velabro, per la sua vicinanza al Foro Boario,
dove si estendeva il mercato del bestiame fino alla Bocca
della Verità, era il luogo delle contrattazioni e degli scambi
commerciali, e l'Arco degli Argentari permetteva un accesso al Foro.Restauri
significativi della Chiesa di San Giorgio al Velabro risalgono al
Pontificato di Papa Leone II, e la porta monumentale accanto alla Chiesa fu eretta ad
opera della Corporazione degli Argentari.e dai mercanti di buoi. Con tale opera si voleva
onorare l'Imperatore Settimio Severo e sua moglie Giulia Domizia ed i figli Geta e
Caracalla, la moglie di Caracalla Plautina, e il padre di Plautina
Plauziano.Caracalla per ascendere al potere uccise anche i suoi parenti, Geta e Plauziano
nel 205, mentre Plautilla venne esiliata a Lipari e poi uccisa nel 212 La leggenda
racconta che la Corporazione avesse nascosto e murato un tesoro all'interno dell' Arco
degli Argentari,.

Arco degli Argentari, al Velabro, Roma, foto Anna Zelli
Arco
degli Argentari - Archi di Roma
CLOACA MASSIMA
Intorno al 616 a.C.sotto Tarquinio Prisco, primo Re della dinastia Etrusca, venne
realizzata a Roma un'opera imponente di fognature, destinata a dreanre il terreno paludoso
del Velabro, la Cloaca Massima
fu l'opera più imprtante e necessaria. Il tragitto aveva inizio presso la Chiesa dei SS Quirico e
Giuditta ai piedi della Suburra,
proseguiva tra il Foro di Augusto
e il Foro di Nerva,
e si dirigeva attraverso il Foro
Romano al Vico Jugario,
poi con un lungo zig-zag, si accostava al Campidoglio, e riceveva
gli scoli provenienti dalla Rupe
Tarpea. Parallelamente a Via San Giovanni
Decollato, la Cloaca
passava sotto l'Arco di Giano quadrifronte, poi voltava verso
sud con un ampio gomito e dopo aver rasentato il Tempio rotondo di Ercole sbucava nel Tevere, ed è visibile dal lato opposto del Ponte Palatino
La Cloaca Massima prima
dei muraglioni, aveva una triplice arcata in poderosi blocchi di tufo ben aderenti tra
loro senza calce, e questa opera risaliva all'età Repubblicana

Cloaca Massima,
dal Ponte Palatino, Roma Foto
Anna Zelli
Scavi
e aree archeologiche di Roma
ARCO DI GIANO, RIONE XII RIPA
Arco di Giano,
via del Velabro, Rione XII Ripa
Roma.
la struttura quadrifronte risale al IV secolo d.C., poggia su 4 piloni, sulle
chiavi di volta dei 4 archi vi sono le figure della Dea Roma, di Giunone, di Cerere e di
Minerva. L'Arco
di Giano risale al tempo di Costantino, ha 4 facciate e si erge al
centro di un incrocio al margine del Foro Boario
vicino agli antichi moli.Era il luogo ideale per i mercanti di concludere gli affari
all'ombra, nel Medioevo l'arco costituì per i Frangioane la base di una torre
fortificata, fu restaurato e riportato nella sua forma originale nel
1827."Janus" significa anche passaggio coperto, porta, ingresso. E' privo delle
statue che ne ornavano le 12 nicchie, oltre alle statue l'arco ha perduto numerose
decorazioni e fregi.L'imponenza dell'Arco di Giano
domina tutta la zona del Velabro, l'opera è in travertino e marmo bianco, è costituito
da 4 robusti pilastri che sorreggono la volta a crociera , all'esterno una duplice fila di
nicchie che probabilmente erano destinate ad accogliere statue.L'arco si trova
all'incrocio di una strada, ed è l'unico di questo tipo conservato a Roma.L'arco era un
luogo comodo, di convegno dove ci si poteva riparare dalla pioggia. Il temine Janus
infatti significava porta.Come già detto in epoca Medioevale l'Arco di Giano fu
sfruttato dai Frangipane come base per la loro Torre fortificata. L'arco prese anche il
nome di Torre Boezio, per la vicinanza all'abitazione del Filosofo Severino Boezio. Papa
Sisto V Peretti, avrebbe voluto, se desume dagli archivi vaticani, l'abbattimento di
questo Arco, per farne la guglia con i marmi, di San Giovanni in Laterano, e
avrebbe voluto darne incarico al Fontana che secondo il Papa poteva liberamente
distruggere i monumentii della Roma Pagana per le nuove fabbriche cristiane, ma
fortunatamente il Fontana non distrusse questo arco. Nel 1827, l'arco venne liberato dalla
Torre medioevale.

Arco di Giano al Velabro, incisione di G. Vasi, foto Anna Zelli
Arco di Giano
- Archi di Roma
PIAZZA SANT'ANASTASIA, ROMA, RIONE X
CAMPITELLI
La Piazza Sant'Anastasia
si trova lungo la Via
San Teodoro, a Rione X Campitelli, il nome della strada deriva
dalla Basilica di
Sant'Anastasia, anticamente era circondato da orti e vigne e sulla piazza
pascolavano buoi, capre e suini, e quando scomparve Piazza Montanara , i burini vi si
raccoglievano in attesa di un qualsiasi lavoro

Piazza
Sant'Anastasia si trova lungo la Via San Teodoro, a Rione X Campitelli
foto Anna Zelli vedi anche Piazze di Roma
BASILICA DI SANT'ANASTASIA, RIONE X
CAMPITELLI
la Basilica di
Sant'Anastasia , a Rione X Campitelli sorge su un antichissimo
Titulus del IV secolo, porta il nome di Santa Anastasia, santa romana morta nel 253, prima
di venire uccisa, fu torturata, le furono tagliati i seni, strappate le unghie, rotto i
denti, tagliato le mani ed i piedi e alla fine di una lunga agonia venne decapitata. La
Chiesa in origine era dedicata al culto dell' "anastasi", che rignifica
resurrezione, ed è solo nel VI secolo che il nome di Anastasia compare nelle cronache
come riferito a questo tempio.La Basilica sorge sulla casa della Santa del IV secolo Più
volte restaurata si eleva maestosa al colmo della scalinata dal 1667 sull'altura che
in passato ospitò l'Ara
Massima di Ercole, il grande altare eretto dal semidio quando abbattè Caco,
ladro dei suoi buoi.Sotto l'altare si trova la statua giacente della Santa, la statua è
opera di Francesco Aprile ed Ercole Ferrara, il corpo della Santa fu translato a
Costantinopoli nel V secolo. La costruzione della Basilica fu iniziata da Francesco Aprile
e terminata da Ercole Ferrata, è un mediocre lavoro di ispirazione Beniniana. Nel 1600 fu
chiesa dell'Università dei Sarti e Giubbonari.Numerose tradizioni accompagnano questa
chiesa, si dice che sia stata edificata sulla casa di Publio e Pretestato, rispettivamente
marito e padre di Anstasia , oppure sembra che San Girolamo fosse il prete di questo
titolo e nella chiesa vi è un calice che sembra sia servito al Santo per servire messa,
oppure sembra che nel sito sorgesse un Tempio dedicato a Nettuno, Ma tutte queste sono
solo ipotesi non comprovate da nessun documento attendibile.Dall'interno della Chiesa si
può visitare un interessante complesso archeologico del sottosuolo della Piazza, vi si
possono visitare imponenti rovine di un portico dell'epoca imperiale , un gruppo di
insulae con negozi che si addossavano al Palatino ed in parte erano
volti verso Circo
Massimo.Sull'altare nell'ultima cappella della navata sinistra si può
ammirare " San Gerolamo" del Domenichino, nel transetto di sinistra c'è il
"Sepolcro del Cardinale Angelo Mai" di Giovanni Maria Benzoni.

Basilica
di Sant'Anastasia , a Piazza
Sant'Anastasia, fa parte del Rione X Campitelli
Le Chiese di Roma
- Chiese di Roma 1- Chiese di Roma 2 foto Anna Zelli
VIA DEI CERCHI, ROMA, RIONE X
CAMPITELLI
Via dei Cerchi va da Piazza di Porta Capena
a Piazza
Bocca della Verità, fa parte del Rione X Campitelli e
del Rione XII Ripa,
il toponimo deriva dalla corruzione della parola "Circo", in epoca medioevale la
Via si chiamava Via del Circo Massimo, poi Cerchio ed infine Cerchi. In questa Via si
trova una facciata di un edificio tardo seicentesca, oggi sede dei Padri Olivetani.
La zona era indicata nel Settecente come Orto Roncioni, al numero 43 vi è una casa
barocca che ha sulla facciata una curiosa mano, con l'indice alzato, chiamata " Mano
di Cicerone". Da Via dei Cerchi, strada ombreggiata che costeggia
il Circo
Massimo, si ha una veduta del Palatino da sotto in su,
mentre sul lato opposto si vede l'Aventino Il Palatino
da Via dei
Cerchi si vede attraverso dei piccoli frammenti, scenari di grotte,
muretti, piccoli archi, passeggiando e dando uno sguardo dal sotto in su.

Via dei Cerchi,
Roma foto Anna Zelli
CHIESA SANTA MARIA DE MANU SCOMPARSA
Chiesa
Santa Maria De Manu, scomparsa
La grossa mano di Cicerone, è ricordata nel'appellativo di questa antica Chiesa, ed era
addossata ai ruderi del Circo Massimo,oggi purtroppo non esiste più,
forse è la stessa Chiesa che sconsacrata fu ridotta a bottega di un maniscalco. La Chiesa
era stata eretta per onorare l'immagine della Vergine, che fu oltraggiata e percossa da
alcuni ebrei e pare che sgorgò sangue, e questo fatto miracoloso indusse alcuni giovani a
fondare la Congregazione della Madonna de Cerchi e Gesù Nazareno, i quali officiarono
fino a quando la chiesa venne distrutta.

Chiesa Santa Maria de Manu o dei Cerchi alle falde del Palatino, scomparsa
Le
Chiese di Roma - Chiese di
Roma 1- Chiese di Roma 2
foto Anna Zelli
CHIESA DI SANTA LUCIA IN SEPTISOLIO SCOMPARSA
La
Chiesa di Santa Lucia in Septisolio era una antichissima diaconia e fu
distrutta da Papa Sisto V insieme al monumento del Settinozio, che sorgeva nei pressi
della Chiesa, la chiesa è ricordata nel Liber Pontificalis, era riccamente decorata, ed
ai tempi di Pietro Mallio si chiamava "Chiesa di Santa Lucia juxta septum
solis".
Le Chiese di Roma - Chiese di Roma 1- Chiese di Roma 2
MONASTERO DEI PADRI OLIVETANI VIA DEI
CERCHI 87
La struttura originaria del Monastero dei Padri Olivetani, fa parte del Rione X Campitelli
e del Rione XII Ripa,
di questo bizzarro edificio è costituita da un casale che faceva parte degli Orti Farnesiani sulle
falde del Palatino,
dove è stata eretta nel tardo Seicento la facciata tutt'ora esistente, che funziona come
mascheramento del precedente edificio risultando un autentico fondale scenografico. Il
prospetto è in un gioco architettonico di pieni e di vuoti che si sviluppa tra le
finestre di varia geometria e le due porte laterali tutte incorniciate a stuccocon i gigli
farnesiani, il simbolo della mano che caratterizza il coronamento arcuato al centro del
motivo ad oculi del cornicione, lo ha fatto soprannominare "Mano di Cicerone".
L'edificio oggi fa parte del monastero dei Padri Benedettini Olivetani, della
Congregazione costituita nel 1313 a Monte Olivetano Maggiore, presso Siena, il Monastero
è annesso alla adiacente Basilica
di Sant'Anastasia che si trova a Piazza Sant'Anastasia.

Monastero
dei Padri Olivetani, fa parte del Rione X Campitelli e del Rione XII Ripa,
foto Anna Zelli
PALATINO DA VIA DEI CERCHI

il Palatino
da Via dei Cerchi, foto Anna Zelli
VIA DELLA GRECA, RIONE XII RIPA, ROMA
La Via della Greca fa
parte del Rione Ripa,
va dal Lungotevere
Aventino a Via del'Ara Massima di Ercole, ricorda la corporazione
che ebbe il nome di "Schola Graeca", fondata dai Greci scampati alle
persecuzioni di Leone Isaurico,imperatore d'Oriente. Erano talmente tanti i greci che si
stabilirono nella zona della Piazza Bocca della Verità, che la
sponda del Tevere in questa zona si chiamava "Ripa
Greca", tale presenza dei greci viene fatta risalire prima del IV secolo. Sotto
l'architrave della Basilica di Santa Maria in
Cosmedin è presente il ricordo marmoreo di una mano benedicente alla
greca, con il pollice congiunto all'anulare, e l'appellativo "kosmeo" ricorda
appunto questa colonia.A Roma vi era anche un'altra colonia di greci che si stabilirono a Campo Marzio.La zona ebbe
un diverso assetto urbanistico nel 1886, e durante i lavori scomparve
la via
Bocca della Verità, scomparve anche l'ospizio di Santa Galla
che era a Via del Ricovero,
dove aveva operato San Giovanni Battista de Rossi.Il santo abitava a Via della Greca 1 in una stanza
strasformata in cappella, poi la stanza venne divisa in due parta una delle quali venne
affittata ed adibita ad uffici. Questo edificio si trovava all'angolo di Piazza
Bocca della Verità ed è il rifacimento del Palazzo Diaconale di Papa
Nicolò I, e di fronte si trovava a via della Salara,
un Albergo Diurno chiamato Albergo della Verità.

Via della Greca
fa parte del Rione
Ripa
VIA DELL'ARA MASSIMA DI ERCOLE, RIONE
XII RIPA, ROMA
Via del'Ara
Massima di Ercole, a Rione Ripa, va da Via della Greca , davanti al Circo Massimo,
a Via dei
Cerchi, nelle adiacenze di questa via sorgeva un grandioso
altare dedicato ad Ercole, qui vi era la grande statua dedicata al semidio, che oggi si
trova in Campidoglio
al Palazzo dei
Conservatori, probabilmente il nucleo centrale dell'Ara Massima era
nella zona dove oggi c'è Santa Maria in
Cosmedin a Piazza Bocca della Verità
.

Via
del'Ara Massima di Ercole, foto Anna Zelli
PIAZZA BOCCA DELLA VERITA' RIONE XII
RIPA, ROMA
Piazza
Bocca della Verità Roma, fa parte del Rione XII Ripa
La Piazza è tra Via
Petroselli e Via
della Greca, è sull'antica "Ara Maxima" di Ercole e del Foro
Boario, il toponimo deriva dal grande Mascheone all'interno di Santa
Maria in Cosmedin che fu soprannominato Bocca della
Verità, sulla Piazza si trovano la Chiesa Santa Maria
in Cosmedin, il Palazzo del ex Pastificio Pantanella, la fontana
dei Tritoni, il Tempio di Ercole , il Tempio
della Fortuna Virile. Ad Est della piazza si apre uno slargo che
era il Velabro, la
palude fluviale dove secondo la leggenda sarebbero stati trovati Romolo e Remo, e che
divenne poi un quartiere commerciale e di cambiavalute. La zona costituiva la parte
estrema dell'sntico Foro Boario,
destinato al mercato dei buoi. Sullo slargo del Velabro si ammira l'Arco di Giano che
risale al periodo Costatiniano, non centra niente Giano Bifronte, ma l'arco fa riferimento
a Janus, che era un termine con cui si indicava il tipo di passaggio, quadriportico, che
appunto è questo. usato come punto di ritrovo commerciale del Foro. Alle
spalle dell'arco c'è la Basilica di San Giorgio al Velabro, che risale
al VI secolo ed ebbe il suo definitivo aspetto romanico nel XIII secolo. Il Campanile ed
il portico furono ristrutturati nel 1926. Dopo l'attentato del 1998, la Chiesa è stata di
nuovo restaurata, e vi si possono ammirare gli affreschi di Pietro Cavallini nel catino
absidale. A ridosso della Basilica di San Giorgio al Velabro c'è l'Arco
degli Argentari eretto nel 204, dalla Congregazione degli Argentari in
onore dell'Imperatore Settimio Severo, di sua moglie Giulia Domna e dei figli Caracalla e
Getu
Nel portico della Basilica Santa
Maria in Cosmedin c'è la maschera nella quale si mette la
mano per testare se uno dice la verità o meno. Sulla piazza ci sono due templi
importanti,di epoca repubblicana e l'arco di Giano di epoca
tardo imperiale Nel VI secolo la zona dell'Aventino ospitò
una comunità greco bizantina, a cui si devono la Basilica
di San Giorgio al Velabro e la Basilica Santa
Maria in Cosmedin.In questa zona di Roma oltre al portico della Chiesa
di Santa
Maria in Cosmedin, ci sono tantissime cose e monumenti da
visitare,infatti qui si trovava il Porto Fluviale dell'antica Roma ed un animato mercato
di bestiame Vi sono templi di età repubblicana e l'arco di Giano di epoca
tardo imperiale.

