THEV - MASSOFISIOTERAPIA - MASSAGGI

Trattamento con Metodica T.H.E.V con Energia Vibratoria per il dolore Muscolo Scheletrico

Dott. Francesco Alessandro Squillino

Laurea in Fisioterapia della Riabilitazione Università degli Studi della Sapienza di Roma
Master Biennale in Globalità dei Linguaggi Università di Tor Vergata Roma
Collaborazione Professionale per il Settore Riabilitativo con il Prof. Dott. Mario Marino

FISIOTERAPIA STRUMENTALE - FISIOTERAPIA DOMICILIARE -   RIEDUCAZIONE MOTORIA -
RIEDUCAZIONE POSTURALE- GINNASTICA RESPIRATORIA - LINFODRENAGGIO METODICA VODDER -
MASSOTERAPIA GENERALE  RIABILITATIVA    MASSOTERAPIA DISTRETTUALE- MASSOTERAPIA
AD INDIRIZZO BIOENERGETICO DIGITOPRESSIONE -  MICROMASSAGGIO - MASSOTERAPIA ANTALGICA

GRATUITA

la prima valutazione fisioterapica e posturale, chiama per un appuntamento

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                           METODICA T.H.E.V TREATMENT HUMANE ENERGY VIBRATORY 

    Prof.Dott.Mario Marino Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica,Chirurgia d’Urgenza e Pronto Soccorso.

Immagine di una delle apparecchiature(Iside Beauty)T.H.E.V(per gentile concessione del Prof.Dott.Mario Marino
Direttore Scientifico *Treatment Humane EnergyVibratory*)

Direttore Scientifico *Treatment Humane Energy Vibratory*

 Il Dolore Cronico è spesso caratterizzato da una sua intrinseca difficoltà di eliminazione e/o di attenuazione anche dopo molti anni di comuni trattamenti farmacologici,chirurgici, fisioterapici. La Terapia ad Energia Vibratoria in acronimo T.H.E.V(Treatment Humane Energy Vibratory)in ordine ad una lunga esperienza sperimentale teorico-applicativa si propone come metodica recente derivata e ponderata per diretta esperienza medica e specialistica quale possibile Tecnologia dedicata a soggetti no-responder con scarsa prospettiva terapeutica nella risoluzione delle algie muscolo scheletriche e non solo. La Metodica T.H.E.Vpermette con buon margine di successo di non essere più continuamente soggetti a dolori magari resistenti e persistenti nel tempo ai comuni farmaci antidolorifici utilizzati da anni. Una applicazione iniziale del protocollo T.H.E.V avendo carattere predittivo evidenzierà subito una eventuale possibilità favorevole del trattamento Il dolore nelle varie espressioni delle patologie croniche artropatiche e da sovraccarico funzionale in genere modifica il nostro assetto posturale fissandoci in posizioni antalgiche di difesa e schemi senso-motori-propriocettivi alterati,squilibrati. Eliminare il dolore quindi non solo ci ricondurrà ad un migliore stato di benessere psico-fisico ma ci consentirà una migliore ritrovata attività motoria circadiana. Il trattamento T.H.E.V utilizza l’emissione di un onda sonora calibrata veicolata da trasduttori in modalità non invasiva,gradevole,di immediata efficacia,di veloce esecuzione

   ALCUNE PATOLOGIE DOLOROSE TRATTABILI CON LA METODICA T.H.E.V

 DOLORI CHE NON RISPONDONO DA TEMPO ALLA TERAPIA CON FARMACI,DOLORI REFRATTARI ALLA
TERAPIA CON I COMUNI ANTINFIAMMATORI/ANALGESICI

MIORILASSANTI/CORTISONICI.

DOLORI CHE NON REGREDITI DOPO TRATTAMENTO CHIRURGICO ANCHE SE CORRETTAMENTE ESEGUITO.

 INTERVENTI PER ERNIA DEL DISCO/INTERVENTI PROTESICI

ANCA O GINOCCHIO.INTERVENTI DELLA SPALLA O DELLE GINOCCHIA PER VIA ARTROSCOPICA.

DOLORI DOPO CICLI IN RIABILITAZIONE POST-CHIRURGICA,

FISIOTERAPIA E MASSOTERAPIA SENZA RISULTATI APPREZZABILI.

