Fisioterapia a Roma
Nuovi Orientamenti  fisioterapici
nel trattamento del dolore

muscolo scheletrico

INTERVISTA A FRANCESCO   ALESSANDRO SQUILLINO
FISIOTERAPIA DELLA RIABILITAZIONE

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Dott.Francesco Alessandro Squillino *Fisioterapista*
*Massofisioterapista*

"Divisore numero 2

Intervista di Anna Zelli ( Naturopata) a Francesco Alessandro Squillino Dott.re in Fisioterapia
della Riabilitazione ( Laurea Univ. La Sapienza di Roma)

 

A.Zelli :Vorrei porgere a Lei alcune domande che stanno molto a cuore alle numerose persone che ho potuto contattare nei  miei lunghi
anni come Naturopata seguendole nei numerosi problemi di salute con un riferimento particolare al dolore muscolo-scheletrico da patologie croniche di varia natura come per esempio dolori artrosici,cervicalgie,da lombalgie,da posture scorrette ecc… La ringrazio in anticipo
delle cortesi risposte che per i pazienti vorrà darmi

A.Zelli: Perché nella Sua pratica professionale  riabilitativa e non solo  Lei mette in evidenza   la  grande importanza  per il paziente nel comprendere il valore del recupero di una sua corretta respirazione?

Dott. F. Squillino : una domanda davvero basilare la Sua. Rieducare con molta calma ed attenzione  il paziente a compiere atti respiratori  rispettosi della  sua naturale fisiologia respiratoria è per la mia esperienza maturata negli anni il primo atto sensato  ed opportuno da compiere in qualsiasi approccio disciplinare inteso a riabilitare chiunque senza alcun limite di età o di sesso .

R.:L'osservazione preliminare attenta del paziente da parte del medico specialista e poi del terapista riabilitatore evidenzierà nella quasi totalità dei casi un’alterazione non solo della meccanica primaria fisio-anatomo-respiratoria del soggetto ma addirittura in moltissimi casi
una tendenza all’inversione della stessa respirazione con conseguenti ripercussioni e problemi di varia natura ed entità a vari livelli della possibilità motoria generale (ipertono della muscolatura principale ed accessoria delegata alla respirazione, respiro paradossale, apnee ricorrenti,blocchi diaframmatici,blocchi nella respirazione a livello a.claveare ecc.) Tutto questo come osservazione introduttiva naturale,
a prescindere dalla natura del problema proposto dal paziente.

A.Zelli: Potrebbe spiegarci in maniera più approfondita questo primo concetto?

R.:volentieri. In modo primario il nostro modo di respirare e la nostra espressione corporea neuro-muscolare sono modalità  naturali intimamente connesse e sottendono in modo diretto alla regolazione del tono muscolare stesso,, regolazione, che ci permette di relazionarci  propriocettivamente (cioè con noi stessi ) ed esterocettivamente cioè con il mondo fisico che ci circonda in modo ottimale.

A.Zelli: Dunque alcuni dolori che ci affliggono possono dipendere anche dal nostro modo di essere e di respirare oltre che da cause traumatiche o di altra natura?

R.: La relazione tra tono muscolare ed espressione alla quale prima accennavo al di là degli eventi  lesivi della nostra vita è da tempo
oggetto di studi approfonditi  negli approcci ormai multidisciplinari fortunatamente introdotti nelle anamnesi dei pazienti  che vengono valutati   non più in modo segmentario ma unitario tenendo conto di moltissimi parametri utilissimi per un progetto riabilitativo,idoneo, corretto,efficace. Il controllo quindi da parte del terapista della modalità respiratoria prevalente del soggetto si renderà prezioso,
necessario ed utilissimo nella  stesura della dinamica riabilitativa da adottare e del conseguente progetto riabilitativo.

A.Zelli:Come avviene l’incontro con il paziente e cosa è importante in questo incontro secondo Lei?

R.: Una bella domanda questa che nella sua apparente semplicità racchiude un mondo di opportunità  per il terapeuta  ed il paziente. Dovremmo comprendere al meglio la”Persona” che chiede il nostro parere o il nostro aiuto. Non vi sono per quanto riguarda tale incontro nell’aspetto iniziale interpersonale regole se non quelle a mio modesta parere dettate oltre che dalla professionalità  necessaria; innanzitutto per  valutare, soprattutto dalla disponibilità e dalla capacità di ascolto delle problematiche proposte dal paziente stesso.