Piazza Bocca della Verità Roma, fa parte del Rione XII Ripa, foto Anna Zelli
Piazze di Roma
BASILICA DI SANTA MARIA IN COSMEDIN,
PIAZZA BOCCA DELLA VERITA' 18, ROMA , RIONE XII RIPA
Basilica
Santa Maria in Cosmedin, a Piazza
Bocca della Verità 18 Roma, Rione XII Ripa
la chiesa fu realizzata nel VI, nel luogo dove c'era il mercato alimentare della città.
Il campanile romanico e il portico sono una aggiunta del XII secolo. Nell'800 è stata
asportata la facciata barocca e riportato la chiesa al suo aspetto originario.. Collocata
nel portico c'è la famosa "Bocca della Verità".
La Chiesa ha un pavimento a mosaico ed un baldacchino gotico.All'interno vi sono esempi di
opere cosmatesche, come i mosaici pavimentali, il coro rialzato, il seggio episcopale e il
baldacchino sopra l'altare maggiore.
La Chiesa prende il nome dal verbo greco "kosmeo"che significa
"adorno",il tempio fu edificato nel 772, sui resti dell'Ara Maxima per
iniziativa di Adriano I, ai tempi dell'iconoclastia molti Greci si rifugiarono a Roma dove
ebbero in concessione questa Chiesa, e la zona prese il nome di "Schola Graeca".
Venne ristrutturata più volte, ebbe l'aspetto romanico nel XII secolo, con il
portico e il campanile, mentre nel 1719 la facciata fu trasformata con decorazioni
barocche, ma nel 1899 fu riportata al suo aspetto originario. Nell sagrestia si trova il
mosaico dellì"Epifania", proveniente dall'antica Basilica di San Pietro.
Sulla sinistra della Chiesa c'è il Palazzo del ex Pastificio
Pantanella.

Basilica Santa Maria in
Cosmedin,Roma, foto Anna Zelli
Le
Chiese di Roma - Chiese di
Roma 1- Chiese di Roma 2
BOCCA DELLA VERITA', PIAZZA BOCCA
DELLA VERITA' 18, ROMA, RIONE XII RIPA
Bocca della
Verità Mascherone, a Piazza
Bocca della Verità, all'interno della Basilica di Santa
Maria in Cosmedin, a Rione XII Ripa, Roma
che forse in origine era un chiusino a forma di Maschera, resa celembre dal film
Vacanze Romane con Gregory Peck e Audrey Hepburn.La Bocca della Verità risale
al IV secolo a.C., secondo la tradizione avrebbe divorato la mano dei bugiardi, un utile
espediente per verificare la fedeltà di sposi ed amanti.
E una grande pietra circolare che rappresenta la testa di un Fauno urlante, che nel 1632
è stata posta nel portico della Basilica,
si suppone si tratti di un chiusino di una cloaca, oppure della copertura del puteale del
tempio di Mercurio.che sorgeva nel foro Boario
e sul quale i commercianti andavano a giurare o a ripulirsi dei propri spergiuri durante
le compravendite, la pietra è legata alle leggende delle bugie, per cui coloro che si
macchiavano di tale peccati, venivano condotti davanti alla faccia marmorea e costretti ad
introdurre la mano nella bocca, chi la ritirava illesa vuol dire che aveva detto la
verità, mentre ai bugiardi, da una persona nascosta dietro il mascheone veniva tagliata la
mano.

Bocca della Verità nella Basilica Santa Maria in
Cosmedin a Piazza Bocca della Verità
aree
archeologiche a Roma, foto Anna Zelli
PALAZZO EX PASTIFICIO PANTANELLA,
PIAZZA BOCCA DELLA VERITA', RIONE XII RIPA, ROMA
Il Palazzo del ex
Pastificio Pantanella è a risale al 1881, e fu
utilizzato dal 1939 al 1952, come sede dei Musei di Roma ed infine
ristrutturato ed oggi adibito a ufficio comunale

Palazzo del ex Pastificio Pantanella, a Piazza
Bocca della Verità foto Anna Zelli
Palazzi Storici
di Roma
LA FONTANA DEI TRITONI PIAZZA BOCCA
DELLA VERITA', RIONE XII RIPA, ROMA
La Fontana dei Tritoni, a Piazza
Bocca della Verità, Rione Ripa è opera di Carlo Bizzaccheri fu realizzata
nel 1715, lo stile Barocco risente dell'influenza del Bernini,
si tratta di un'ampia vasca che raccoglie l'acqua uscente da due tritoni posti sulla
scogliera.La fontana fu edificata per il volere di Papa Clemente XI, al soglio dal 1700 al
1721.L'architetto in omaggio al Pontefice si ispirà allo stemma di Famiglia di Papa
Clemente XI, della Famiglia Albani, con la stella a 8 punte, il disegno della vasca
risulta elegante e armonico, a forma ottagonale, con 4 angoli acuti e 4 angoli concavi,
proprio con l'intento di riprodurre il disegno araldico del papa. Al centro della vasca
c'è il gruppo di massi in travertino, opera dello scultore Filippo Basi, su cui sono
porti due tritoni con le code intrecciate realizzati da Francesco Moratti, i quali
volgendosi la schiena con le spalle e le braccia alzate sostengono un grande catino
ondulato a forma di conchiglia. Il gruppo scultoreo centrale, la scogliera, i tritoni, e
la conchiglia, sono di ispirazione chiaramente barocca e berniniana, ma non eguagliano in
alcun modo la perfezione stilistica e scultorea del Bernini. Sul bordo della fontana erano
disposti 4 gruppi o mascheroni, da ciascuno dei quali uscivano gli zampilli d'acqua,
questi mascheroni nel secolo scorso sono stati rimossi.Sul catino si notano 3 piccoli
monti, che sono un altro riferimento araldico sovrastati da una stella ad 8 punte, da qui
fuoriusciva l'Acqua Felice, di cui originariamente la fontana era stata dotata, e che il
pontefice aveva fatto arrivare dal vicino Campidoglio.

Fontana dei
Tritoni - Foto Anna Zelli
Fontane di Roma - Fontane
di Roma 2
FORO BOARIO, RIONE XII RIPA,ROMA
Il Foro
Boario, a Rione Ripa, si trova su lato
sinistro di Via
Petroselli, venendo dal Campidoglio e dal Teatro Marcello,il Foro Boario
è situato, tra l'Arco degli Argentari, la Basilica di Sant'Anastasia
e il Circo
Massimo. Fu uno dei primi "fora venalia" ad essere aperti,
era il lugo adibito per il mercato delle mucche e di altri animali, esclusi i maiali ed i
pesci che erano venduti in altri e diversi appositi fori. La zona del foro
Boario venne fortificata in epoca Medioevale, e la Famiglia dei
Savelli, costruì qui le proprie dimore e le propie Torri.( nel cinquecento la zona era
confusa con il Campo Vaccino che si trovava invece al Foro Romano).
Nella zona in cui oggi sorge la Basilica di Santa
Maria in Cosmedin, gli Antonini vi edificarono la nuova sede della
"Annona Urbis", poco distante dal Foro Boario
si trovavano gli "Horrea" ed i porti di Marmorata e il Porto di Ripa Grande,
e finchè durò il porto fluviale la zona aveva una sua importanza per la città di Roma.
La zona fino quasi ai nostri giorni rimarrà importante centro commerciale, e qui venivano
contrattate le compravendita dei buoi e delle mucche.

Foro Boario, a Rione Ripa, foto Anna Zelli
Scavi
e aree archeologiche di Roma - Templi
di Roma - Fori di Roma
TEMPLI DEL FORO BOARIO: TEMPIO DI
ERCOLE, PIAZZA BOCCA DELLA VERITA', RIONE XII RIPA,ROMA
Templi
del Foro Boario, a Rione Ripa, Tempio di Ercole, e Tempio
di Portunus, sono circondati da uno spazio erboso ed ombreggiato da
pini domestici, si trovano proprio sulla riva del fiume Tevere, i due templi sono di epoca
repubblicana, miracolosamente ben conservati, sono molto suggestivi, risalgono al II
secondo secolo a.C.,rimasero integri in quanto furono riconsacrati come chiese cristiane
durante il Medioevo, offrono un chiaro esempio di commistione tra gli stili architettonici
romano e greco.

Templi del Foro Boario foto Anna Zelli
Scavi
e aree archeologiche di Roma - Templi
di Roma
TEMPIO DI ERCOLE, PIAZZA BOCCA DELLA
VERITA', RIONE XII RIPA,
Tempio di Ercole a Rione Ripa
della Roma Repubblicana, a è un piccolo tempio circolare, insieme al vicino Tempio di Portunus sono i templi meglio
conservati della Roma Repubblicana. Il tempio di Ercole spesso erroneamente chiamato
di Vesta, perchè simile a quello dedicato alla dea che si trova nel Foro. Il tempio
è rotondo e risale alla fine del II secolo, per un periodo fu utilizzato come Chiesa
dedicata a Santo Stefano delle Carrozze e poi a Santa Maria del Sole.ed infine riportato
alla sua originale struttura di moumento archeologico.

Tempio di Ercole a Rione Ripa, Foro
Boario, Piazza Bocca della Verità, Roma,foto anna zelli
aree
archeologiche a Roma - Templi di Roma
TEMPIO DI PORTUNUS, DETTO ANCHE DELLA
FORTUNA VIRILE, TEMPLI DEL FORO BOARIO: ,PIAZZA BOCCA DELLA VERITA',FORO BOARIO,ROMA,
RIONE RIPA
Tempio
di Portunus ,Templi
del Foro Boario, a Rione Ripa,Roma Repubblicana, o Tempio della Fortuna Virile, ha una forma rettangolare,
era dedicato a Portunus, protettore dei fiumi e dei ponti, con riferimento al vicino porto
di Roma antica. Collocato su un podio ha quattro colonne ioniche scanalate in travertino
sul fronte principale e 12 semicolonne addossate al muro in tufo, nella cella il
scacrario del Dio Portunus.Anche il Tempio
della Fortuna Virile, come il Iempio di Ercole, risale al II secolo
a.C.anche questo divenne una Chiesa dedicata a Santa Maria Egiziaca, Santa nota come
protettrice delle prostitute, ma infine anche questo tempio riportato al suo originale
aspetto pagano.

Tempio
di Portunus o della Fortuna Virile foto Anna Zelli
Scavi
e aree archeologiche di Roma - Templi
di Roma
PONTE ROTTO, PONTE AEMILUS, RIONE
XII RIPA, ROMA
La zona, di fronte all'Isola Tiberina in antico aveva come passaggio un
Ponte, oggi chiamato Ponte
Rotto a Rione
Ripa, in quanto sopravvive solo l'arcata superiore, era il primo
ponte costruito in pietra e realizzato nel II secolo a.C. in origine si chiamava Ponte
Aemilius.

Ponte Rotto,
Roma, foto Anna Zelli
Tevere e i
Ponti di Roma - Ponti di
Roma
PONTE PALATINO,RIONE XII RIPA,
ROMA
dal Ponte
Palatino si può vedere la Cloaca Massima.
Il Ponte
Palatino, a Rione Ripa fu costruito in sostituzione di Ponte Rotto
e a valle di questo fu edificato tra il 1886 e il 1890 su progetto di Angelo Vescovali,
collega il Lungotevere
Aventino e il Lungotevere Alberteschi, si trova di fronte all'Isola
Tiberinai, è lungo 155,50 metri, largo 18,40 metri, poggia su
intelaiature in ferro su 3 possenti piloni, rivestiti a bugnato in travertino, da qui si
può vedere lo sbocco della Cloaca
Massima.

Ponte Palatino,
si vede la Cloaca Maxima, Roma foto
Anna Zelli
Tevere e i
Ponti di Roma - Ponti di
Roma
IL COLLE AVENTINO DA CIRCO MASSIMO
Colle
Aventino, fa parte del Rione XII Ripa

il Colle Aventino, veduta dal Circo Massimo, roma foto anna zelli
aree archeologiche a Roma
VIA DEL CIRCO MASSIMO, RIONE XII
RIPA, ROMA
La Via del Circo Massimo va da Viale Aventino a Via
del'Ara Massima di Ercole, è a Rione XII Ripa, la via prende il nome dal più grande dei circhi romani, il Circo Massimo fiancheggia la Via dei Cerchi, e corre lungo l'antica Valle Murcia, e fu aperta pochi decenni fa.La Via del
Circo Massimo è una strada alberata e
nell'ultimo tratto conserva i vecchi cipressi dell'antico cimitero ebraico del Testaccio.

Via del Circo Massimo, foto Anna Zelli
CIRCO MASSIMO, VIA DEL CIRCO MASSIMO,
ROMA, RIONE XII RIPA
Il Circo
Massimo, è a Via del Circo Massimo,
a Roma, a Rione XII Ripa, in antico era il più grande
stadio di Roma, oggi è pressappoco una lunga spianata di terra coperta di erba. Il Circo Massimo
è collocato tra il colle
Palatino e il colle Aventino. Fu abbellito ed ampliato dal IV
secolo a.C. e rimase in attivo fino al 549 quando vi si tennero le ultime corse. Le
gradinate potevano contenere 250 mila spettatori, e qui i romani assistevano alle
corse dei cavalli e delle bighe, alle competizioni atletiche, ai combattimenti di animali,
qui si tifava e si facevano scommesse.Il Circo Massimo aveva una spina centrale con
sette blocchi tondi usati per contare i giri di pista a cui si aggiunsero nel 33 a.C.
sette delfini di bronzo. Nel 10 a.C. Augusto fece erigere il palco imperiale sotto il Palatino e decorò
la spina con un obelisco, obelisco
che oggi si trova a Piazza
del Popolo. Fu successivamente messo un secondo obelisco, nel IV secolo, da
Costantino II, che oggi si ammira l' Obelisco Lateranense a Piazza San Giovanni in
Laterano.
Il Circo
Massimo, venne detto anche Circo di Tarquinio Prisco, rispettando la
tradizione che lo vuole costruito in questo luogo dove avvenne il ratto delle Sabine, ma
in realtà la costruzione è più tarda non prima del II secolo a.C.fu più volte ampliato
e restaurato. Nel 1289 tutta la zona veniva chiamata "in circulo",
successivamente verrà chiamata Piazza della Madonna de Cerchi, poi Piazza dei Cerchi e
infine ai Cerchi. Qui ai Cerchi si tennero le ultime esecuzioni capitali del governo
pontificio, Lucatelli fu ghigliottinato nel 1861 e Monti e Tognetti gli ultimi nel 1868.
L'area che faceva parte in epoca romana della XI regione Augustea, era destinata al
mercato degli ortaggi, poi trasferito a Viale
Manzoni, e nei capannoni trovarono alloggio come dormitorio pubblico i
barboni romani che ogni sera venivano perquisiti per togliere loro coltelli . Qui vi erano
anche i grandi magazzini Pantanella, e sempre qui ci fu la sede del primo
Museo di Roma e Ostiense poi demolito nel 1943, e la demolizione fece emergere un vasto ed
interessante Mitreo ( Via dei Cerchi).Nel 1942 si pensò di
ripristinare il Circo per quanto era possibile, e per questo motivo vennero demolite le
casette dei Frangipane all'estremità verso porta Capena, ma si era in guerra e tutto fu sospeso,
oggi il circo è un enorme spiazzo erboso con una esedra al centro che sta ad indicare
l'antica spina. E visibile in fondo al Circo Massimo una Torre, è la "Torre dell'arco".