DOLORI DA TRAUMI SPORTIVI COMUNI E COMPLESSI CON SOFFERENZA GENERALE DEI PATTERNS MOTORI
MUSCOLARI ANCHE E SOPRATTUTTO IN ZONE DIFFICILMENTE TRATTABILI LOCOREGIONALMENTE(ILEOPSOAS,OTTURATORI,PIRIFORMI,POPLITEI

 DOLORI COMPOSTI E COMPLESSI PER ARTROSI DEL TRATTO CERVICALE,DORSALE,LOMBARE,DEGLI ARTI SUPERIORI ED INFERIORI.

DOLORI DA PERIARTRITE SCAPOLO OMERALE.

DOLORI DA EPICONDILITE RADIALE.

DOLORI MUSCOLARI DA SQUILIBRIO POSTURALE

CEFALEE CON ORIGINE MUSCOLO TENSIVA

DOLORI DÌ ORIGINE PSICOSOMATICA

ERNIE IATALI E MANIFESTAZIONI DÌ OPPRESSIONE TORACICA

 IN GENERE SONO PARTICOLARMENTE SENSIBILI ALLA METODICA T.H.E.V TUTTI QUEI DOLORI IN CUI NON È

PRESENTE UNA INFIAMMAZIONE DEI TESSUTI SIA TRAUMATICA INFETTIVA O ALLERGICA

 

Immagine di una apparecchiatura T.H.E.V

 (Per gentile concessione del Prof.Dott.Mario Marino

  DIRETTORE SCIENTIFICO Progetto T.H.E.V in collaborazione professionale con il Dott. Francesco Alessandro Squillino Neurofisioriabilitatore

 “Treatment Humane Energy Vibratory”

                       

 

IL TRATTAMENTO T.H.E.V VIENE VALUTATO ED ASSEGNATO DA UNO SPECIALISTA IN ORTOPEDIA O DELLE VARIE DISCIPLINE UNIVERITARIE IN MEDICINA GENERALE DOPO OPPORTUNO ESAME OBIETTIVO E MANUALE E DA POSSIBILE VIDEAT E TRATTAMENTO OSTEOPATICO DINAMICO E SOMMINISTRATO DA DOTTORI IN FISIOTERAPIA DELLA RIABILITAZIONE ED APPARATO NEUROLOGICO

***

Nella Metodica T.H.E.V una applicazione dura in genere 35 minuti per area corporea. Il dolore localizzato

nella zona algica del soggetto rapidamente cambierà di qualità e da puntiforme diverrà diffuso ma con una ridotta intensità

o nella maggior parte dei casi non più percepibile.

In genere per protocollo stabilito sono necessarie 10 applicazioni somministrate sui

punti programmati perché il soggetto avverta già una

attenuazione significativa o la remissione dei disturbi con un recupero funzionale del range di movimento

***

Dopo la prima seduta in genere si ha una scomparsa del dolore che dura da alcune ore ad

alcuni giorni. Quando si ha solo un miglioramento in genere esso è progressivo nei giorni

seguenti.

Il giorno dopo,

circa il 15% dei soggetti,riferisce un indolenzimento dei punti trattati per effetto

rebound o più raramente un peggioramento transitorio della sintomatologia dolorosa.

***

Nella maggior parte dei casi comunque,dopo le prime applicazioni del trattamento,la sintomatologia

dolorosa progressivamente migliora in modo più o meno marcato.

***

Il trattamento T.H.E.V consiste mediamente di 10 sedute per

due applicazioni a settimana a distanza di una settimana l’una dall’altra.

In un numero consistente di casi già dopo la seconda seduta si ottengono risultati soddisfacenti.

***

Lo stato di gravidanza costituisce controindicazione relativa ad alcuni distretti corporei da valutare a giudizio medico

***

Il Trattamento T.H.E.V è controindicato nelle zone sede di flebite o di flogosi clinicamente apprezzabile,in zone

di dermatite o dermo ipodermite e nei cardiopatici scompensati o con angina instabile.

***

NB:E'ESISTENTE AMPIA DOCUMENTAZIONE DEI LAVORI DÌ RICERCA ED APPLICAZIONE PRESSO STRUTTURE SANITARIE PUBBLICHE E PRIVATE.

Immagini apparecchiature T.H.E.V per gentile concessione del Prof.Dott.Mario Marino Direttore Scientifico Progetto *Treatment Humane Energy Vibratory* Copyright

 

          Prof. MarinoDott. Francesco Alessandro SquillinoT.H.E.V. metodica Energia VibratoriaMetodica ThevChakraskirlian           MEDICINAAPPLICAZIONE THEVyogaFISIOTERAPIA

                    mappa muscolareelettro_horus2.jpeg (31685 byte) mamipolazioneelettro_osiride.jpeg (12583 byte) riflessologia della mano  colori dei chakra riflessologia plantare                   

 Collaborazione Professionale  per il Settore Riabiitativo con il Prof.Dott.Mario Marino del Dott.Francesco Alessandro Squillino Laurea in Fisioterapia della
Riabilitazione ed Apparato Neurologico Università degli Studi della Sapienza di Roma
Master Biennale in Globalità dei Linguaggi Università di Tor Vergata Roma

NOTA

Una Serie di Straordinarie Applicazioni dell’Energia Vibratoria Contempla Oggi anche Applicazioni e Protocolli nel Campo Dermato-Estetico e Anti-Age.