R.:Tale disponibilità si rivelerà poi a lungo termine fondamentale per aiutare il paziente a rimettere in moto tutti quei meccanismi
riparativi così tanto desiderati. Queste considerazioni  vengono sempre più  confermate dai miei colleghi e collaboratori che ogni giorno
con grande professionalità e spirito di sacrificio si adoperano in tal senso e direzione

A.Zelli : Cosa intende lei per movimento? Che vuol dire muoversi correttamente e senza dolore?

R.:Resto stupito dalla bellezza di questa domanda fondamentale e dalla importanza della domanda stessa.. Se volessimo considerare le definizioni di movimento esistenti  ne troveremmo di moltissime e tutte pertinenti nella forma e nella enunciazione. Muoversi in libertà 
ed in assenza di sforzo con conseguente diminuzione delle algie diffuse è forse l’obbiettivo iniziale più giusto da perseguire a mio modesto avviso all’inizio di qualsiasi protocollo a volte anche prima di un qualsiasi rinforzo generalizzato distrettuale
.

R.:Oltre ai movimenti finalizzati a dominanza volitiva da parte del paziente esiste una infinita  serie di movimenti che potremmo definire leggeri,afinalistici e spontanei che vanno recuperati ed incoraggiati come per esempio nelle esperienze della rieducazione motoria singola o meglio di gruppo.

R.:Mi ricordo a tal proposito la mia straordinaria esperienza svolta per due anni  nell’ambito della rieducazione motoria di gruppo della terza età nella accogliente casa di cura S. Giuseppe di Roma dove confluivano pazienti di tutte le età con varie patologie di fondo (dalle post-traumatiche alle croniche,artrosi,artriti,post-chirurgiche,ecc) e che al termine dei cicli di motoria di gruppo assegnate dalla nostra Fisiatra di reparto ottenevano ottimi benefici non solo nell’attenuazione delle algie localizzate e diffuse e nel rinforzo della muscolatura
in generale ma soprattutto nel recupero funzionale neuro- motorio  complessivo con in più una ritrovata vitalità /capacità relazionale importantissima in età avanzata.

R.:Provi ad osservare in modo semplice quanto sia difficile oggi muoversi in scioltezza ed in modo armonioso e naturale. La maggior parte delle persone hanno nel corso degli anni della loro vita accumulato e stabilito una serie complessa di schemi motori  mal adattivi con conseguenti  sbilanciamenti gravitari e di assetto posturale responsabili insieme ad altri eventi naturali e non di cause diffuse di dolore muscolo scheletrico e non solo.

R.:La rigidità,la durezza,l’inflessibilità e più avanti la resistenza senza riposo sono divenute espressioni di norma corrente per quanto riguarda il nostro relazionarsi nel quotidiano. Essendo queste espressioni fisiche di emergenza e non di normalità espressiva,perdurando,
non possono che condurci  alla lunga ad una serie di infelici soluzioni di assetto fisico posturale anche se sono giustamente definite come
le migliori strategie possibili  adottate fino a quel momento dal il paziente

Anna Zelli:Quindi come dovremmo muoverci o cosa dovremmo ritrovare nel movimento?

R.:Per prima cosa imparare ad osservare dolcemente da soli e poi magari con l’aiuto di un terapista  quali sono i movimenti che non ci
sono più familiari e quali ci procurano piacere e quali dolore. Osservare i nostri blocchi articolari e cercare di comprendere se si tratta
di reali impedimenti al movimento o se vi sono movimenti che avvengono “come se”non si potessero compiere..

R.:Osservare se per caso in nostri movimenti sono ripetitivi e stereotipati e quale gamma infinita di movimenti e di libertà articolare abbiamo dimenticato di agire ed osservare; se nel muoverci ci sentiamo unificati nel gesto compiuto o se vi è qualche sensazione dis-ton
di non appartenenza a tal gesto o movimento. Osservare come stiamo in piedi,seduti,distesi  in posizione supina o prona o in decubito laterale

R.:Considerare se respiriamo in modo corretto,non forzato,utilizzando il ritmo naturale del respiro mai forzato e sempre rilassato per
quanto possibile. Analizzare con calma come camminiamo,il nostro passo,la sua ampiezza,la sua profondità,la sua metrica,la flessione della gamba e delle ginocchia,la sua elasticità o rigidità. Comprendere quindi e tentare di realizzare il miglior grounding(contatto con il terreno) realizzabile come prima indispensabile osservazione fondamentale.