Circo
Massimo, è a Via del Circo Massimo, a
Roma, a Rione XII Ripa, foto
Anna Zelli
aree archeologiche a Roma - Anfiteatri Circhi e Stadi di
Roma
TORRE DELL'ARCO, CIRCO MASSIMO, ROMA,
RIONE XII RIPA
La Torre dell'Arco, che si trova a Circo Massimo, a Rione XII Ripa, era dei Frangipane, i quali ab antiquo possedevano questa torre, che si
chiamò del Molino o della Moletta, perchè in questa zona vi erano dei Molini
abbattuti nel 1934. La Torre fu risparmiata ed è anche legata a San Francesco
perchè vi dimorò Jacopa de Normanni o de Sette Soli seguace ed amica del grande Santo e
con lui sepolta ad Assisi.

la Torre dell'Arco, al Circo Massimo roma foto anna zelli
aree
archeologiche a Roma - Torri di Roma
PALAZZO DELLA FAO,
PIAZZA D PORTA CAPENA, RIONE CAMPITELLI, RIONE RIPA, RIONE CELIO, RIONE SAN SABA, ROMA
Il Palazzo della Fao, si trova a Piazza di Porta Capena
e fa parte del Rione
X Campitelli, del Rione XII Ripa ,del Rione XIX Celio,
e del Rione XXI San Saba,
in origine è stato la sede del Ministero dell'Africa Italiana, in gran parte fu costruito
prima della seconda guerra mondiale su progetto di un gruppo di architetti che avevano
partecipato ad un concorso del 1938, tra questi vi fu l'architetto Vittorio Cafiero, che
lo ampliò nel 1952 e divenne sede della FAO.

Palazzo della Fao a Circo Massimo, è il palazzo bianco, Roma
foto Anna Zelli
Palazzi Storici
PALATINO DAL CIRCO MASSIMO, ROMA

il Palatino da Circo Massimo, roma foto anna zelli aree
archeologiche a Roma
LA VIGNOLA, PIAZZA DI PORTA CAPENA, PIAZZA D PORTA CAPENA, RIONE
CAMPITELLI, RIONE RIPA, RIONE CELIO, RIONE SAN SABA, ROMA
La Vignola
è un piccolo casino del '500, si trova a Piazza di Porta Capena e fa parte del Rione X Campitelli, del Rione
XII Ripa ,del Rione XIX Celio, e del Rione XXI San Saba, oggi è la sede
dell'Istituto per la Storia Romana dal Fascismo alla Resistenza, in origine si trovava
sull'altro lato della piazza tra la Via
San Sebastiano e Via
di Porta San Paolo, ma nel 1910 fu smontato per la sistemazione del Parco di Porta Capena,
che si trova a Largo
Bruno Baldinotti, e ricostruito alla fine di Via San Gregorio. Il
nome suggerisce il Vignola, discepolo e successore di Michelangelo,
ma in realtà le linee architetoniche non appartengono al Vignola, probabilmente era stato
costruito come Casino per una vigna, una delle tante sparse quando ancora esisteva la
campagna romana. Probabilmente l'edificio fu fatto costruire sul fondo del suo podere e su
suo progetto da un certo Boccapaguli che aveva acquistato il podere nel 1538, il quale si
ispirò al Vignola, l'edificio è di forma rettangolare, all'esterno ha un piccolo portico
a 3 arcate, sul piano elevato si aprono delle finestre incorniciate da arcate, 3 sulla
parte frontale e 2 ai lati.

La Vignola,
a Piazza di Porta Capena foto Anna Zelli
LARGO BRUNO BALDINOTTI,RIONE XXI SAN
SABA, ROMA
Largo Bruno Baldinotti
fa parte del Rione XXI San Saba,
va da Viale Guido Baccelli a Via Antonina, il largo è dedicato ad uno dei caduti per la
difesa di Roma del 10 Settembre del 1943, fronteggia lo Stadio delle Terme a Caracalla, e la
via fa parte del Parco di
Porta Capena
PIAZZA DI PORTA CAPENA, RIONE X
CAMPITELLI, RIONE XII RIPA, ROMA
Piazza di Porta Capena,va
da Via San Gregorio
a Viale
Aventino, fa parte del Rione X Campitelli, del Rione
XII Ripa ,del Rione XIX Celio, e del Rione XXI San Saba, prende il
nome dalla scomparsa Porta
Capena, che si apriva nelle Mura Serviane, che si trovava sul lato curvo del Circo Massimo e dalla quale iniziava la Via Appia Antica, purtroppo sono rimasti solo dei
frammenti. La piazza di
Porta Capena, si apre in un punto tra le propaggini dei colli Palatino, Celio
e Aventino.Al centro vi era l'Obelisco di Axum, oggi
non c'è più, vedi la sezione: obelischi.del IV secolo
a.C. alto 24 metri, che è stato restituito, e che in origine si trovava nella città
Santa di Etiopia, era stato trafugato e portato a Roma nel 1937 come trofeo di Guerra

Piazza di Porta Capena, foto Anna Zelli - Piazze di Roma
PARCO DI PORTA CAPENA, PASSEGGIATA
ARCHEOLOGICA, RIONE XXI SAN SABA, ROMA
Il Parco di Porta Capena,
già passeggiata archeologica, fa parte del Rione
XXI San Saba, .fu realizzato nel 1911, per iniziativa di Guido Baccelli, più
volte ministro della Pubblica Istruzione, è un vasto terreno di verde, di 400 mila metri
quadrati, e si trova tra l'Aventino
e il Celio, la Viale delle Terme di
Caracalla era stata concepita come la Via di accesso alle Terme di Caracalla, che
immetteva in un'area archeologica importante di Roma.

Parco di Porta Capena, foto Anna Zelli - Giardini Ville e Parchi a Roma
chiamato anche Passeggiata Archeologica
VIALE DELLE TERME DI CARACALLA, RIONE
XXI SAN SABA, ROMA
Il Viale delle
Terme di Caracalla, fa parte del Rione
XXI San Saba, il Largo delle Terme di Caracalla, si trova tra Viale di Porta Ardeatina
e il Viale delle
Terme di Caracalla, il Viale arriva a Piazza di Porta Capena
. Prende il nome dalle imponenti terme imperiali i cui resti fiancheggiano il Viale delle Terme di Caracalla nel
grande Parco Archeologico detto Parco di Porta Capena.

Viale delle Terme di Caracalla, foto Anna Zelli
VIA ANTONINA, ROMA, RIONE XXI SAN
SABA
La Via Antonina va
da Via delle Terme
di Caracalla a Largo Bruno Baldinotti, fa parte del Rione XXI San Saba,
prende il nome da Antonino Caracalla, la via porta all'ingresso delle grandi rovine delle Terme
di Caracalla, fiancheggia la grande esedra delle Terme ed il muro
perimetrale nord-occidentale.

Via Antonina,
fot Anna Zelli a sinistra c'è l'ingresso alle Terme di Caracalla
AVENTINO MAGGIORE, ROMA
L'Aventino Maggiore è una collinetta alta si e no 25 metri, sorge sulla sottostante Piazza
Bocca della Verità. L'Aventino
si divide in due piccole colline, in Aventino Maggiore e Aventino Minore, separate
da Viale
Aventino; il Piccolo Aventino Minore fa parte del Rione San
Saba, mentre l'Aventino Maggiore fa
parte del Rione
Ripa.
L' Aventino, è una zona di Roma che conserva un suo fascino particolare perchè non
è stato depurpato dalla massificazione edilizia, vi sono villini liberty e villini del
novecento che si inseriscono nel paesaggio colmo di alberi, di ville e di giardini,
donando alla zona una sua particolare quiete, bellezza e senso di armonia.
Il giro del colle, può anche partire da Piazza Bocca della
Verità, proseguire per il Lungotevere
Aventino, ed ammiare il colle Aventino da ponte Sublicio. Io ho
preferito passare per Circo Massimo, percorrere
a piedi tutto il colle, ridiscedere per Viale Aventino fino a Porta San Paolo, alla Piramide
Cestia, piccolo giro per Testaccio per
arrivare a Ponte
Sublicio e al Porto di Ripa Grande.
Del resto Roma non si può vedere in un giorno, va visitata a piedi, vista ed annusata da
vicino.
Sicuramente l'Aventino con le sue grotte
sotterranee conserva e nasconde sorprendenti tesori del passato.E' proprio qui sull'Aventino che vi si trovano tracce delle Mura Serviane, di antiche case romane del periodo Repubblicano, e non meno antiche
Terme, Templi e la Dimora dell'Imperatore Traiano.
Dal lato di Ponte
Sublicio, troviamo la Piazza
dell'Emporio, nome allusivo ai traffici che si
svolgevano nel porto più grande di Roma, il Porto di Ripa Grande,
porto urbano, e vicino agli "horrea".Da qui si ha una splendida visone del Colle Aventino da sotto in su.Vi si staglia l'eclettica mole di Sant'Anselmo , e il
complesso del Piranesi del Priorato di
Malta. In fondo c'è la Porta San Paolo, che sostitui la Porta
Lavernalis di età Repubblicana, la nuova porta fu voluta nel '500 da Papa
Paolo III una nuova porta rinascimentale.L'arco di San Lazzaro, a Via Marmorata,è ridotto a fare quasi da insegna ad un
Ristorante, che era il punto di ingresso verso la tomba dell'Apostolo delle Genti, San
Paolo, e qui dal '400 fino alla seconda metà del '700 vi era insediata una piccola
cappella. Le case del Rione Testaccio formano la
fiancata sud ovest di Via Marmorata,
a piazza
dell'Emporio potete ammirare la Fontana
delle Anfore, una delle tante fontane realizzate a Roma nel 1930,
caratterizzate da temi connessi ai singoli Rioni.. In fondo a Via Marmorata si staglia
la Piramide di Caio Cestio,
da questo punto si sale per Viale
dei Gelsomini e si arriva ad un arioso giardino pubblico. Proseguendo, da qui
si arriva a Piazza Albania prima
chiamata Piazza Raudusculana, dal nome di una antica porta Raudusculana,
in mezzo alla Piazza vi è il Monumento a Giorgio Castriota Scanderbeg, qui si
trovano i resti delle grandiose mura serviane, composte da grandi massi in peperino, che erano sovrapposti fino a 16
filari per una lunghezza di 35 chilometri, in queste mura si apriva la porta Raudusculana,,
che dette il primitivo nome all'attuale Piazza Albania.
Il Viale
Aventino circondato da alberi tenta di abbellire la bruttezza del Palazzo della
Fao, che rientra nel Rione San Saba. Mentre la Chiesa
di San Gregorio che domina di fronte il panorama ( avendo sulla destra la
Fao), appartiene al Rione
Celio, mentre la maestosità del Palatino appartiene al Rione Campitellii.
La bellezza del Colle Aventino, Aventino
Maggiore, si può ammirare anche dalla Via del
Circo Massimo e da Via dei Cerchi.
Partendo proprio da Via del Circo Massimo,
lasciata alle spalle Piazza Bocca della Verità si arriva a Piazzale
Ugo la Malfa, dove possiamo ammirare nel centro il Monumento a Mazzini, e a
destra il Roseto comunale , da qui
ci si incammina, in una via ombreggiata, piena di verde verso le Chiese antiche. Si sale
per il Clivo dei Publicii
che segue in parte l'antico tracciato del Vicus Pubblicius. Le vecchie mura che circondano
la strada e la vegetazione che li sormonta e che si insedia in ogni minima crepa, danno a
questa via benchè sia in centro un carattere di periferia campestre, prendendo Via di Santa Sabina,
ci si troverà in una delle zone più silenziose e più romantiche di Roma, specialmente
se vi andate durante il mese di Agosto, quando a Roma non c'è nessuno. Fino ai primi del
'900 l'atmosfera dell'Aventino era quasi
claustrale, semi desertica e terra di Conventi, ora ci sono dei bellissimi villini che ben
si armonizzano con la zona. Vi sono ampi spazi di verde e le case sono ben dimensionale,
il Colle
Aventino è una reale oasi di pace, con giardii
e terrazze belvedere e minuscole piazzette.Da vedere qui è tutto il lato destro della
via, con le mura medioevali che degradano fino al "Clivo di Rocca Savella".
I Savelli in epoca medioevale costruirono delle mura, ancora oggi visibili
raccordando insieme Monte Savello, Bocca della
Verità, e l'Aventino, con una serie di mura e di torri, e nel Giardino degli Aranci
tra le piccole mura medievali e la Basilica di Santa Sabina, si può ammirare uno splendido panomara di Roma, il giardino è
abbellito da alberi e da frammenti romani, sulla piazzetta di Santa Sabina, che si chiama Piazza San Pietro d'Illiria,
vi è un enorme Mascherone che getta acqua in una sottostante vasca
romana.Sembra che questo enorme mascherone provenga da Campo Vaccino, la piazza è
delimitata dalla Basilica di Santa Sabina
custodita dai Frati Domenicani

Aventino Maggiore veduta da via dei Cerchi al Circo Massimo, Roma, foto Anna Zelli
MURA SERVIANE A VIALE AVENTINO ROMA

Mura Serviane
- Le Mura di Roma, foto Anna Zelli
VIA DI VALLE MURCIA, ROMA, RIONE XII
RIPA
La Via di Valle Murcia
fa parte del Rione
XII Ripa va dal Clivo dei Publicii a
Piazzale Ugo la Malfa,
il nome deriva dall'antichissimo nome della valle tra l'Aventino e il Palatino, consacrata alla
divinità locale "Murcia" alla quale era dedicato un sacello, la zona,
paludosa;probabilmente venne bonificata da Tarquinio Prisco, costruendovi poi il Circo Massimo.
PIAZZALE UGO LA MALFA, ROMA, RIONE
XII RIPA
Piazzale Ugo la Malfa
la piazza va da Via del Circo Massimo a Via di Valle Murcia,
fa parte del Rione
XII Ripa, il toponimo è dedicato all'uomo
politico palermitano nato nel 1903, e morto nel 1979, che fu tra i fondatori del Partito
d'Azione, ricoprì la carica, prima di segretario e poi di Presidente del Partito
Repubblicano Italiano

Piazzale Ugo la Malfa, Roma foto Anna Zelli
MONUMENTO A MAZZINI, ROMA, RIONE XII
RIPA
Il progetto di un monumento
a Mazzini che fa parte del Rione XII Ripa, prese il via per la posa in opera nel 1949, il basamento in marmo
bianco, reca allegorie dell'idea mazziniana divenuta azione., il monumento era opera di
Ettore Ferrari, l'opera fu completata nel 1904, ma a causa della guerra, il monumento
rimase nei magazzini, e nel frattempo il 19 Agosto del 1929 il Ferrari, moriva, la Statua
rimase nei magazzini dell Fonderia Laganà di Napoli, mentre gli altorilievi erano negli
studi del Ferrari.. Nel 1944 per incarico del Ministero dei Lavori Publici ,Antonio
Reggiani, riunì le parti del monumento e propose di collocarlo nel Piazzale Romolo e
Remo, all'Aventino oggi Piazzale Ugo la Malfa.
Per ricostruire e montare l'opera, il figlio di Ferrari chiese la collaborazione a Ettore
Guastalla.Il 2 Giugno del 1949. giorno della festa della Repubblica, fu inaugurato in
grande solennità, presenti l'allora presidente della Repubblica Luigi Einaudi, erano
presenti anche i Gonfaloni dei 29 comuni italiani e tutti i sindaci d'Italia, vi era anche
il Presidente del Senato Ivanoe Bonomi e il presidente del Consiglio Alcide De Gasperi,
Enrico de Nicola,e gli ambasciatori accreditati presso il Quirinale e il
Presidente delle forze armate Americane Mark Clark

monumento a Mazzini a Piazzale Ugo la
Malfa, Roma foto Anna Zelli
VIA DELLE TERME DECIANE, THERMAE
DECIANE, ROMA, RIONE XII RIPA
Via
delle Terme Deciane,va da Piazzale Ugo la Malfa
a Piazza di Santa Prisca,
fa parte del Rione
XII Ripa, la via prende il nome dalle Terme
dell'Imperatore Decio, che sorgevano nella zona, e precisamente tra la Via di San
Domenico e la Via di
Santa Melania, e non nel tratto di strada di Viale delle Terme Deciane.dove
si trova il Casale della vigna Maccarani - Torlonia, tra le due piazze . Piazza del
Tempio di Diana e Piazza
di Giunone Regina

Via delle Terme Deciane, foto Anna Zelli
PIAZZA DEL TEMPIO DI DIANA E VIA DEL
TEMPIO DI DIANA, RIONE XII RIPA, ROMA
La Piazza
del Tempio di Diana e Via del Tempio di Diana , la piazza va da via di
Santa Melania a Via Marcella, mentre la via del
Tempio di Diana va dalla piazza omonima a Via di Santa
Prisca, fa parte del Rione XII Ripa, La via
e la piazza del Tempio di Diana ricordano il tempio dedicato a Diana la Dea
della caccia che sorgeva sull'Aventino, fatto costruire da Servio Tullio, per sostituire il tempio di Diana
Aricina, come santuario federale dei Latini, purtroppo non ci sono reperti archeologici,
si sa solo che era ottastilo con due file di colonne.