 

massaggi - fisioterapia - massofisioterapia a roma

CENNI DI MASSOFISIOTERAPIA

Il massaggio è un insieme di manovre effettuate sulla cute a scopo terapeutico, ed è anche un modo non verbale di esprimersi, di entrare in rapporto, di dare e ricevere, di restituire ad una persona che soffre la serenità perduta. Le mani del massofisioterapista aiutano l'individuo a riappropriarsi del proprio corpo, ricomponendo i propri frammenti, guidandolo nella percezione di parti sconosciute o sentite in modo distorto a causa della patologia e delle errate costruzioni percettive sviluppatesi in anni di malattie espressioni fisico-espressive ed logico-emotive. Il terapista, oltre a possedere padronanza tecnica e manualita', stabilisce un buon rapporto con il paziente inviandogli segnali non verbali che esprimono disponibilita' e sicurezza. Il terapista ha superato la paura di toccare gli altri perche' ha sperimentato su se stesso le sensazione di tensione e di rilassamento e sa coglierle perfettamente nel paziente per empatia.
Un buon rapporto di fiducia tra il massaggiatore ed il paziente e' alla base di ogni processo di guarigione.

La massofisioterapia è una materia in rapida evoluzione, è una medicina riabilitativa e preventiva, l'operatore massofisioterapico si trova al centro tra il medico e il paziente con un ruolo preminente nell’approccio all’evento patologico.Per massaggiare si usa comunemente olio, crema, o talco. Questi prodotti si selezionano in base alle finalità del trattamento e in relazione al tipo di cute da trattare. Oli e unguenti solitamente vengono impiegati per pelli secche e sensibili, per traumi, per specifiche patologie e per massaggi sportivi.Un massaggio effettuato con sfioramento, frizione e pressioni leggere, che si limiti a provocare reazioni locali degli apparati recettori della sensibilità e dei riflessi vaso – motori, si trasforma quasi sempre in uno stato di rilassamento generale e di distensione psico – fisica.La seduta del massaggio non è determinabile esattamente nella durata in quanto questa varia a secondo della zona da trattare, della patologia in atto, di come risponde il paziente della sua sensibilità, della sua età e condizione generale.La determinazione del numero delle sedute e della durata del singolo trattamento sono sempre da programmare in base ai progressi attenuti, anche se generalmente e per convenzione si fanno pacchetti di dieci incontri invitando il paziente a finire il ciclo anche se la sintomatologia è scomparsa, al fine di garantire un buon risultato duraturo. Se il paziente necessita di più di dieci sedute si interromperà il ciclo per una decina di giorni prima di iniziare il successivo.Il primo trattamento non sarà di lunga durata e neanche di grande intensità.In linea generale il miglior beneficio lo si ottiene massaggiando gli arti per 10 \ 15 minuti ciascuno, mentre il massaggio prima di una gara dura in media da 5 a 20 minuti e quello di recupero si protrae dai 15 ai 30 minuti. Il massaggio generale non supera i 45 minuti.Il massaggio ha una larga applicazione non solo nelle cure dei traumi e delle malattie, ma anche nella eliminazione della fatica per aumentare le capacità recupero e di lavoro degli atleti e per indurre rilassamento nelle persone tese e stressate. I Il massaggio ha un’azione diretta locale e meccanica ed una indiretta generale che influisce sul sistema nervoso e vegetativo.Sulla cute il massaggio produce una riduzione dello strato corneo, una migliore vascolarizzazione e un miglior trofismo, migliora l’elasticità, aumenta le funzioni specifiche ( secrezione sebacea ), facilita la penetrazione di sostanze, produce una vasodilatazione di tipo attivo con conseguente arrossamento, migliora la sensibilità propriocettiva, dolorifica ( aumento delle soglie per adattamento dei recettori allo stimolo ) e calorica ( sensazione di calore per la sollecitazione dei recettori calorici ).Sulla circolazione il massaggio ha un effetto prevalente sul circolo di ritorno, poco sui capillari. Infatti sulle vene basta la pressione da sfregamento per migliorare la "vie a tergo" ( forza di spinta ); in via riflessa la contrazione modesta aumenta il tono delle vene e migliora la circolazione arteriosa.Sui vasi linfatici il massaggio ha un effetto favorevole, favorendo la rimozione dei cataboliti e migliorando l’apporto di metaboliti nuovi con miglior trofismo dei tessuti.Si tenga anche presente l’azione vasodilatatrice a livello delle arteriole in seguito all’incremento di sostanze instaminosimili prodotte da emastociti.Migliorando la circolazione il cuore lavora in vantaggio: aumenta la gittata per aumento del circolo di ritorno, diminuisce la frequenza, e si abbassano le resistenze sia dei grossi vasi che dei capillari.Sul tessuto muscolare, il massaggio aumenta il trofismo e la capacità di recupero in quanto il muscolo essendo riccamente vascolarizzato ed innervato trae beneficio dalle stimolazioni meccaniche che ne migliorano la reattività, il tono. La circolazione migliorata, permette di agire positivamente sulla fatica grazie al deflusso dei cataboliti acidi e all’apporto di ossigeno che affluisce ai capillari.Sul sistema nervoso il massaggio agisce soprattutto sul dolore con effetto sedativo; lo scorrere delle manovre in modo calmo e continuo, determina un effetto rilassante per azione diretta sui muscoli conseguente alla riduzione del tono.L’effetto migliore del massaggio è quindi quello rilassante che ha effetto sedativo e cinestesico coinvolgendo l’aspetto psichico. Tale aspetto è in stretta dipendenza dal rapporto che si instaura col terapista e l’ambiente.