R.:Invogliare il paziente a prendere coscienza in modo rilassato e facile dunque che siamo parte integrante di un processo di feed-back continuo tra noi e noi e noi e l’ambiente è passo fondamentale per ogni successivo discorso riabilitativo. Possibilmente inoltre cominciare
a recuperare nel paziente i movimenti base in antigravitarietà (in acqua ad esempio o su tappetino distesi con l’uso di semplici ausili per favorire il movimento ed il cauto rinforzo) per poi passare con il tempo alternativamente alla stazione eretta o ad altre posizioni usuali. Quindi si al recupero della forza muscolare e del tono in abbinamento con il recupero dei range(ROM)articolari ottimali.

A.Zelli: Mi può indicare allora quale potrebbe essere un orientamento corretto da parte del paziente per trovare una giusta dimensione
di approccio alle possibilità di risoluzione dei suoi problemi  di sofferenza fisica motoria?

R.:Per prima cosa dopo aver esaurito tutto l’iter indispensabile delle indicazioni  del proprio medico curante  e su istruzione medico specialistica  a seconda della natura stessa e dell’entità del problema  effettuare una valutazione (nel più dei casi mai fatta da parte del paziente) ortopedica- posturale ed osteopatica. Inoltre una valutazione con esame obiettivo medico specialistico del sistema miofasciale per valutare tono  muscolare e gradi di libertà osteoarticolari perduti nel corso degli eventi  che hanno portato,al di là dei traumi manifesti,all’instaurarsi di una serie di dolori e sofferenze ormai inveterate.

R.:Ritrovare un proprio equilibrio quindi è possibile a patto di un recuperato interesse per un nuovo modo di considerare la complessità
del suo essere da parte del  nostro paziente che potrà cosi trovare sicuro conforto in una modalità di approccio olistica e non frammentaria.

R.:A questo proposito mi permetta con serenità  di ricordare la mia provenienza professionale  come   Massofisioterapista prima della  mia   Laurea in Fisioterapia Riabilitativa con tesi sperimentale sui “Nuovi Orientamenti delle Terapie con Mezzi fisici nei Disordini Cranio mandibolari” conseguita alla Sapienza di Roma e alla frequenza biennale al Master in Globalità dei Linguaggi Univ.ta di Tor Vergata di Roma;la formazione in masso-fisiokinesiterapia  mi ha donato un bagaglio di straordinaria esperienza nella conoscenza della massoterapia riabilitativa fisico-manuale nell’intento di aiutare al meglio il paziente nella risoluzione delle sue problematiche  algiche di natura muscolo scheletrica.

A.Zelli: Vorrebbe dire al termine di questa breve ma interessante intervista qualcos’altro?

R.:Si. Vorrei ringraziare di vero cuore  oltre che Lei Sig.Anna Zelli per questa gradevolissima intervista,il Prof. Mario Marino Specialista
in Chirurgia plastica ricostruttiva e Docente Universitario,mio primario,nel campo della Fisiatria per il Suo supporto prezioso a me
accordato nella ricerca in campo riabilitativo e nella conoscenza dell’energia vibratoria T.E.V quale prezioso supporto ad integrazione
delle tecniche fisioterapiche tradizionali.

R.:Devo ancora moltissimo alla Prof.ssa Stefania Guerra Lisi ideatrice della GDL la Globalità dei Linguaggi e al Prof. Gino Stefani per l’esperienza più gratificante nella conoscenza delle infinite risorse, possibilità ed espressioni vitali che la persona può esprimere nel suo percorso di vita anche quando ciò non sembra possibile.

R.:Inoltre un ringraziamento speciale di vero cuore all’amico fraterno e mio collaboratore da lungo tempo Alexander Belloni Osteopata in Osteopatia Dinamica (Toulon/France) che con la sua professionalità e grande esperienza integra perfettamente il concetto di approccio globale osteopatico con la considerazione totale della struttura psico-fisica nell’umano. 

R.:Vorrei ringraziare tutti i Medici di Base e gli Specialisti in vari campi e discipline che negli anni mi hanno accordato la loro stima e fiducia professionale incoraggiandomi a proseguire sempre per la giusta via della conoscenza e soprattutto nella collaborazione e nella interdisciplinarietà.

R.:Ma il ringraziamento più sentito è alla forza dimostrata dai pazienti  che nella loro silenziosa ma straordinaria lotta per tornare ad una vita più armoniosa, più libera da condizionamenti dolorosi  dovuti a tanti eventi  patologici acuti e cronici,traumatici, posturali e muscolo scheletrici, mi hanno fatto a volte,tra mille legittimi dubbi,il dono momentaneo della loro fiducia.

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