Piazza del Tempio di
Diana e Via del Tempio di Diana, foto Anna Zelli
PIAZZA GIUNONE REGINA, RIONE XII
RIPA, ROMA
La piazza Giunone
Regina, fa parte del Rione XII Ripa , va da Via Raimondo da Capua a Via di San Domenico., ricorda la mitologica figlia di Saturno e Rea, moglie di Giove e
quindi Regna di tutti gli Dei, non ci sono reperti archeologici a Giunone nella zona, ma
solo riferimenti a Diana e a Minerva, di cui esistevano templi in prossimità di questa
piazza, i resti dedicati a Giunone Regina si hanno a Via di Sant'Angelo
in Pescheria.

piazza Giunone Regina, Roma, foto Anna Zelli
VIA MARCELLA, RIONE XII RIPA, ROMA
La via Marcella va da piazza
del Tempio di Diana a Piazza Albina, fa parte del Rione XII Ripa, è dedicata alla matrona Romana Marcella del V secolo d.C., santa,
rimasta vedova a soli 7 mesi dalle nozze, e seppure molto giovane, abbandonò la famiglia
che godeva di una posizione di prestigio, dette le proprie ricchezze ai poveri, e si
ritorò nella sua casa all'Aventino, per vivere come una eremita, insieme alla figlioletta
Principia orfana di padre, la Santa ebbe un intenso scambio epistolare con San Girolamo,
che fu suo padre spirituale, nel 410 la casa venne assalita dai Goti, e Santa Marcella
venne seviziata nel tentativo di strapparle delle ricchezze che in realtà non aveva.
Marcella resistette alle torture e venne trasportata a San Paolo dove morì.

via Marcella,Aventino, Roma, foto Anna
Zelli
TERME DECIANE, ROMA, RIONE XII RIPA
Le Terme
Deciane furono fatte costruire nel 242-250 d.C.
dall'Imperatore Decio, all'Aventino,e furono restaurate dai figli di Costantino .Costante e Costanzo..
Successivamente al sacco di Alarico del 414, le terme vennero poste su un edificio di età
Traianea, che probabilmente era appartenuto allo stesso Imperatore Traiano.Sono stati
rinvenuti dei resti archeologici nei sotterranei del Casale Torlonia, con ambienti che
conservano mosaici pavimentali, pitture parietali, e scomparti con piccoli passaggi, fiori
e maschere teatrali..Le Terme Deciane si
distinguevano dalle altre Terme per essere destinate a servire una zona aristocratica di
Roma, per questa ragione la loro dimensione era contenuta, e meno estesa rispetto alle
altre destinate anche al popolo e quindi più grandi.Le Terme Deciane insieme alle Terme
di Agrippa erano le più piccole e costituite da un solo edificio balneare.
Probabilmente le Terme deciane furono edificate su un edificio di Traiano, e si trovavano
tra la Via
di San Domenico, la via di
Santa Melania e piazza del
Tempio di Diana i resti si trovano sotto Vigna di Villa Torlonia.Purtroppo di
queste terme le documentazioni sono scarse e sono praticamente scomparse del tutto alla
vista, sono state localizzate grazie a delle iscrizioni rinvenute nella zona e a vecchie
mappe di Roma ( tra le quali quella settecentesca del Nolli).che ne evidenziavano la
presenza di ruderi. La pianta delle Terme deciane, era simile alle Terme di Traiano, vi
è in proposito un disegno del Palladio.vi era la duplicazione simmetrica degli ambienti
secondari ai due lati di quelli principali. Vi era una grande aula centrale e due gruppi
di sale che la fiancheggiavano, alcune a pianta circolare o quantomeno con le pareti
curvilinei. Tra i resti attrubuiti alle Terme Deciane, sono quelli di un'aula absidata, rinvenuti nei sotterranei del Casale
Torlonia, vi sono ache edifici precedenti databili al II secolo a.C. Vi sono stati
recuperati anche marmi, statue, come quella di Ercole fanciullo di basalto verde, e
rilievi come quello di Endimione, che in parte sono conservati ai Musei Capitolini.

Terme Deciane, Roma foto Anna Zelli
VIA DI SAN DOMENICO, ROMA, RIONE
XII RIPA
La Via di San Domenico va da
Piazza Sant'Anselmo a piazza di Giunone Regina,
fa parte del Rione
XII Ripa, la Via ricorda San Domenico di Guzman,
santo spagnolo nato il 1170 e morto il 1221, sull'Aventino a Santa Sabina.Secondo la leggenda il Santo piantò nel giardino del convento un albero
di arance, tutt'ora in fiore, portando il seme dalla Spagna, l'albero era circondato da un
antico recinto demolito nel 1936.Un altro ricordo del Santo sempre nella Basilica
di Santa Sabina a Piazza San Pietro d'Illiria è il "Lapis Diaboli"

Via di San Domenico, Aventino, Roma, foto
Anna Zelli
VIA DI SANTA MELANIA, ROMA, RIONE XII
RIPA
La via
di Santa Melania va da Piazza dei Servili a
Piazza del
Tempio di Diana, fa parte del Rione XII Ripa,.Il toponimo rientra in quella zona dell'Aventino dedicata ai primi santi e religiosi romani e alle numerose chiese che qui
si trovano da Sant'Alessio, Santa
Sabina e Santa Prisca.Melania era una giovane matrona romana nata nel 383 e morta nel
439, alla morte dei due figli su esortazione della nonna dei ragazzi Melania Seniore,
Melania condusse una vita monastica, in comunità in una struttura religiosa
riconosciuta dalla Chiesa ( cenobitica) a Gerusalemme, insieme al marito Piniano, fu in
contatto con Paolino da Nola e con Sant'Agostino, fu canonizzata.

via di Santa Melania, Aventino, Roma, foto
Anna Zelli
PIAZZA DEI SERVILI RIONE
XII RIPA, ROMA
Piazza dei
Servili fa parte del Rione XII Ripa, va da via Asinio Pollione a Via Oddone da Cluny, i Servili erano una
antica famiglia romana che annoverava tra i suoi componenti consoli e oratori, ad uno di
questi tale Servilio, si deve un serbatorio d'acqua nella VII regione di Roma, il
"lacus Serviius" dove si esponevano le teste dei proscritti trucidati.

Piazza dei Servili, Aventino, Roma,foto
Anna Zelli
VIA DI SAN GIOSAFAT ROMA, RIONE
XII RIPA
La via di San Giosafat, fa parte del Rione XII Ripa, va da piazza
Albina a piazza di Santa Prisca, fa
parte del Rione
XII Ripa, ricorda il vescovo della Rutenia
Giovanni Kunceviz monaco conciliatore tra i cattolici e gli scismatici ortodossi,
che si faceva chiamare Giosafat, vissuto nel XVII secolo, fondò la Chiesa Uniate, sotto
l'approvazione di Papa Clemente VIII e del Re Sigismondo III di Polonia , al quale era
sottomessa la Rutenia. Nel 1623 gli scismatici contrari all'unione, entrarono nella casa
di Giosafat e lo uccisero e gettarono il corpo nel fiume Duna, è dedicata a Santo
Giosafat una chiesa alla Passeggiata del Gianicolo.
PIAZZA ALBINA,RIONE XII RIPA, ROMA
piazza Albina fa parte del Rione XII Ripa, va da
Via Icilio a Via dei Decii, la via ricorda la matrona romana Albina patrizia romana del V
secolo.

piazza Albina, Aventino, Roma, foto Anna
Zelli
PIAZZA DI SANTA PRISCA, ROMA, RIONE
XII RIPA
La Piazza
di Santa Prisca fa parte del Rione XII Ripa, si trova tra la Piazza del
Tempio di Diana e Via di San Giosafat,
il toponimo prende il nome dalla Chiesa di Santa Prisca, identificata come una donna romana ebrea battezzata dallo stesso San
Pietro, con i genitori Aquila e Priscilla, anche loro ebrei, che avevano una casa sull'Aventino, sembra però che la chiesa non sia stata edificata sulla casa
di Prisca, ma su quella di un tale Licinio Sura, amico intimo dell'Imperatore
Traiano.Successivamente la Chiesa venne ricostruita da Adriano I nel 772, ed affidata
prima ai monaci greci e successivamente ai monaci benedettini.La Chiesa venne devastata
dai Normanni di Roberto il Guiscardo, venne poi ristrutturata da Papa Callisto III, ma
l'assetto attuale lo ebbe nel 1660 ad opera dell'architetto Carlo Lombardi. Nel 1935,
venne riportata all'interno l'antica struttura. Durante i lavori del riasestamento delle
fondamenta della Chiesa, furono ritrovati nei sotterranei un Mitreo con affreschi
che raffigurano la Processione in onore di Mitra e del Sole.

Piazza di Santa Prisca, Aventino, Roma,
foto Anna Zelli
VIA SANTA PRISCA,RIONE XII
RIPA,ROMA
Via Santa Prisca va
da Largo Arrigo VII a Piazza
Albania fa parte del Rione XII Ripa, la via e
la piazza di Santa Prisca prendono il nome dalla Chiesa di
Santa Prisca.

Via Santa Prisca, Aventino, Roma, foto Anna
Zelli
CHIESA DI SANTA PRISCA, RIONE XII
RIPA
la Chiesa
di Santa Prisca si trova su Via di Santa
Prisca, all'Aventino, la chiesa dovrebbe essere stata edificata nell'area compresa tra la casa
di Traiano e la casa di Licinio Sura, suo amico prediletto. All'inizio ebbe il
"Titulus Aquilae et Priscillae", che erano i genitori di Prisca, martire del I
secolo, la chiesa fu poi intitolata alla Santa, sotto il Pontificato di Papa Eutichiano,
al soglio dal 275 al 283, Santa Prisa ed i genitori furono battezzati dallo stesso
Apostolo Pietro,ospite nella loro casa. L'apostolo Paolo parla di una "ecclesia
domestica de Aquila", dove le assise cristiane erano presso presiedute da Pietro e da
Paolo. Però quete informazioni non hanno una documentazione certa, probabilmente è
esistita una Prisa, matrona romana, che agli albori del cristianesimo, come altre donne
facoltose del tempo fondò nella propria dimora un oratorio domestico, o titulus, sul
quale venne poi eretta la Chiesa., indipendentemente o meno dalla presenza deglu apostili
Paolo e Pietro.A quel tempo la "domus Priscae" fu probabilmente uno dei
principali centri di predicazione cristiana.Ci sono comunque delle testimonianze che
attestano la presenza di Pietro all'Aventino, e dei rapporti tra la domus Priscae e la domus Pudentis (Santa
Prudenziana). La Chiesa di Santa Prisca
fu restaurata nel 772 da Papa Adriano I, officiata da monaci greci, e poi intorno al 1000
dai monaci Benedettini. Nel 1084, fu devastata dai Normani guidati dal Guiscardo, fu
restaurata solo parzialmente, ebbe poi un radicale rifacimento nel 1456 per volere del
Papa Callisto III. Poi nel 1660 per volere di Papa Alessandro VII e per l'opera di Carlo
Lombardi, la chiesa acquisterà l'aspetto che ha oggi.Durante i restauri del 1935, furono
ritrovati i resti di una delle navate dell'antica basilica e nel 1940 fu ritrovato un Mitreo posto dietro
la Chiesa. La Chiesa conserva 14 colonne originali dell'antico corpo basilicale, sia pure
parzialmente incorporate in pilastri barocchi.

Chiesa di Santa Prisca, foto Anna Zelli
Le Chiese di Roma - Chiese di Roma 1- Chiese di Roma 2
EDICOLA SACRA, MADONNINA, VIA DI
SANTA PRISCA, AVENTINO, ROMA

edicola sacra a Via di Santa Prisca, Aventino, Roma, foto Anna
Zelli
edicole
sacre e madonnine zona Aventino - Edicole sacre- Edicole
sacre Roma 2
MITREO DI SANTA PRISCA RIONE XII RIPA
ROMA
Il Mitreo di Santa Prisca fa parte del Rione XII Ripa fu ritrovatio nei sotterranei della Chiesa di Santa Prisca a Piazza di Santa Prisca sull'Aventino
CLIVO DEI PUBLICII,RIONEXII
RIPA, ROMA
Il Clivo dei Publicii,
va da Via
del Circo Massimo, a Largo Arrigo VII, fa parte
del Rione XII
Ripa, ricorda la "Gens Publicia" o
famiglia dei Publicii, che abitava sull'Aventino, che aveva anche una strada intestata a loro nome, l'attuale Vicus Publicii
che passa per la Via di Santa Prisca.

Clivo dei Publicii, foto Anna Zelli
PIAZZA PIETRO D'ILLIRIA,
ROMA, RIONE XII RIPA
La piazza Pietro
d'Illiria, va da via di Santa Sabina a Via Raimondo da Capua, fa parte del Rione XII Ripa,prende il nome da un prete dell'Illira tale Pietro, fondatore e
benefattore della Basilica di Santa Sabina
che si eleva sulla Piazza. Questa persona è ricordata da un epigrafe in mosaico che
risale al tempo di Celstino al 425. Sulla piazza si trova il sarcofago fontana
con il Mascherone già nel piazzale antistante Palazzo Salviati a Lungotevere Gianicolense.

piazza Pietro d'Illiria, foto Anna Zelli
Piazze di Roma
GIARDINO DEGLI ARANCI
Giardino
degli Aranci fa
parte del Rione
XII Ripa

Giardino degli Aranci, foto Anna Zelli
MURA GIARDINO DEGLI ARANCI

Mura al Giardino degli Aranci all'Aventino, Roma, foto Anna Zelli
Mura di Roma
FONTANA DEL MASCHERONE DI SANTA
SABINA, PIAZZA PIETRO D'ILLIRIA,RIONE XII RIPA, ROMA
La fontana con il Mascherone di Santa Sabina a piazza
Pietro d'Illiria fa parte del Rione XII Ripa, il mascherone fu disegnato nel 1593 da
Giacomo della Porta, artista del Barocco Romano, è racchiuso all'interno della vulva di
una conchiglia, l'opera fu eseguita dallo scalpellino Bartolomeo Bassi, successivamente
nel 1936 ad opera dell'architetto Antonio Munoz, fu posto quale ornamento di una vasca
termale di granito egizio all'interno di una nicchia in laterizio ricavata nel muro
antistante la Basilica di Santa Sabina,
a sinistra dell'ingresso minore del Giardino degli Aranci, proviene da Campo Vaccino, e fortunatamente scampato alle dispersioni
avvenute nel ripristinare la zona. La precedente vasca in granito grigio sopra la quale
era originariamente collocato il mascherone, e che era usata come abbeveratoio per le
mandrie, che liberamente pascolavano nel Foro Romano, fu fatto trasferire da Papa Pio VII Chiaromonti, al soglio dal 1800 al
1823, a Montecavallo, il vecchio nome della Piazza del Quirinale, per
ornare la Fontana
dei Dioscuri. Il mascherone, era invece come ornamento della fontana nella
zona del Lungotrvere dove sorse il Porto
Leonino, qui rimase fino al 1897 data in cui venne trasferito nei depositi
comunali, per essere poi definitivamente collocato qui sull'Aventino, da Munoz.