TECNICHE DI MASSAGGIO

Sfioramento – Sfregamento -. Impastamento – Pressione – Percussione – Vibrazione, sono le manovre fondamentali utilizzate nella massoterapia. Variando e graduando forza, intensità e ritmo se ne modificano gli effetti.

SFIORAMENTO

Lo sfioramento è la manovra con cui si inizia e si conclude il trattamento. Consiste in uno scivolamento armonico ed elegante della mano sulla cute senza esercitare pressione. Ha funzione sedativa in quanto agisce sulle terminazioni specifiche sensitive e dolorifiche, aumentandone progressivamente la soglia e prepara alle manovre più profonde.

SFREGAMENTO

Aumentando la pressione si ottiene lo sfregamento, che è la manovra più importante in quanto precede, intercala e segue ogni altra manovra.

FRIZIONE

Si distingue dallo sfioramento – sfregamento in quanto la mano mantiene costantemente il contatto con la cute e  agisce " frizionando" i piani superficiali e quelli profondi. Le frizioni risultano essere di particolare efficacia nello scollamento di aderenze cicatriziali; migliorando la vascolarizzazione e il trofismo dei tessuti e agevolano lo scorrimento degli stessi gli uni su gli altri.

IMPASTAMENTO

L’impastamento è una manovra applicabile solo dove è presente massa muscolare. Tale tecnica consiste nel pinzare, sollevare e spostare trasversalmente il muscolo esercitando una pressione del pollice contro le altre dita della mano contrapposta. Si hanno due forme principali di impastamento: superficiale e profondo.Il pizzicottamento, è invece un tipo di impastamento che si esegue generalmente su piccole zone ed è praticato sollevando cute e sottocute fra il pollice, l’indice e le altre dita adeguando la presa alla superficie da trattare.Su zone estese, si usa di norma l’impastamento profondo, con il quale si esercita un’energica pressione sul tessuto muscolare da trattare; qui si possono usare le mani contemporaneamente o alternativamente ( quando una prende l’altra rilascia).Mentre il pizzicottamento ha un maggior effetto stimolante sulla cute con azione vasodilatatrice riflessa, l’impastamento profondo ha un maggiore effetto drenante, in quanto comprime e " strizza " il muscolo liberandolo dai liquidi fisiologici e patologici ( azione defaticante sul muscolo ). Il tutto favorisce: l’attivazione del circolo e di riflesso, il metabolismo del tessuto muscolare.Il rotolamento, è una forma di impastamento che si esegue sugli arti sfruttando come piano di compressione le mani opposte l’una all’altra lungo lo spessore dell’arto esercitando un movimento rotatorio attorno al segmento osseo. Le manovre vengono solitamente alternate dopo 2 / 3 passate a sfregamenti profondi.

PRESSIONE

Consiste in una pressione comprimente in senso perpendicolare alla cute del paziente. Si esegue con la mano che assume una forma diversa a seconda dell’estensione della ragione da massaggiare: sugli arti la pressione si esegue con la mano disposta ad anello quasi completo col pollice in opposizione. Su superfici più estese si esercita con tutte le dita riunite e col palmo della mano e si usano le due mani simultaneamente disposte ad anello ogni volta che la zona lo consente ( es. la coscia ) in modo da esercitare una pressione più completa ed avere il migliore effetto. Segue il rilasciamento lento per la durata complessiva di pressione – depressione di 10 secondi effettuata sempre con gradualità e delicatezza. Si utilizza per facilitare il riassorbimento in caso di edemi e di ristagni corcolatori. Questa tecnica ha anche anche una azione riflessa secondaria sul tessuto nervoso di tipo sedativo e può essere applicata in caso di traumi recenti di tipo legamentoso in cui non vi sia versamento ematico.

PERCUSSIONE

Consiste in una serie di picchiettamenti rapidissimi e brevissimi eseguiti più o meno rapidamente e con intensità variabile usando le dita, il bordo della mano o le mani a coppetta. Gli effetti variano a secondo della forza usata: con i polpastrelli delle dita semiflesse si agisce in modo leggero e sedativo, con le mani a coppetta si crea un cuscinetto d’aria che rende più elastica la battitura e quindi più regolare e delicata, con la mano disposta a taglio e le dita rilassate si creano una serie di percussioni con effetto stimolante.In generale la percussione crea un effetto trofico o tonico sul muscolo in quanto ne migliora la contrattilità e il metabolismo; agendo indirettamente sulle arterie ( vasodilatazione riflessa ) migliora la vascolarizzazione muscolare ed è pertanto indicata in lesioni che hanno provocato ipotrofia. Vi è anche una azione stimolatrice sul sistema nervoso.

VIBRAZIONE

La vibrazione consiste nel trasmettere movimenti brevissimi e rapidissimi che nel loro agire spostano il tessuto sottocutaneo.

CENNI AD ALCUNE PATOLOGIE FISICHE IN CUI E' INDICATO IL MASSAGGIO

LE RACHIALGIE

Rachialgia è un termine generico con il quale si intende dolore del rachide. Queste algie vengono comunemente suddivise in : lombalgia, dorsalgia, cervicalgia . La causa che produce il dolore alla colonna possono essere di varia natura e possono essere acute o croniche.
La rachialgia acuta è in genere improvvisa ed è spesso riconducibile a fattori traumatici quali : traumi diretti o contusioni, stiramenti degli elementi nervosi o strappi muscolari conseguenti a sforzi incongrui e improvvisi, flessioni ed estensioni del rachide oltre i limiti consentiti dalle condizioni individuali, distorsioni delle articolazioni con lacerazione della capsula articolare, compressione e debordamento dell’anulus fibroso conseguente anche ad uno sforzo banale ed infine alla classica ernia del disco.La rachialgia cronica si instaura progressivamente e può essere l’evoluzione di una rachialgia acuta mal trattata o trascurata, o ad indebolimento delle strutture muscolari e articolari, ad alterazione posturale e a degenerazione primaria delle strutture intime del rachide. L’artrosi  è una delle cause più diffuse e invalidanti della rachialgia . Tale patologia consiste in un’artropatia cronica degenerativa caratterizzata da alterazioni  della cartilagine e da ipertrofia ossea le cui cause sono tutt’oggi incerte, vengono ipotizzati fattori predisponenti di base : l’ereditarietà, le alterazioni vascolari, iperfunzione e disturbi metabolici.Soprattutto il fattore meccanico con iperfunzione del rachide porta con una serie di microtraumi a cambiarne l’asse di carico alterando la statica con l’innesco di un circolo vizioso nel cui centro vi sono le articolazioni che degenerano in progressione. Fattori climatico come il freddo e l’umidità concorrono nell’evoluzione della patologia. Alle lesioni cartilaginee e ossee seguono nella fase avanzata lesioni sinoviali e capsulari con sclerosi della membrana sinoviale e ridotta vascolarizzazione. La perdita di funzionalità articolare ed il dolore limitano i movimenti.
In presenza di scoliosi lombare si ha spesso artrosi nelle articolazioni Il dolore in questa patologia  aumenta se si sta troppo in piedi, se si sollevano pesi, nei movimenti di flessione ed estensione del  tronco ed in tutte le attività di sovraccarico Le Sidromi lombalgiche e le manifestazioni artrosiche, possono insorgere a seguito a squilibri statico – dinamicim  derivante da ridotta resistenza legamentaria, conseguente ad anomalie congenite del rachide, come : la sacralizzazione, la schisi, la spondilolisi e la spondilolistesi.
La colonna vertebrale è un’unità funzionale molto delicata, in condizioni di equilibrio sopporta stress e sollecitazioni enormi, ma quando vi è alterazione della postura il rachide non riesce ad adempiere  in modo fisiologico le normali attività dinamiche. Si generano quindi iperfunzione ed usura in alcune sue parti e rigidità e ipofunzione in altre con modificazione delle curve fisiologiche, mal disposizione al movimento e dolori di varia entità ;  per questa ragione , la persona  il soggetto  si muove sempre meno e talvolta aumenta di peso generando ulteriori complicazioni nel quadro clinico .
Il dolore lombare è classificato secondo i casi in lombalgia, lombosciatalgia. Si ricorda che il disco non ha fibre sensitive e per questo si definisce algoinsensibile, lo stesso dicasi per i legamenti, mentre sono particolari sedi di dolore : la capsula, la sinovia e gli elementi nervosi .