fontana con il
Mascherone di Santa Sabina, Roma foto Anna Zelli
BASILICA DI SANTA SABINA, PIAZZA
PIETRO D'ILLIRIA, RIONE XII RIPA
La Basilica
di Santa Sabina, è a piazza Pietro d'Illiria,
si trova alta sull'Aventino ed è di origine paleocristiana.Fu
fondata da Pietro d'Illiria nel 422 d.C., e che i restauri hanno riportato alla sua
originale semplicità, la luce filtra dall'alto delle vetrate del IX secolo nella navata
scandita da bianche colonne corinzie sorreggenti archi decorati in marmo. Sul portale
maggiore campeggia un'iscrizione a mosaico in azzurro e oro del V secolo, il pulpito e il
coro intagliato ed il seggio episcopale sono del IX secolo. La Chiesa fu donata ai
domenicani nel XIII secolo, ospita nella navata centrale una pietra tombale decorata con
mosaici da uno dei primi generali dei domenicani Munoz de Zamora morto nel 1300. Il
portico laterale ha preziosi battenti del V secolo intagliati in cipresso, con scene della
Bibbia, e una delle prime crocifissioni esistente.La Basilica è dedicata ad una ricca
matrona romana del IV secolo di nome Sabina, sulla cui casa dove visse fu edificata la
Basilica dallo stesso Pietro d'Illiria, prete al quale è dedicata la Piazza. La
chiesa non si riferisce alla martire Sabina celebrata il 29 Agosto e morta sotto
l'Imperatore Adriano.Per l'edificazione della Chiesa furono utilizzate 24 colonne di marmo
del Tempio di Giunone Regina che si trovava li vicino.Nel IX secolo la Chiesa fu inglobata
nei bastioni imperiali presidiati dai Crescenzi, e vi furono aggiunte parti in marmo
ancora esistenti, come la schola cantorum, gli amboni e la cattedra episcopale.Vi furono
le ristrutturazioni del 1587 da parte di Domenico Fontana e di Borromini nel 1643, le
quali alterarono profondamente l'interno della Chiesa facendole assumere un aspetto di
tardo manierismo barocco. Dopo il 1870, con la soppressione dei Monasteri la chiesa fu
ridotta ad un Lazzaretto comunale, ma poi tra il 1919 e il 1938 da parte
dell'Architetto Antonio Muoz la chiesa è stata riportata alla sua struttura originaria.
La Chiesa fu costruita tra il 425 e il 432, fu restaurata nel nell'824, da Papa Eugenio
II, e allora dedicata alle Sante Sabina e Serapia, probabilmente fu costruita sulle rovine
del Balneum Surae, ovvero le Terme Suranae. Nel 1918 i restauri furono
diretti da Antonio Munoz, la Basilica conserva ancora le porte lignee,del V secolo, in
legno di cipresso, ornate di bassorilievi contemporanee alla edificazione della
Chiesa, fu restaurato nel 1836 sui 18 pannelli superiori sono raffigurate scene
dell'Antico e del Nuovo Testamento, purtroppo il restauratore, nel pannello che
raffigurava il Passaggio nel Mar Rosso da parte degli ebrei guidati da Mosè il volto del
Faraone in procinto di affogare fu modificato con quello di Napoleone,
probabilmente il restauratore provava un odio viscerale contro Napoleone, che era morto
già da 15 anni.Presso Santa Sabina vi si rifugiò Papa Silverio per sfuggire a Belisario,
e qui Papa Onorio costruì delle mura ed alte Torri di guardia a difesa della dimora
pontificia. Qui si riunirono i cardinali per eleggere il successore di Papa Onorio IV, e
dove tutti i cardinali meno uno, il Cardinale Girolamo Masci, caddero colpiti dalla
malaria,finchè dopo un anno di conclave venne eletto proprio lui con il nome di Papa
Niccolò IV nel 1288. Qui visse ed operò San Domenico di Guzman. fondatore dell'Ordine
dei Predicatori, meglio conosciuti come Domenicani. Ancora oggi c'è la cella abitata dal
Santo, purtroppo trasformata in cappella.
San Domenico portò un arancio dalla Spagna e lo piantò nel giardino del chiostro della
Chiesa, è visbile ancora oggi, protetto da un vetro, si dice che da questo albero Santa
Caterina donò 5 arance precedentemente candite a Papa Urbano VI .L'antico albero è
secco, ma su di esso è nato un nuovo e rigoglioso albero di arance, e sembra essere un
miracolo.Altra cosa da ammirare è una pietra nera, di forma rotonda, che era il peso di
una bilancia, posta su di una colonna antica chiamata "Lapis Diaboli" ovvero
pietra del Diavolo, la leggenda racconta come la santa vita di San Domenico desse alquanto
fastidio al demonio, e mentre il Santo stava pregando su una lastra marmorea che copriva
le ossa di alcuni santi martiri, direttamente dall'inferno scagliò questa pietra contro
il santo. Ma San Domenico non venne colpito e la pietra si spaccò in tanti pezzi, come la
si ammira ancora oggi, ricomposta al centro della "schola cantorum". Ovviamente
questa storia appartiene alla leggenda, in realtà fu l'architetto Domenico Fontana che
nel 1527 restaurando la chiesa, spezzò questa lapide per spostare la sepoltura dei
martiri, e gettò via i frammenti, che più tardi furono ritrovati e ricomposti.
All'interno della Bailica vi sono molte iscrizioni sepolcrali. Vi è anche una sepoltura
in mosaico, l'unica di questo genere esistente a Roma, che raccoglie le spoglie
dell'ottavo dei Generali Domenicani Fra Munio da Zamorra deceduto nell'anno
giubilare del 1300. Vi è anche la sepoltura del Cardinale Auxia di Poggio, monumento
opera di Andrea del Bregno, morto nel 1484, notevole è l'epitaffio funebre : " ut
moriens viveret, vixit ut moriturus" (per vivere dopo morto, visse come chi sa di
dover morire). Durante la costruzione del monumento funebre al Cardinale furono rinvenute
numerose monete d'oro e d'argento a conferma che nella basilica fosse nascosto un
tesoro.Nel Catino si ammirano "Cristo tra gli Apostoli" di Taddeo Zuccari, nella
navata di destra la Cappella di San Giacinto con "Tionfo ed episodi della vita del
Santo" di Federico Zuccari, nella navata sinistra c'è la Cappella di Santa Caterina
con la "Madonna del Rosario" di Sassoferrato.

Basilica di Santa Sabina,
foto Anna Zelli
Le
Chiese di Roma - Chiese di
Roma 1- Chiese di Roma 2
PIAZZA E VIA DI SANT'ALESSIO ROMA,
RIONE XII RIPA
La piazza
Sant'Alessio va dalla via Sant'Alessio
a Via
di Santa Sabina, fa parte del Rione XII Ripa, sia la via che la piazza
Sant'Alessio, prendono il nome dalla leggenda sul Santo, secondo la quale
Alessio contrario alle nozze imposte dal padre il Senatore Eufemiano, fuggi dal suo
palazzo ove ora sorge la Chiesa, stette 17 anni in esilio, finchè un giorno tornò ma il
padre non lo riconobbe, e credendolo un povero pellegrino lo ospitò nel sottoscala, ove
visse i restanti giorni della sua vita.La leggenda racconta che alla sua morte tutte le
campane di Roma suonassero miracolosamente da sole.
Rione XII Ripa, Roma

piazza
Sant'Alessio e via Sant'Alessio,
foto Anna Zelli
GIARDINO DI SANT'ALESSIO, RIONE XII
RIPA
Il giardino di Sant'Alessio si stende lungo il fianco
della Basilica
Sant'Alessio, Rione XII Ripa, Roma, tra il murette del belvedere e la
cancellata di ferro, in questo piccolo giardino sull'Aventino si gode la vista del Tevere e il panorama
di Roma riflesso sull'acqua, è una vera oasi di pace e di tranquillità.
vedi anche elenco foto
ville giardini e parchi a Roma
Rione XII Ripa, Roma

giardino di Sant'Alessio, foto Anna Zelli
elenco foto
ville giardini e parchi a Roma
FONTANA DEL GIARDINO DI SANT'ALESSIO
AVENTINO, RIONE XII RIPA, ROMA
Fontana al Giardino
di Sant'Alessio

Fontana
al Giardino di Sant'Alessio a Roma, Aventino, foto Anna Zelli
Fontane di Roma - Fontane
di Roma 2
STATUA DI SANTA GIOVANNA D'ARCO AL
GIARDINO DI SANT'ALESSIO, RIONE XII RIPA
La Statua di Santa Giovanna d'Arco, in candido mamo
bianco, è posta a ridosso della parete della Basilica Sant'Alessio all'Aventino,Rione XII Ripa,ed è avvolta dalle lingue
di fuoco, a ricordo della sua morte al rogo.La povera Giovanna d'Arco fu ingiustamente
condannata a morte il 30 Maggio del 1431 ed aveva solo 19 anni.Papa Pio X nel 1909 la
beatificò e Papa Benedetto XV nel 1920 la proclamò Santa. La Statua di Santa
Giovanna d'Arco, è opera dello scultore francese Massimo Real del Sarte che
ne fece dono nel 1935 al Comune di Roma, ma a causa della guerra il monumento venne
inaugurato il 16 Maggio del 1954, dall'allora Sindaco di Roma Salvatore Rebecchini.

Statua di Santa Giovanna d'Arco, foto Anna Zelli
Monumenti
e Statue
BASILICA DI SANT'ALESSIO, IN
PRECEDENZA SI CHIAMAVA : CHIESA SANTI BONIFACIO E ALESSIO, PIAZZA SANT'ALESSIO 23, ROMA,
RIONE XII RIPA
La Basilica
di Sant'Alessio, poi diventata basilica, risale forse al III o
IV secolo.All'inizio si chiamò solo Chiesa San Bonifacio,si trova all'Aventino,
la chiesa è dedicata a due dei primi martiri cristiani,Bonifacio e Alessio, i cui resti
sono conservati sotto l'altare. In un primo momento la Chiesa fu dedicata solo a San
Bonifacio,santo romano del IV secolo, martire in Cilicia, e fu costruita sulla casa del
Senatore Eufemiano, padre di Alessio, il nome di Alessio compare dopo ben 6 secoli, quando
il Monastero annesso fondato nel 977, dal metropolita Sergio, divenne noto per le missioni
nei paesi slavi. Nel periodo in cui la Chiesa si chiamava solo San Bonifacio, gli fu
aggiunto un monastero con la donazione di alcune case fatta da Alberico II, dominatore di
Roma tra il 930 e il 954.Il primo abbate fu Oddone Cluny.Il nome di Alessio fu associato
nel 977, quando nell'annesso monastero arrivarono dei monaci fuggiaschi da Damasco con il
metropolita Sergio, fautori di uno speciale culto per Sant'Alessio. In seguito divenne
predominante Alessio, che diede il nome anche alla zona, con la via è la piazza
Sant'Alessio.Anche se la memoria di questo Santo Romano, Alessio, del
V secolo è stata cancellata dal calendario ufficiale della Chiesa, le sue vicende terrene
e leggendarie, sono illustrate sui muri della Basilica di San Clemente a Via San Giovanni in Laterano.
Le sue gesta furono cantate anche da poeti e Giullari, e messe in musica da Stefano Landi
sul libretto del Cardinale Giulio Rospigliosi, futuro Papa Clemente IX. Secondo la
leggenda Alessio, figlio di un ricco senatore che viveva qui partì per l'Oriente per
diventare un pellegrino ed evitare un matrimonio non voluto, viveva in una casa
bellissima,ma abbandonò la casa splendidamente addobbata, solo con un umile saio,ed andò
peregrinando per i pi lontani deserti della terra. Tornato a casa dopo molti anni mori
come un servo non riconosciuto sotto le scale dell'atrio della sua casa, stringendo tra le
mani un manoscritto con la sua storia, non fece niente per farsi riconoscere dal padre e
visse della sua elemosina per 17 anni. Dopo la sua morte, grazie ad una lettera, venne
rivelata la sua vera storia ed identità, il padre, l'Imperatore ed il Pontefice,
riconobbero in lui l'uomo di Dio. La tradizione popolare riconosce a questo Santo il
compito di rivelare i numeri da giocare al Lotto, che verranno però rivelati, solo dopo
che l'aspirante giocatore avrà pregato per 9 giorni e vegliato per le scale in ricordo
della mortificazione del Santo.
Più tardi il nome di Bonifacio cadde e la Chiesa fu intitolata solo ad Alessio.Abate
dimorò in questo Monastero anche il celebre Oddone di Cluny Nel chiostro c'è un epigrafe
ad un tale Crescenzo che fece uccidere Papa Benedetto VI a Castel
Sant'Angelo. Qui si trova anche il pozzo della casa di Eufemiano. Nel 1231 il
monastero si divise in due Abbazie,quella di San Bonifacio e quella di Santa Mariia, oggi Priorato del Sovrano Ordine dei Cavalieri di Malta.Nel
secolo XVI la Chiesa venne restaurata e trasformata. In una cappella dentro un'urna di
cristallo è conservata la scala di legno della leggenda, circondata da una scenografia
barocca in stucco opera di Andrea Bergandi. La testa di Sant'Alessio è venerata in una
teca d'argento a mezzo busto.La Chiesa fu ricostruita nel 1217 da Onorio III e restaurata
nel 1582, fu ristrutturata da Tommaso de Marchis nel 1750, che manomise i mosaici. Fu di
nuovo restaurata dai Padri Somaschi che la officiarono dal 1846. Nell'abside si trovano
due colonnine del tempo di Onorio, la cripta sottostante racchiude le relequie di San
Tommaso di Canterbury, e c'è una colonna tradizionalmente ritenuta del martirio di San
Sebastiano.
L'edificio originale del V secolo ha subito sostanziali modifiche nel corso del tempo.
Sono interessanti la facciata del XVIII secolo con i 5 archi di ingresso restaurati, Il
pavimento dei Cosmati, il Campanile romanico a 5 piani del 1217. Vi è anche una cappella
barocca del XVIII secolo di Andrea Bergondi nella quale è conservata parte della scala
sotto la quale Alessio morì.Tra le altre relique vi è una splendida Madonna bizantina
portata a Roma da Damasco alla fine del X secolo.
Rione XII Ripa, Roma

Basilica di Sant'Alessio, foto Anna Zelli
Le Chiese di Roma - Chiese di Roma 1- Chiese di Roma 2
PIAZZA DEI CAVALIERI DI MALTA, RIONE
XII RIPA, ROMA
Piazza
dei Cavalieri di Malta è circondata dal verde dei cipressi è
decorata con obelischi e trofei militari, fu progettata dal Piranesi ne 1765, la piazza
prende il nome dall'Ordine dei Cavalieri di Malta,
nel portone al numero 5 della piazza, sede del Priorato, c'è il famoso buco della serratura
da cui si vede in lontananza la Basilica
di San Pietro. Alla fine di un viale alberato vi è la Chiesa
di Santa Maria del Priorato.
La Piazza
dei Cavalieri di Malta si trova tra Via di Santa Maria ePorta
Lavernale, fa parte del Rione XII Ripa.La piazza altro non è che
l'ingresso monumentale alla Villa dei Cavalieri di Malta.
Il muro della Villa appare interrotto da edicole con raffigurazioni relative all'Ordine
Gerosolimitano, fiancheggiata da obelischi, e da un'alta stele esaltante la Croce ed altri
emblemi religiosi.Il tutto è il frutto del lavoro architettonico di Giovanbattista
Piranesi.che nel 1766 risolse in questo modo l'ammodernamento della Villa e della Chiesa,
è dello stesso periodo anche la facciata d'accesso.Il Sovrano Militare Ordine
Gerosolimitano di Malta è un ordine ospedaliero, che deriva dalla Confraternita
dell'Ospedale di San Giovanni a Gerusalemme e che ebbe costituzione autonoma verso il
1100.Con san Giovanni d'Acri, l'ordine perdette i suoi possedimenti in terrasanta Dal 1309
al 1523 ebbe la sua sede a Rodi e diventò Ordine dei Cavalieri di Rodi. Dal 1536 al 1798,
la sede fu a Malta e successivamente a Ferrara e a Catania, fino a stabilirsi
definitivamente a Roma dal 1834.L'Ordine possiede oltre a questa Villa qui all'Aventino,
anche la sua sede principale a Via
dei Condotti.

Piazza dei Cavalieri di Malta,
Aventino, Roma, foto Anna Zelli Piazze di Roma
OBELISCHI PIAZZA CAVALIERI DI MALTA,
AVENTINO, ROMA, RIONE XII RIPA

Obelischi Piazza Cavalieri di Malta,
Aventino, Roma, foto Anna Zelli Obelischi di Roma
VILLA DEI CAVALIERI DELL'ORDINE DI
MALTA, ROMA, RIONE XII RIPA
Il complesso della Villa dei Cavalieri dell'Ordine di Malta,
fa parte del Rione
XII Ripa, risale al convento dei Templari e ai primi
del '400 divenne sede dell'Ordine di Malta, era una sorta di fortilizio convento con
affaccio sul Tevere,
posto su un altro sperone. Papa Clemente XIII, al soglio dal 1758 - 1769, volle
riammodernare la Chiesa di San Basilio, e la Villa dei Cavalieridi Malta vi era appoggiata,
l'incarico venne dato al Piranesi, che sistemò in maniera geniale il luogo, la piccola
piazza, la chiesa, il palazzo e il giardino. Ricordatevi di buttare un occhio al foro
della serratura del Palazzo, vedrete come per magia la Cupola di San Pietro.La
Chiesa oggi si chiama Santa
Maria del Priorato.