LOMBALGIA

È la sindrome più frequente. Il dolore provoca spesso la contrattura dei muscoli,    il dolore  limita la flessione anteriore e crea un blocco nei movimenti. Se la lombalgia è acuta e  improvvisa,  e di solito  avviene sotto sforzo è   accompagnata da una sensazione di "click"; il trattamento verte essenzialmente sul riposo, generalmente per tre giorni,dopo si potrà fare una    blanda massoterapia sedativa.Nelle forme croniche di origine artrosica o posturale, si crea uno spasmo muscolare riflesso con blocco in posizione antalgica. Se questa condizione perdura nel tempo il muscolo interessato si affatica senza possibilità di recupero , questo stress prolungato determina nel muscolo stesso miofibrosi, miosite, tenosinovite.Il dolore, come già detto induce la persona a non muoversi, e la mancanza di movimento induce un   indebolimento delle strutture di sostegno che spesso sfocia  in forme infiammatorie.Il trattamento è mirato a decontratturare mediante rilassamento e la termoterapia  l’apparato muscolare, con il massaggio si tenderà  a normalizzare il tono dell’apparato muscolare e  a rieducazione postura globale per togliere la causa primaria che determina lo scatenarsi della lombalgia

LOMBOSCIATALGIA e SCIATALGIA

In una lombosciatalgia, il dolore è provocato dalla compressione di una radice del plesso lombosacrale da cui si genera in nervo sciatico, mentre in una sciatalgia senza dolore in zona lombare, vi è una compressione della sciatico stesso in un punto del suo decorso. In entrambi i casi il dolore è intenso, di tipo bruciante e irradiato lungo l’arto inferiore in territori sensitivi ben mappati e con associatI crampi e talvolta impotenza funzionale di alcuni muscoli .Le cause di una lombo – sciatalgia sono molteplici : ernia discale, artrosi intersomatica, artrosi interapofisaria, anomalie congenite del rachide ( sacralizzazione, schisi della prima vertebra sacrale, spondilolisi, spondilolistesi), sovraccarico funzionale dei dischi .L’ernia del disco, rappresenta comunque la causa più comune di una lombosciatalgia, gli stretti rapporti esistenti tra le vertebre L4 – L5 fanno si che le strutture nervose ad essi collegate soffrano ogni qualvolta i rapporti stessi si facciano meno congruenti . La protrusione del disco o la migrazione del nucleo fuori dalla sede sono le maggiori cause di insulto meccanico e chimico sugli elementi nervosi . Per ernia discale si intende, infatti, la protrusone del nucleo polposo nello speco vertebrale. Tale evenienza si può verificare a seguito di eventi traumatici o per un graduale processo degenerativo dell’anello fibroso (struttura questa che è il contenente del nucleo) che, indebolito si fissura permettendo al nucleo di migrare. L’ernia può essere contenuta dal legamento longitudinale posteriore, oppure lacerare questo e comprimere le radici nervose. Al nucleo polposo è attribuito il compito di ammortizzare e distribuire a tutto il disco le forze che vi giungono e di facilitare i movimenti delle vertebre adiacenti . il nucleo rappresenta il fulcro dei movimenti di flesso estensione della colonna : la flessione spinge il nucleo posteriormente, l’estensione lo spinge anteriormente. Durante la flessione il legemento longitudinale posteriore si tende opponendosi allo spostamento sagittale del nucleo, subendo però continui microtraumi che alla lunga ne intaccano l’integrità . Sono sicuramente fattori predisponenti le alterazioni statico dinamiche e tutte le morfo – disfunzioni della colonna che ne alterano la biomeccanica come scoliosi, iporlordosi, sacralizzazione ecc…Il dolore è avvertito dal paziente dopo un movimento brusco o uno sforzo, eventi questi che di per se non sempre sono di cosi rilevante entità da produrre un danno ma, presentandosi come ultima battuta di una serie di microtraumi e atteggiamenti lesivi determinano l’insulto protrusivo del nucleo sulle radici nervose . Il dolore è prevalentemente diurno, con remissione o parziale remissione durante il riposo a letto. Successivamente compare dolore lungo l’arto inferiore per irradiazione dello stesso lungo il decorso del nervo .Per tanto i sintomi evidenti sono : rachialgia ; rigidità della colonna con deviazione antalgica laterale ; ipofunzionalità del rachide ; dolore irradiato lungo l’arto inferiore sui dermatomeri corrispondenti al livello metamerico interessato dalla protrusione ; il dolore si accentua sotto carico e si attenua a riposo ; se non precocemente trattata questa patologia, vede progressivamente associarsi nel suo quadro clinico, oltre ai sintomi sopra menzionati, turbe sensitive e incapacità funzionale dei muscoli innervati dallo sciatico .