Villa dei
Cavalieri dell'Ordine di Malta, Aventino, Roma, foto
Anna Zelli
CHIESA DI SANTA MARIA DEL PRIORATO
DEI CAVALIERI DI MALTA, PIAZZA CAVALIERI DI MALTA, ROMA,RIONE XII RIPA
La Chiesa
di Santa Maria del Priorato, si trova sull'Aventino,fa
parte del Rione XII
Ripa, ed è all'interno della Villa dei Cavalieridi Malta, risale al
complesso sorto nel 939 come monastero benedettino,su un palazzo donato da Alberico II,
con la chiesa allora dedicata a San Basilio,nel 1765, fu restaurata e decorata in
stile neoclassico dal Piranesi, può essere visitata solo su
richiesta e con il permesso del Priorato.All'angolo sud ovest della Piazza
dei Cavalieri di Malta c'è la Chiesa internzionale benedettina
di Sant'Anselmo. La Chiesa è luminosissima per via degli stucchi
bianchi alle pareti,è una sorta di mausoleo con un susseguirsi di tombe al suo interno
sui due lati in funzione di cappelle, tra gli altri l'umanista Baldassarre Spinelli in
esaltazione della Poesia e il Piranesi come artefice del rinnovamento architettonico
dell'intero complesso. All'interno, vi è anche il trono del Gran Maestro che presiede le
funzioni religiose ossequiate dal Cardinale Patrono dell'Ordine.

Chiesa
di Santa Maria del Priorato dei Cavalieri di Malta,
Aventino, Roma, foto Anna Zelli
Le Chiese di Roma - Chiese di Roma 1- Chiese di Roma 2
PIAZZA SANT'ANSELMO, RIONE XII, RIPA,
ROMA
La piazza Sant'Anselmo si
trova tra via di Sant'Anselmo e Via
di Porta Lavernale,mentre la Via di Sant'Anselmo va da Piazza Sant'Anselmo a Piazza Albania,fanno
parte del Rione
XII Ripa, entrambe prendono il nome dalla vicina
Chiesa
di Sant'Anselmo, che è proprio sulla Piazza
dei Cavalieri di Malta, all'Aventino.

piazza Sant'Anselmo, Aventino, Roma, Rione XII Ripa, foto Anna
Zelli
CHIESA DI SANT'ANSELMO, ROMA,RIONE
XII RIPA
Chiesa
di Sant'Anselmo all'Aventino, è
sulla Piazza
dei Cavalieri di Malta, fa parte del Rione XII Ripa. E'
dedicata a Sant'Anselmo di Aosta.Fu costruita su progetto dell'Abate Belga Ildebrando de
Hemptine, Primate dell'Ordine Benedettino, e di Francesco Vespignani tra il 1892 e il
1896. E'dedicata al Santo Arcivescovo di Canterbury.Lo stile è Romanico - Lombardo, ha
pianta basilicale a 3 navate, con colonne di lucido granito, con absidi decorati a
mosaico, del frate olandese Rabodus Commandeur, nell'annesso monastero, nei sotterranei,
si trovano i resti di un mosaico raffigurante il Mito di Orfeo, proveniente dalla casa di
Lucilla Pactumenia , del II - III secolo, Alla domenica mattina, presto si possono
ascoltare in questa chiesa i canti gregoriani, cantati dai Padri Benedettini.La Chiesa ha
annesso un grande collegio internazionale in stile romanico.

Chiesa di Sant'Anselmo, foto Anna Zelli
VIA DI PORTA LAVERNALE, ROMA, RIONE
XII RIPA
Via
di Porta Lavernale va da Via Asinio Pollione a Piazza dei Cavalieri
di Malta, fa parte del Rione XII Ripa, e ricorda l'antica "Porta Lavernalis",
che si apriva del tratto delle Mura Serviane, probabilmente all'altezza di Piazza dei
Servili.

LUNGOTEVERE AVENTINO, ROMA,RIONE XII
RIPA
Va dal Ponte
Palatino a Piazza dell'Emporio,
fa parte del Rione
XII Ripa.
VIALE AVENTINO, ROMA, RIONE XII RIPA
e RIONE XXI SAN SABA
Il Viale
Aventino va da Piazza di Porta Capena
a Piazza
Albania, fa parte del Rione XII Ripa, e del Rione XXI San Saba,
il nome deriva dal Colle Aventino.
PIAZZA ALBANIA, ROMA, RIONE XXI SAN
SABA E RIONE XII RIPA
Piazza
Albania è' tra Viale Aventino e Via della Piramide Cestia,
chiamata in precedenza Piazza Raudusculana, fu chiamata Albania il 4 Luglio del 1940, per
ricordare il paese annesso al Redgno d'Italia nel 1939, sulla piazza vi è il monumento a
Giorgio Castriota Scanderbeg
MONUMENTO A GIORGIO CASTRIOTA
SCANDERBEG, PIAZZA ALBANIA,ROMA, RIONE XXI SAN SABA E RIONE XII RIPA
La statua equestre in onore di Giorgio Castriota Scanderbeg, è in Piazza Albania,
tra l'Aventino
e San Saba,
fu inaugurato il 27 ottobre del 1940 da Benito Mussolini, l'autore del monumento fu Romano
Romanelli, la statua ricorda il condottiero Giorgio Castriota per le imprese condotte
contro l'invasione ottomana del XV secolo, venne a Roma nel 1466 -67 in cerca di aiuti ed
alloggiò ai piedi del Quirinale
a Piazza Scanderbeg,
in un palazzettto dove spicca il suo ritratto con la barba bianca ed il fez rosso,
i romani storpianrono il nome in "Scannabecchi". Nel monumento il condottiero è
chiuso nell'armatura con l'elmo alato in capo e la spada sguainata, è piantato su un
robusto e pesante cavallo e procede al passo, il gruppo bronzeo ha un aspetto
massiccio, che espime una sua forza ma contenuta.
PIAZZALE OSTIENSE, ROMA,QUARTIERE
OSTIENSE
Il piazzale Ostiense
va da Piazza di Porta
San Paolo alla Via Ostiense, fa parte del Quartiere Ostiense,il toponimo
deriva dalla antica Via Ostiense che
conduceva a Ostia,la via partiva dalla Porta
Trigemina , del recinto serviano, costeggiava il Tevere
fino all'Emporium,
piegava a destra della Piramide
Cestia, passava davanti alle " rocce di San Paolo", arrivava
al fosso di Grottaperfetta e proseguiva fino al mare, il percorso odierno varia di poco
rispetto a quello antico
PIAZZA DI PORTA SAN PAOLO, ROMA,RIONE
XXI SAN SABA
La Piazza di Porta San
Paolo va dal Viale
della Piramide Cestia al Piazzale
Ostiense
VIALE DELLA PIRAMIDE CESTIA,RIONE XXI
SAN SABA, ROMA
Il Viale della Piramide
Cestia,fa parte del Rione XXI San Saba , va da Piazza Albania
a Piazza di porta San
Paolo, prende il nome dalla Piramide di
Caio Cestio che si trova a Piazzale Ostiense, e corrisponde all'antico "
Vicus Portae Raudusculanae" faceva parte dell'atica via che portava dalla porta
Raudusculana alle falde del Piccolo Aventino
al Rione San Saba,
la via fiancheggia il Parco
della Resistenza dell'8 Settembre, che era un parco pubblico già nel 1935,
ma che prese questo nome alla fine della Seconda Guerra Mondiale, a ricordo della
resistenza della città di Roma all'occupazione nazista.
PIAZZALE OSTIENSE, CIRCONVALAZIONE,
RIVA E VIA, QUARTIERE OSTIENSE, ROMA
Il Piazzale Ostiense,va
da Piazza di porta San
Paolo alla Via Ostiense
La Circonvalazione Ostiense va dalla Via Cristoforo Colombo alla Via Ostiense,mentre la
Riva Ostiense va da Via del Porto Fluviale , sia la piazza, la Circonvalazione che
la Riva fanno parte del Quartiere Ostiense. La Via Ostiense, invece, va da Piazzale
Ostiense a Viale Capitan Consalvo. Il nome " Ostiense" deriva dalla antica Via
Ostiense che portava ad Ostia, la via partiva dalla Porta Trigemina , che faceva parte delle mura serviane,
costeggiava il Tevere
fino all'Emporium
piegava a destra della Piramide
Cestia, e passava davanti ad un agglomerato tufaceo chiamato le "Rocce
di San Paolo", che sono ancora visibili da qui si arrivava al fosso di
Grottaperfetta e poi si proseguiva fino al mare.
A Piazzale Ostiense
possiamo ammirare la Piramide
di Caio Cestio .
PIAZZA DI PORTA SAN PAOLO,RIONE XXI
SAN SABA, ROMA
La Piazza di
Porta San Paolo va dal Viale della Piramide Cestia a Piazzale Ostiense, fa parte
del Rione XXI San
Saba.
PORTA SAN PAOLO, ROMA,PIAZZA DI PORTA
SAN PAOLO,RIONE XXI SAN SABA
la Porta
San Paolo a parte del Rione XXI San Saba, risale al
III secolo d.C., forse sorge sul luogo della scomparsa Porta
Raudusculana, in precedenza si chiamava Porta Ostiense,
a ricordo di un'altra porta che era nei pressi della Piramide di Caio Cestio,
poi fu chiamata Porta
San Paolo in onore della vicina Basilica, in un primo momento erano in
funzione le due porte sia Porta
Ostiense che la Porta Raudusculana, poi la
Porta Ostiense
alla Piramide
venne chiusa, e poi nel 1888 venne demolita.L'attuale
Porta San
Paolo ha subito vari rimaneggiamenti, e restauri da parte di
Massenzio, Onorio, Beusano, e forse anche di Narsete. Ci furono restauri anche da parte di
Papa Niccolò V, Papa Pio IV, Papa Alessandro VII, Papa Benedetto XIV. In origine aveva
due fornici, oggi solo uno, la porta è chiusa tra due alte torri, con un cortiletto, sul
quale si affaccia un bel tabernacolo medioevale con l'immagine di San Pietro.In origine
era unita alla Basilica di
San Paolo da un lungo portico coperto, oggi scomparso. Da questa porta
penetrarono a Roma nel 549 i Goti, che devastarono la città, nel 1407 Ladislao passò per
questa porta per entrare a Roma, e sempre lo stesso Ladislao ebbe uno scontro cruento con
i Romani, nel 1522 appena eletto Papa Alessandro VI passò per questa porta.Negli ambienti
all'interno della Porta
San Paolo sono allestite le sale del Museo detto della Via
Ostiense, all'inerno vi un plastico che ricostruisce l'antico Porto di
Fiumicino, con due busti di Claudio e Traiano, artefici delle due sezioni del Porto di
Fiumicino.In epoca medioevale in una delle due torri vi era una cappella con pitture
trecentesche, di cui si ammirano ancora dei resti.

Porta San Paolo, foto Anna Zelli
UFFICIO POSTALE DI VI MARMORATA,
ROMA, RIONE XII RIPA, RIONE XX TESTACCIO E RIONE XXI
SAN SABA
L'Ufficio Postale
è il classico edificio del ventennio fascista, costruito tra il 1933 e il 1935, su
progetto di Adalberto Libera e Mario de Renzi
fa parte del Rione
XXI San Saba, del Rione XX Testaccio e del Rione
XII Ripa
PIRAMIDE DI CAIO CESTIO, PIAZZALE
OSTIENSE, ROMA, QUARTIERE OSTIENSE
La Piramide di Caio Cestio è a Piazzale Ostiense , fu voluta
da Caio Cestio Epulone, un ricco "praetor", magistrato Romano, tribuno della
Plebe e membro del collegio dei Septemviri Epulones, che organizzavano i banchetti sacri o
Epulae, che morì nel 12 a.C.La sua tomba è una imponente piramide rivestita in marmo
bianco inglobata nelle Mura
Aureliane, vicina alla Porta San Paolo,
la Piramide è alta 27 metri, e secondo una iscrizione la sua costruzione richiese 350
giorni..La Piramide di Caio Cestio e la Porta San Paolo erano collegate da un arco
molto caratteristico, che però nel 1943 fu distrutto da un bombardamento e mai più
ricostruito, in questo luogo, l'8 Settembre del 1943, e nei giorni successivi, la
Resistenza romana sostenne una dura lotta contro gli invasori naziziti, dove scrisse la
sua gloriosa pagina di storia.
La Piramide reca sulla facciata delle iscrizioni, una ricorda che fu costruita in 330,
un'altra che fu restaurata nel 1663. La base è di 29,50 metri e l'atezza è di 36,40
metri, la Piramide elevata su una platea in
travertino e rivestita di blocchi di marmo di Carrara, aveva agli angoli 4 colonne,
all'interno la camera sepolcrale aveva una volta decorata con pitture ornamentali quasi
del tutto scomparse, vi si poteva accedere da una piccola porta e da un lungo
corridoio.Purtroppo la Piramide è chiusa al pubblico. Accanto alla Piramide sono in corso
degli scavi archeologici.
GIARDINO DEI CADUTI DELL'8 SETTEMBRE,
PARCO DELLA RESISTENZA, VIA DELLA PIRAMIDE CESTIA, ROMA, RIONE XXI SAN SABA
Il Parco
della Resistenza dell'8 Settembre si trova a Viale della Piramide Cestia, fa
parte del Rione
XXI San Saba era un parco pubblico già nel 1935, ma che prese questo
nome alla fine della Seconda Guerra Mondiale, a ricordo della resistenza della città di
Roma all'occupazione nazista.


VIALE DELLA PIRAMIDE CESTIA,
RIONE XX1 SAN SABA, ROMA
La Piramide di Caio
Cestio è a viale
della Piramide Cestia va da piazza Albania a Piazza di Porta San Paolo,
fa parte del Rione
XXI San Saba, prende il nome dalla Piramide Cestia a Piazzale Ostiense, e
corrisponde all'antico "Vicus Portae Raudusculanae" che andava da porta
Raudusculana alle falde del Piccolo Aventino, fino alla Porta Ostiensis
ovvero alla Porta
San Paolo. La via fiancheggia il Parco
della Resistenza dell'8 Settembre, istituito parco pubblico nel 1935, assunse
questo nome dopo la seconda Guerra Mondiale, a ricordo dei caduti per la Resistenza contro
il nazismo e il fascismo.
FONTANA DELLE ANFORE,NEL GIARDINO DEI
CADUTI DELL'8 SETTEMBRE, PARCO DELLA RESISTENZA,VIA DELLA PIRAMIDE CESTIA, RIONE XXI SAN
SABA
La Fontana
delle anfore si trova all'interno del Parco
dei caduti dell'8 Settembre, la fontana fu realizzata nel 1939
dall'Architetto Raffaele De Vico, il Parco
della Resistenza prese il nome a causa degli avvenimenti bellici verificatisi
presso la Porta
San Paolo l'8 Settembre 1943, la fontana ha un ampio bacino circolare
raso terra, al centro del quale, sopra una base in travertino, di forma ottagonale, si
eleva una anfora munita di 8 beccucci simili a probosciti, che emettono altrettanti
zampilli. L'acqua fuoriesce anche da uno zampillo centrale e da 8 fori praticati nella
pancia dell'otre.

Fontana delle anfore, foto Anna Zelli
Fontane di Roma - Fontane
di Roma 2
VIA CAIO CESTIO, ROMA, RIONE XX
TESTACCIO
Via Caio Cestio va
da Via Nicola Zabaglia
a Via
Marmorata, fa parte del Rione XX Testaccio, la via prende il nome da
Caio Cestio, Tribuno Romano e settemviro degli Epuloni, nato nel 106 e morto nel 43
a.C.che passò nella memoria storica per la Piramide
eretta a suo nome e che si trova a piazzale
Ostiense.La Via in pasato fu anche chiamata Via del Cimitero Protestante per
via del Cimitero acattolico protestante che si trova su
questa via.
CIMITERO ACATTOLICO,PROTESTANTE, VIA
CAIO CESTIO 6, ROMA. QUARTIERE OSTIENSE
Il Cimitero
Protestante è in un luogo davvero suggestivo,si trova a Via Caio Cestio 6, i
non cattolici, soprattutto inglesi e tedeschi sono sepolti qui sin dal 1738. Nella parte
più antica vi sono le tombe di John Keats morto nel 1821, e del suo amico Joseph
Severn morto nel 1879. Non lontano vi sono le ceneri di Percy Bysshe Shelley morto nel
1822. Nel cimitero protestante vi è sepolto anche il figlio di Goethe Julius e Antonio
Gramsci.
VIA GALVANI,ROMA, RIONE XX TESTACCIO
Via Galvani va da Via Marmorata a Piazza Orazio Giustiniani, anatomista
bolognese
MONTE TESTACCIO, RIONE XX ROMA
Monte
Testaccio fa parte del Rione XX Testaccio è una collina artificiale
che si è formata tra il 140 a.C. circa e il 250 d.C.con il deposito di milioni di
"testae", da qui il nome Testaccio, che erano frammenti di cocci di anfore usate
nei vicini magazzini. La collina è alta 36 metri, ma il suo valore archeologico fu
scoperto solo nel XVIII secolo.Vedi Testaccio Foto Testaccio e dintorni
e Foto elenco foto Testaccio
e dintorni - Rione
XX Testaccio
TESTACCIO, RIONE XX, ROMA
vedi Foto
Testaccio e dintorni e Foto elenco foto Testaccio
e dintorni e Rione XX Testaccio
PIAZZA DELL'EMPORIO, ROMA, RIONE XX
TESTACCIO
Il nome della Piazza
dell'Emporio, che fa parte del Rione XX Testaccio ricorda
l'antico Emporium che accoglieva tutte le merci provenienti per via fluviale da
Ostia.Nella zona erano attivi gli "Horrea", magazzini adibiti a conservare le
derrate sacricate nel Porto di Ripa Grande.Poi
con il tempo, all'epoca di Claudio, questi magazzini divennnero insufficienti per Roma,
per cui attivarono i magazzini al Porto di Ostia e del Portus Urbis, e gli horrea a Ripa
grande furono destinati a conservare i marmi, e per questo la zona fu denominata Marmorata.Le
derrate che raggiungevano il Porto di Ripa Grande a Roma, erano contenute in
anfore di coccio, che dopo lo scarico a terra venivano distrutte ed accumulate in un luogo
poco distante da Ripa Grande e ricoperte di terra il cumulo nel tempo prse le sembianze di
un piccolo monte artificiale, chiamato "Monte Testaccio"
in quanto "testa" in latino significa "coccio", al centro di Piazza
dell'Emporio si trova la Fontana delle Anfore, opera di Pietro
Lombardi del 1926, che in precedenza si trovava a Piazza Testaccio,
piazza che all'epoca si chiamava Piazza Mastro Giorgio, la Fontana delle Anfore fu trasferita a Piazza
dell'Emporio del 1935,
Vedi Foto
Testaccio e dintorni e Foto elenco foto Testaccio
e dintorni
FONTANA DELLE ANFORE, PIAZZA
DELL'EMPORIO, ROMA, RIONE XX TESTACCIO
La Fontana delle Anfore, che fa parte del Rione XX Testaccio
fu costruita su progetto dell'Architetto Pietro Lombardi proprio per il Rione Testaccio,
venne inaugurata il 28 ottobre del 1926 nell'all'ora piazza Mastro Giorgio, poi chiamata Piazza Testaccio.
Successivamente, nel 1935, la fontana venne trasferita a Piazza dell'Emporio
dove si trova ancora oggi.Piazza dell'Emporio è all'altezza del ponte Sublicio.
La Fontana delle Anfore è in travertino ed è
costituita da un armonioso gruppo di anfore che ricordano, le anfore rotte che formarono
il vicino Monte
dei cocci di Testaccio, formatosi appunto dai cocci delle anfore rotte
che provenivano dal vicino porto di Ripa Grande, che purtroppo venne distrutto per
l'edificazione dei muragioni del Tevere.La Fontana delle Anfore è a pianta circolare è divisa
in 4 raggi da altrettante rampe di scale di 5 gradini concentrici che si ricollegano al
gruppo centrale mediante mensole e volute.I 4 raggi, sono scavati a vasca e alimentati da
getti d'acqua, che terminano con 4 anfore che versano acqua da simulate fratture. Ciascuna
di queste anfore si incassa in una stele arrotondata in alto.12 colonnine, poste su due
diversi livelli circondano questa elegante fontana . La fontana ha uno stile monumentale,
diversa dale altre fontane realizzate dallo stesso architetto.
EDICOLA SACRA, TRA PIAZZA
DELL'EMPORIO E VIA MARMORATA, ROMA RIONE XX TESTACCIO
Vedi Foto
Testaccio e dintorni e Foto elenco foto Testaccio
e dintorni - RioneTestaccio
- Monte Testaccio.
VIA MARMORATA,ROMA, FA PARTE DEI
RIONI: XII RIPA, RIONE XX TESTACCIO E RIONE XXI SAN SABA
La Via
Marmorata va da Piazza di Porta San Paolo a Piazza dell'Emporio,
il nome della via deriva dai grandi depositi di marmi e pietre che giungevano per la via
fluviale del Tevere,
e qui venivano ammassati, fa parte di 3 rioni . Rione XII Ripa, Rione XX Testaccio e Rione XXI San Saba.
I marmi giacevano in questo luogo in attesa della lavorazione o della vendita.Qui siamo
nella zona dell'antico "Emporium", e la via ripercorre grosso modo l'antico
tragitto della "Via Ostiensis"La via in passato fu anche detta " Via del
Gobbo", per l'insegna del titolare di una farmacia, o per il soprannome di Gobbo dato
a Giovanni Battista Sangallo, fratello di Antonio e suo collaboratore nella realizzazione
della "colonnella" da cui prendeva il nome il bastione voluto da Papa
Paolo III ertto al confine di Testaccio e a poca distanza dalla Piramide
Cestia. Successivamente la Via, ebbe il nome di Via delle sette vespe,
o Via delle Vespe o Vespilloni, forse a ricordo di una insegna araldica che oggi non c'è
più.Fino al 1920 la via si estendeva fino al Lungotevere Aventino.Secondo
la leggenda ed i racconti di Virgilio, nel libro VIII dell'Eneide, questo fu il luogo ove
sbarcò Enea e l'incontro con Evandro. Tra il 1928 e il 1930, nella via furono realizzate
case a blocco per l'incremento edilizio del Rione Testaccio.
ARCO DI SAN LAZZARO, VIA MARMORATA,
ROMA, FA PARTE DEI RIONI: XII RIPA, RIONE XX TESTACCIO E RIONE XXI SAN SABA
Questo Arco di San Lazzaro,
a Via
Marmorata fa parte di 3 rioni . Rione XII Ripa, Rione XX Testaccio
e Rione XXI San
Saba è tutt'ora esistente e fa da insegna ad un ristorante, era
l'antichissimo accesso all'Emporium E' un arco in laterizio, appoggiato alla collina
dell'Aventino,recante
il nome di San Lazzaro, a ricordo di una piccolissima cappella dedicata al Santo dei
Lebbrosi. L'arco dava l'accesso all'Emporium. e ai granai pubblici presso ponte Sublicio,
e allo scalo delle merci che fu fatto costruire dai Consoli Lucio Emilio Paolo e Marco
Emilio Lepido nel 192 a.C. L'Emporium veniva raggiunto anche dalle imbarcazioni
provenienti da Ostia. Dall'Emporium Roma veniva rifornita di generi alimentari e dei
tributi riscossi nelle Province bagnate dal Mare Mediterraneo. Una volta arrivate, le
derrate andavano a riempire gli Horrea, ossia i numerosi magazzini disseminati nella
pianura compresa tra il Tevere,
l'Aventino
e l'attuale Testaccio.
Tutte le anfore utilizzate per il trasporto venivano frantumate e ridotte in cocci
"testae", ed ammucchiate in un luogo appartato presso le mura Aureliane, con il
passare dei secoli si formò una piccola collinetta fatta di anfore rotte e rifiuti di
ogni sorta . il Monte Testaccio.Anche questo arco era il punto nodale
del commercio, degli scambi, dei pescatori e dei cambiavalute, dei marmorari, dei
forestieri ed anche di ladri, imbroglioni e vagabondi. Dopo i tempi di Adriano, tra il 117
e il 138 d.C., lo scalo fu trasferito ad Ostia, e gli Horrea furono adibiti a deposito di
marmi A seguito di scavi voluti nella zona da parte di Papa Pio IX furono rinvenuti marmi
pregiati provenienti dalla Grecia, dalla Frigia, dalla Numidia e dall'Egitto.La zona era
indicata come cava di marmi e da qui il nome di Via Marmorata. L'arco di San Lazzaro si
ritrova costante in antiche piante di Roma, e precedentemente era chiamato Arco di
Orazio Coclide, per la vicinanza al ponte Sublicio
legato alle gesta di questo eroe romano Verso il 1400, l'arco fu l'unico passaggio per i
pellegrini che si recavano alla Tomba di San Paolo, vi era ospitata anche una cappella
dedicata a San Lazzaro in quanto la lebbra venne importata a Roma dai
Crociati.Nell'Oratorio si raccoglievano le elemosine per i lebbrosi che erano in un
lazzaretto posto fuori Porta Angelica.sulle pendici di Monte Mario, in quanto gli ospedali
erano sempre posti lontano dal centro abitato.Benchè l'Aventino
fosse abitato, la zona dove era l'arco di San Lazzaro,benche ricca di traffici, era però piena
di vigneti e con pochissimi casolari
L'arco di San Lazzaro,
probabilmente apparteneva agli Horrea, con la funzione di collegamento tra i vecchi
magazzini scomparsi della Via Marmorata e le pendici dell'Aventino,
probabilmente era un passaggio pedonale. L'arco assunse importanza per l'afflusso dei
pellegrini che si recavano alla tomba di San Paolo sulla via Ostiense in quanto ne era
l'unico accesso, che collegasse l'Emporium all'inizio della Via Ostiense presso la Piramide
Cestia. Poi la cappella dedicata a San Lazzaro, oggi scomparsa ne
faceva un punto di sosta e di meditazione, e di raccolta delle elemosine per i lazzaretti
dell'Aventino,
di fuori Porta Angelica
e di Monte Mario.In
tempi antichi qui passava la Processione del venerdi Santo.
VIA ZABAGLIA E LE MURA AURELIANE,
RIONE XX TESTACCIO
si possono vedere un tratto di Mura
Aureliane, in fondo alla Via
Nicola Zabaglia, che fa parte del Rione XX Testaccio tra il Cimitero
acattolico protestante, e il campo cimiteriale dei
militari alleati, caduti in Italia e in special modo a Roma, durante la
Resistenza, vi che partono dalla Piramide di
Caio Cestio, vi sono 4 aperture a forma di archi, praticate per
esigenze di traffico, che ad inizio secolo si era moltiplicato per la presenza dei mercati
Generali sulla Via Ostiense, questi stessi archi si incontrano all'altezza di Porta Ardeatina a San Saba, e al punto di incio
della Via Cristoforo Colombo che dalle Terme di Caracalla,
raggiunge il mare.
CIMITERO DEI MILITARI ALLEATI, VIA
ZABAGLIA, RIONE XX TESTACCIO,ROMA
Il campo
cimiteriale dei militari alleati che fa parte del Rione XX Testaccio, si trova a Via Nicola Zabaglia .
PONTE SUBLICIO, ROMA,RIONE XII RIPA E
RIONE XIII TRASTEVERE
Il ponte
Sublicio ,fa parte del Rione XII Ripa e del Rione XIII Trasteve,il
ponte attuale non ha niente a che vedere con quello antico che si trovava in tutt'altro
posto.Il Ponte va da Piazza dell'Emporio a Piazza Porta
Portese, fu realizzato su progetto di Marcello Piacentini ed inaugurato nel
1918 ricorda l'altro ponte che sorgeva all'estremità settentrionale dell'Aventino, poco a
sud rispetto all'attuale Ponte Palatino. L'originale ponte Sublicio
era in legno ed era stato costruito dal quarto Re di Roma Anco Marzio, tra il 644 e il 621
a.C., si chiamava sublicio perchè composto dalle "subliciae", ovvero da
traversine di legno duro rese stabili con chiodi di bronzo.

veduta dell'Aventino e resti di Ponte Sublicio, incisione
G.Vasi, foto Anna Zelli
PORTO DI RIPA GRANDE E COMPLESSO DEL
SAN MICHELE CHE APPARTIENE AL RIONE XIII TRASTEVERE
Il Porto
di Ripa Grande va da ponte Sublicio al
Lungotevere Ripa ,
fa parte del Rione XIII Trasteve,
il toponimo fa riferimento al Porto di Ripa Grande
che era il più grande porto di Roma, e per questo detto Grande, ma purtroppo oggi non
esiste più. Il Porto di Ripa Grande è nominato dal XIV secolo
negli Statuti di Roma, come approdo sia per le navi mercantili ed anche per le navi
militari. Papa Sisto IV salutò da Ripa Grande
le Galee Pontificie che andavano a combattere i Turchi, al comando del prode cardinale
Oliviero Carafa e dopo il 1870 vi approdarono perfino le torpediniere italiane. Il Porto
venne smantellato durante la costruzione dei "muraglioni", prima di allora erano
ancorati a Ripa
Grande dei velieri per lo più siciliani, sui quali i romani, salivano
volentieri per bere dell'ottimo marsala.Scomparse e a guardia del porto, vi erano 2
torri, dell'antico porto rimangono solo due scalinate e due discese convergenti
sulla ex Ripa Grande del Tevere.