LA CERVICOBRACHIALGIA

La compressione delle strutture osteo – cartilagineee sul rachide cervicale, inizialmente provoca dolore limitato alle regioni del collo e della nuca, per poi passare se non opportunamente trattata ad interessare distretti anatomici più distanti come l’arto superiore. Questi due stadi evolutivi della patologia si definiscono: cervicalgia il primo e cervicobrachialgia il secondo, per l’irradiazione del dolore sul plesso brachiale. La cervicalgia può insorgere improvvisamente, a seguito di uno sforzo o gradualmente quasi senza cause apparenti. Al dolore si accompagnano spesso turbe sensitive con disturbi motori e ipotrofiia e ipostenia. Il dolore è dovuto ad una lesione a carattere degenerativo del disco intervertebrale che produce un processo irritativo interessante una o più radici a livello del forame di coniugazione. Questa lesione degenerativa può essere dovuta ad una protrusione dell’anulus od a processi osteofitici ( artrosi ) dei corpi intervertebrali per riduzione dello spazio intersomatico. In questo contesto si registrano spesso quadri ischemici dei vasi interni alla colonna e di plessi venosi ed arteriosi periradicolari con sintomatologia algica e talvolta con vertigine e nausea per l’iteressamento dell’apparato vestibolare. Nella cervicobrachialgia a secondo della radice interessata avremo sintomatologia diversa su diversi distretti anatomici :

CERVICALGIA E DORSALGIA

La cervicalgia e la dorsalgia sono due patologie che spesso si riscontrano insieme, presentandosi in forma acuta o cronica.La cervicalgia acuta si presenta bruscamente, il più delle volte al risveglio al mattino, od in seguito ad uno sforzo. Il dolore è localizzato nella regione cervicale bassa con diffusione alla regione scapolare spesso a livello del trapezio superiore . Si ha impotenza funzionale in estensione, flessione laterale e torsione dal lato opposto ( torcicollo ).La cervicalgia cronica insorge in forma insidiosa, oppure in seguito ad una cervicalgia acuta. Il dolore è molto fastidioso ( sensazione di peso sulle spalle ) ed è spesso dovuto ad un sovraccarico funzionale.Il trattamento prevede calore e massaggio per combattere la contrattura muscolare.Il massaggio sarà leggero ed esteso a tutto il dorso. Verranno impiegati sfioramenti e sfregamenti leggeri con frizioni poco profonde da eseguire con i pollici o con i polpastrelli delle dita unite. Il massaggio sarà diretto e portato con mggiore cura nelle zone identificate come contratturate, con impastamento se possibile e frizioni con cauta progressività nell’aumentare forza e profondità.La posizione migliore è quella in decubito prono che permette, infatti, di agire con una certa continuità pressoria su tutto il dorso, la nuca e le spalle. La durata è di venti minuti.La ginnastica è sempre utile in tutte le discopatie cervicali, per migliorare il funzionamento statico e dinamico del rachide ed evitare ricadute e si rivela particolarmente indicata nelle cervicalgie da sovraccarico funzionale.Si effettueranno esercizi di estensione assile della colonna cervicale che provocano allungamento attivo dell’asse rachideo ed esercizi di mobilizzazione cervico – dorsale in senso antero – posteriore e laterale ed in fine esercizi di muscolazione, del collo, delle spalle e del dorso soprattutto i n caso di ipercifosi .