Porto di Ripa Grande, incisione G.Vasi, foto Anna Zelli
Porti di Roma
....Ora tornando indietro e riprendendo Viale Aventino, a metà del Viale
sulla destra si va all'Aventino Minore, al Rione XXI San Saba, e alle Terme di Caracalla.
AVENTINO MINORE - RIONE XXI SAN SABA,
Vedi anche foto Aventino e dintorni - foto elenco foto Aventino e
dintorni - Rione
XXI San Saba
VIA DI SAN SABA, ROMA, RIONE XXI SAN
SABA
la Via San Saba va da Piazza Albania
a Piazza Gian Lorenzo
Bernini, Rione
XXI San Saba, prende il nome dalla Basilica San Saba
zona Aventino
Minore a Roma
BASILICA DI SAN SABA, VIA DI SAN
SABA, RIONE XXI SAN SABA
La Basilica
di San Saba, si trova in una zona tranquilla e residenziale sull'Aventino Minore,Rione XXI San Saba,
nacque in origine come oratorio dei monaci di Palestina cacciati dalle ivasioni arabe nel
VII secolo. La Chiesa attuale di San Saba
risale al X secolo, reca tracce di un affresco sulla vita di San Nicola di Bari, sugestiva
la scena che ritrae 3 fanciulle nude nel letto alle quali il Santo regala una borsa piena
d'oro, salvandole dalla miseria. Il portale ha dei bellissimi intarsi in marmo, il
pavimento ed i resti del coro sono tutte opere cosmatesche del XIII secolo.La Chiesa ha
origine su una precedente costruzione che risale al VII ed attribuita a Santa Silvia madre
di Gregorio Magno, scavi recenti hanno messo in luce il primitivo oratorio monastico,
molto vicinio ai luoghi occupati dalla Caserma della IV Corte dei Vigili,probabilmente
fondato dagli stessi discepoli dell'abate Saba tra il 439 e il 532. Papa Lucio II nel 1145
concesse il monastero ai Cluniacensi , i quali nel 1200 circa su esortazione di Papa
Innocenzo III fecero restaurare la Chiesa.Ulteriori restauri vennero fatti nel 1463 sotto
Papa Pio II.Nel 1503 Papa Giulio II concesse la Basilica ai monaci Cistercensi, ma 10 anni
dopo Papa Leone X l'assegnò ai Canoni Regolari Lateranensi, poi nel 1573 Papa Gregorio
XIII dette tutto il complesso al Collegio Germanico Ungarico, i Gesuiti,ai quali a
tutt'oggi è affidata la Basilica di San Saba. Ci furono ampi restauri nel 1943 che hanno
ridato alla Chiesa il suo antico splendore, evidenziando l'antico pavimento cosmatesco,
l'edificio è a 3 navate, divise da 14 colonne in marmo che provengono da altre antiche
costuzioni.
PIAZZA DI SANTA BALBINA, RIONE XXI
SAN SABA,ROMA
La piazza
di Santa Balbina, fa parte del Rione XXI San Saba, va tra Viale Guido
Baccelli e via
di Santa Balbina, la via Balbina va
da Viale Giotto a piazza Santa Balbina, In antico la zona si chiamava
Clivus Delphini, e prendeva il nome da una chiesa antichissima che sorgeva sulla cima di
questo colle, che ebbe come ultimo nome la denominazione di Monte di Balbina,
questo è una altura secondaria del Colle Aventino,
dove sembra ci sia stata in antico, la casa di Cornificio o secondo altri la casa del
console L. Fabio Cilone, i cui resti sono visibili nel giardino annesso al'ospizio della
Chiesa, l'ospizio in origine era il ricovero delle donne ravvedute, successivamente per
vecchi disabili.Ai piedi del colle nella valle tra Santa Balbina
e San Saba
era il quartiere della IV corte dei Vigili.
BASILICA DI SANTA BALBINA, PIAZZA DI
SANTA BALBINA, RIONE XXI SAN SABA, ROMA
La Basilica
Santa Balbina è addossata all'ospizio di Santa Margherita, fa
parte del Rione
XXI San Saba,la Basilica fu
eretta nel IV secolo o nel V secolo sui resti della casa del console L. Fabio Cilone e del
mutatorium Caesaris, anche se non si sa esattamente cosa fosse questo
"mutatorium", da antiche epigrafi sembra che ci fossero schiavi e liberti, forse
era un casino di riposo prima di entrare nella città di Roma dopo i lunghi viaggi, dato
che era prossimo all'imbocco della Via Appia.
La Basilica
Santa Balbina fu restaurata più volte, Papa Leone III fece rifare il
tetto, dal cardinale Marco Barbo, npote di Papa Palo II, nel 1449, di cui si ha memoria in
una iscrizione posta su una delle travi di sostegno del soffitto. Altri restauri si
ebbero tra il 1813 e il 1825, un ultimo restauro si ebbe nel periodo tra il 1929 ed il
1939 ad opera dell'architetto Antonio Munoz. All'interno vi è la
"Crocefissione" di marmo di Mino da Fiesole e Giovanni Dalmata, alle pareti ci
sono gli affreschi della scuola di Pietro Cavallini.L'interno della Chiesa è un grande
salone rettangolare, sui cui lati si aprono sei cappelle sovrastate da finestre
transennate. Sulla parete dell'ingresso si può ammirare il Monumento funebre del Vescovo
Stefano de Surdis, morto nel 1303, con decorazioni cosmatesche, proveniente dalla antica
Basilica di San Pietro. Nell'altare maggiore si trova un'urna in diaspro contenente le
relique di Santa Balbina. Nel catino si trovano gli affreschi di Anastasio Fontebuoni del
1599 raffiguranti il Redentore in gloria tra Santa Balbina, San Felicissimo e San Quirino
e un Papa.
CHIESA DI SANT'ABBACIRO, RIONE XXI
SAN SABA,ROMA, SCOMPARSA
La Chiesa di Sant'Abbaciro,
oggi scomparsa, si trovava nell'attuale Rione XXI San Saba,
era posta nelle vicinanza della Basilica Santa Balbina, la chiesa era dedicata a
San Ciro, medico di Alessandria, martire nel 303. "Abba" significava
Santo, la chiesa si trovava nella regione VIII del Foro Romano, in prossimità del Foro Olitorio,ed
era chiamata "ad elephantum erbarium" per la vicinanza con il mercato delle
erbe.
PANORAMI DI ROMA DALL'AVENTINO E
DINTORNI

Panorami e Vedute di Roma dall'Aventino, foto Anna Zelli
panorami
di roma dall'aventino - Panorami e vedute di Roma
EDICOLE SACRE MADONNINE ZONA AVENTINO
E DINTORNI

edicole sacre zona aventino
CARACALLA E DINTORNI
vedi Terme
di Caracalla, Foto Caracalla e dintorni
e Foto
elenco foto Caracalla e dintorni
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:Rione X Campitelli,
Rione XII Ripa, Rione XIII Trastevere, Rione XX Testaccio, Rione XXI San Saba,
MAPPA ZONA BOCCA DELLA
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MAPPA ZONA AVENTINO

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AVENTINO E DINTORNI

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Via della
Conciliazione 10 minuti a piedi a 800
metri, , dal nostro bed and breakfast zona Vaticano Camere Cipro B&B Roma zona Vaticano
Cappella
Sistina 5 minuti a piedi a 200 metri,dal b&b zona Musei Vaticani e
Cappella Sistina Camere Cipro B&B Roma
zona Musei Vaticani
· Castel S.
Angelo 15
minuti a piedi - 10 min. Bus 492 dal
B&B adiacente Vaticano a due passi da Borgo Camere
Cipro B&B Roma zona Vaticano
· Ponte
dell'Angelo 15 / 20 minuti a piedi -
10 min.Autobus 492 dal B&B zona Vaticano San Pietro Camere Cipro B&B Roma centro
· Piazza Navona
20 minuti a piedi - 15 min.
Bus 492
dal B&B A ROMA CENTRO Camere Cipro
B&B Roma centro
· Pantheon 20 minuti a piedi - 15 min.Bus 492
dal Bed and Breakfast zona Roma centro Camere
Cipro B&B Roma centro
· Piazza del Popolo
25 minuti a piedi - 10 minuti.dal bed and breakfasta Roma centro zona Vaticano Camere Cipro B&B Roma centro
· Piazza di Spagna
30 minuti a piedi o 15 minuti
Metro A
dal B&B ROMA CENTRO CAMERE Camere Cipro
B&B Roma centro
· Villa Borghese / Pincio 30 minuti a piedi o 15 minuti Metro Roma
Linea A da Camere Cipro
B&B Roma centro
· Fontana di Trevi
e le Fontane
di Roma 30 minuti a piedi o 15
minuti dal B&B A ROMA CENTRO Metropolitana A
da Camere Cipro B&B Roma
· Colosseo 40 minuti a piedi - 20 minuti Metro A e B di Roma
Fermata Colosseo dal B6B Camere
Cipro B&B Roma centro
Campidoglio
15 minuti con Autobus 492
dal Camere Cipro B&B Roma
Fori imperiali
15 minuti con autobus 492
da Camere Cipro B&B Roma
· Trastevere
e Isola Tiberina
20 minuti a piedi - 10 minuti Bus 492
e tram 8 Camere Cipro
B&B Roma
· Piazza Navona
/ Piazza Farnese
/ Piazza Campo dei Fiori / Via Giulia
/ Portico d'Ottavia
/ Pantheon da Camere Cipro B&B Roma
20 minuti a piedi - 15 minuti
Bus 492
dal
· Stazione Termini -
Quirinale 15 minuti Metro Roma Linea A
fermata Barberini o Repubblica ..... ed altro... vedi la nostra GUIDA TURISTICA DI ROMA
Camere Cipro B&B ROMA CENTRO a due passi dal centro storico di Roma
visita per le informazioni
sul centro di Roma

GUIDA TURISTICA DI ROMA
TUTTE LE
FOTO SONO DI PROPRIETA' ESCLUSIVA DI ANNA ZELLI
ne è vietata la riproduzione

Bed and breakfast Roma centro
zona Prati adiacente Vaticano
a due passi a piedi dal centro storico di Roma
CAMERE CIPRO B&B ROMA CENTRO ZONA VATICANO SAN PIETRO
bed and breakfast roma camere zona San Pietro
zona Vaticano
Camere Cipro Bed & breakfast Roma centro camere b&b a Roma Rione Prati Via
Cipro 46
Bed and Breakfast a Roma centro in zona Vaticano San
Pietro Musei Vaticani Camere
Cipro B&B è a due
passi da piazza San Pietro e
dai Musei Vaticani in
zona San Pietro
Vaticano nel Rione
Prati a Roma centro,il bed
and breakfast è a 800 metri da Piazza San Pietro,il Bed and Breafast Roma Camere e a 200 metri dai Musei Vaticani,
Camere Cipro Bed and breakfast a Rona centro si
trova si fronte alla alla fermata metro Cipro Musei Vaticani.

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b&b camera gialla | | foto
b&b camera arancione Van Gogh | | foto
b&b camera blue |
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inclusa,2 con balcone
il bed and breakfast Camere Cipro B&B
è di fronte alla fermata metro "Cipro Musei Vaticani"
INFORMAZIONI SU
Camere Cipro B&B ZONA SAN PIETRO
Camere a Roma centro Bed and breakfast
B&B nel Centro di Roma B&B
a Roma zona Prati b&b
di fronte ai Musei Vaticani
Camere
B&B alla Cappella
Sistina a due passi da piazza San Pietro nei pressi del vaticano e della Città
del Vaticano a due passia piedi
da Borgo
e dalla Basilica di San Pietro
e da Via della
Conciliazione. Camere Cipro B&B a Via Cipro è proprio a 100 metri da
Piazzale degli Eroi ,camere
bed and breakfast Roma di fronte alla fermata Metro Cipro Musei Vaticani, della metropolitana
di Roma Linea A e Autobus 492, il b&b è a 5
minuti a piedi dai Musei Vaticani, a 10 minuti a piedi
da Piazza San Pietro e dalla
Basilica di San Pietro in Vaticano e a 15 minuti di passeggiata a piedi
dal cuore centro storico di Roma
CAMERE CIPRO BED
& BREAKFAST ROMA CENTRO
INFORMAZIONI SU DOVE
SIAMO E MEZZI PUBBLICI E TURISTICI
CAMERE CIPRO B&B ROMA CENTRO - VATICANO - MUSEI VATICANI
b&b a due passi dalla Piazza
San Pietro e di fronte ai musei vaticani b&b in
zona piazzale degli eroi,
b&b zona san
pietro,zona vaticano, zona roma prati, di
fronte alla Chiesa
Santa Maria delle Grazie
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BED AND BREAKFAST ROMA CENTRO CAMERE B&B ZONA
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Camere Cipro B&B Roma Vaticano Musei
Vaticani Via Cipro 46, Metro Cipro Musei Vaticani
Basilica di San Pietro
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Bed and breakfast a Rione Prati - piazzale degli Eroi - Musei
Vaticani - Cappella Sistina - San Pietro

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ROMA CENTRO CAMERE ZONA VATICANO MUSEI VATICANI
bed & breakfast zona vaticano - B&B a 200 metri
dai Musei Vaticani - b&b a Rione Prati
BED AND BREAKFAST ZONA VATICANO SAN PIETRO CAMERE B&B AI MUSEI VATICANI
APPROFONDIMENTI STORICI E
TURISTICI DELLA ZONA DEL VATICANO ROMA
A CURA DI CAMERE CIPRO B&B ROMA INFO E FOTO ZONA VATICANO E MUSEI VATICANI
informazioni storiche turistiche e culturali del
quartiere Pratie dei dintorni del Vaticano, dei Musei Vaticani corredate di
fotografie
informazioni e approfondimenti su una delle zone più interessanti e belle da vedere
al mondo : il Vaticano, i Musei Vaticani sono
raggiungibili in 5 minuti a piedi, mentre piazza San Pietro e la Basilica di San Pietro è
raggiungibile in 10 minuti a piedi
Camere Cipro B&B Roma centro zona Vaticano San
Pietro Musei Vaticani, il nostro bed and breakfast è nel centro storico di Roma
le maggiori attrattive di Roma sono facilmente raggiungibili anche a piedi vedi la GUIDA TURISTICA DI ROMA

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gallery delle camere cipro b&b
camere cipro b&b roma bed and breakfast a due passi dal centro
di Roma
Bed and Breakfast Roma centro zona Vaticano San Pietro Musei Vaticani
MAPPA CAMERE CIPRO B&B ZONA
PRATI - ADIACENTE VATICANO MUSEI VATICANI
BED AND BREAKFAST CAMERE ROMA ZONA SAN PIETRO B&B ROMA CENTRO

mappa camere cipro b&b zona Vaticano Rione Prati Roma - foto Anna Zelli
Camere Cipro B&BRoma
adiacente Vaticano Città del Vaticano
Bed and breakfast Rooms Cipro Vatican Vatican Museums Saint Peter
Camere Cipro B&B Roma Via
Cipro 46 Roma zona
Prati Vaticano Musei Vaticani
siamo di fronte alla Metropolitana
fermata Metro Cipro Musei Vaticani Roma centro
a piedi siamo a 5 minuti dai musei Vaticani e a 15 minuti a piedi dal centro storico di Roma
Camere Cipro B&B Roma centro - Vaticano - Musei Vaticani
MAPPA CAMERE CIPRO B&B ROMA CENTRO VATICANO MUSEI VATICANI
FERMATA METRO CIPRO MUSEI
VATICANI
CIPRO BED & BREAKFAST METRO CIPRO MUSEI VATICANI VATICANO SAN PIETRO
PRECENDENTE INDICAZIONE DELLA FERMATA CIPRO
(Musei Vaticani )
DAL 1999 A FINE 2007

ATTUALE INDICAZIONE DELLA FERMATA
E' SOLO "CIPRO"
DA GENNAIO 2008 mappa metro roma

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ROMA CENTRO - GUIDA TURISTICA DI ROMA
B&B A ROMA

B&B ROMA
CENTRO CAMERE
Camere Cipro B&B Roma centro
B&B A ROMA CAMERE BED AND
BREAKFAST ROMA CENTRO
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TURISTICHE SU ROMA A CURA DI CAMERE CIPRO B&B ROMA
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Ponti di Roma - Teatri di Roma - Palazzi storici di Roma
Camere Cipro B&B - Via Cipro
Roma - zona prati vaticano musei vaticani
Bed and breakfast di fronte alla Metro fermata Cipro Musei Vaticani zona Prati
a piedi siamo a 5 minuti dai musei Vaticani e a 15 minuti dal centro storico
di Roma
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Camere Cipro B&B
adiacente Vaticano Città del Vaticano Musei Vaticani

Camere Cipro B&B Roma Vaticano
Musei Vaticani B&B Roma centro
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CAMERE
CAMERE CIPRO B&B ROMA CENTRO ZONA VATICANO SAN PIETRO

foto
delle camere bedandbreafast Camere Cipro B&B Roma centro
B&B ROMA ZONA MUSEI VATICANI

B&B ZONA
MUSEI VATICANI CAMERE CIPRO B&B ROMA CENTRO
bed and breakfast a Roma camere
a roma centro di fronte alla metro cipro musei vaticani roma prati
b&b zona prati nei pressi di piazzale degli eroi, dei musei vaticani
della cappella sistina e di piazza san pietro
bed & breakfasta pochi minuti di passeggiata a piedi o con la metro o con il Bus
dalla basilica di San Pietro
MAPPA
CAMERE CIPRO B&B ROMA CENTRO ZONA VATICANO SAN PIETRO MUSEI VATICANI
Mappa bed and
breakfast Camere Cipro B&B Roma Vaticano Musei Vaticani
camere bed and breakfast a Roma centro zona prati san pietro
     

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Camere Cipro B&B Roma centro Via
Cipro Roma in zona Prati Vaticano Musei Vaticani
Bed & breakfast di fronte alla Metropolitana fermata "Cipro Musei
Vaticani"
a piedi siamo a 5 minuti dai musei Vaticani e a 15 minuti a piedi dal centro
storico di Roma
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Roma centro
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breakfast nel Centro di Roma zona Prati
di fronte ai Musei Vaticani vicino a San Pietro nei pressi del vaticano
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tutte le foto che ho fatto di Roma
ANIMALI AMMESSI A CAMERE CIPRO B&B ROMA CENTRO
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B&B ROME CENTRE SAINT PETER VATICAN - PRATI - BORGO
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english
translation
bed and breakfast Rome Centre Vatican Museums - Sistine Chapel
Rooms bed and breakfast Rome Centre
|
Aggiornato
Luglio 2008


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PIETTRO CIPRO MUSEI VATICANI ZONA PRATI
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and breakfast Roma centro a due passi a piedi dal centro storico di Roma, B&B ben
collegato a tutta Roma con la metropolitana Linea A e i capolinea degli
autobus che sono davanti al b&b, il centro storico di Roma si raggiunge a piedi, siamo a 200 metri dai Musei Vaticani e dalla Cappella Sistina, in zona Prati, a 100 metri
da Piazzale degli Eroi, a Via Cipro,adiacenti alla città del Vaticano e a
800
metri da Piazza San Pietro,
dalla Basilica di San Pietro,
dal Rione Borgo, Via della Concliliazione e Castel Sant'Angelo,
in 15 minuti di passeggiata a piedi siete a Piazza Navona |
Aggiornato Novembre 2009
Camere Cipro B&B Roma centro - Via
Cipro 46 Roma - contatti: e mail zellianna@hotmail.com
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