LE FRATTURE

Le fratture, per consolidarsi, necessitano di tempi più o meno lunghi di immobilizzazione delle parti lese e ciò provoca irrigidimento delle articolazioni adiacenti e atrofia dei muscoli connessi. Si rivela per ciò di fondamentale importanza rieducare gli elementi muscolo – articolari .Pur rispettando i tempi biologici di consolidamento del callo osseo, il trattamento deve essere quanto più precoce possibile, al fine di evitare : retrazioni capsulari, muscolari permanenti e demineralizzazione ossea.Il massaggio deve sempre essere associato a mobilizzazione articolare e muscolare cercando di scollare e staccare i piani muscolari in modo da favorire la circolazione e l’apporto nutritizio all’osso. Si può tranquillamente affermare che il massaggio è il trattamento elettivo per il recupero post frattura, in quanto svolge la sua azione su basi fisiologiche ben definite creando le condizioni ottimali per la saldatura nel focolaio di frattura. In questo tipo di riabilitazione oltre al danno anatomico occorrre considerare anche il danno funzionale : il danno anatomico è legato all’interessamento di tessuti osseo, capsulo – legamentoso, cartilagineo, muscolo – tendineo, nervoso e vascolare ;il danno funzionale è legato all’entità del trauma, al periodo di immobilizzazione ed agli esiti residui dopo la consolidazione come male allineamenti, retrazioni capsulari, sclerosi e fibrosi. Quanto maggiore sarà l’interessamento dei tessuti nella lesione, tanto più lungo sarà il processo riparativo e il percorso riabilitativo.L’immobilizzazione, rallentando il metabolismo tissutale, favorisce l’ipotonia e l’ipotrofia muscolare, l’ipotrofia ossea e cartilaginea con l’instaurarsi di limitazioni articolari, contratture fisiopatiche ed aderenze sui tessuti molli.Il massaggio deve spezzare questa catena disfunzionale e favorire il ripristino del normale stato fisiologico apportando nutrimento ai tessuti, favorendo il drenaggio delle sostanze cataboliche con riattivazione di muscoli e articolazioni e produrre analgesia dove ce ne sia bisogno.

Bibliografia
testi utili per saperne di più

- Florance Petterson Kendal, P.T, F.A.P.T.A. I MUSCOLI, funzioni e test. Verducci editore.
- Sergio Pivetta. LE PREMESSE DELLA GINNASTICA MEDICA. Sperling e Kupfer
- A. Freddi – D. De Grandis. NEUROFISIOPATOLOGIA E RIABILITAZIONE 6 Editore Marrapese –Roma
- Luciano Bassini. LOMBO-SACRALGIE. Edizioni libreria cortina Torino
- Mancini – Morlacchi. CLINICA ORTOPEDICA .Manuale atlante. 2° edizione Piccin
- Dario Fiandesio. MASSOFISIOTERAPIA. Seconda edizione. UTET
- B. Gialanella , G. D’Alessandro, R. Santoro. TERAPIA FISICA PRATICA. Prima edizione Editore Marrapese- Roma
- S. Hoppenteld. L’ESAME OBBIETTIVO DELL’APPARATO LOCOMOTORE. Aulo Gaggi editore
- P. Raimondi – G. Massara. Ruolo delle informazioni vestibolari e visive nel controllo della postura. Ed. CPA Ass.
- P. Raimondi- CORPO SPAZIO PENSIERO AZIONE. Ed il chinesiologo n. 36, 1983
- Vincenzo Pirola LA CHINESITERAPIA NELLA RIEDUCAZIONE DELLE SCOLIOSI. I metodi, volume 2. Ed. Sperling e Kupfer.
- R.Rossi, G.Bozza, B. Girotto, F. Meneghetti, D. Padovan. PRINCIPI DI PATOLOGIA MEDICA. Casa editrice Ambrosiano Milano
- G. C. Balboni.Firenze…..D. Zacchero.Genova ANATOMIA UMANA 1 E.E edi ermes.
- T. Gibson. MANUALE DI REUMATOLOGIA. Volume 1. Momento Medico Editore.
- Carolyn Tagliaferro, Blauvelt, Fred R.T. Nelson. Manuale di TERMINOLOGIA ORTOPEDICA. Ed. Malesi.
- Ph-E. Souchard. LO STRETCHING GLOBALE ATTIVO. Editore Marrapese Roma.
- Frank. H. Netter, M. D. ATLANTE DI ANATOMIA UMANA. Novartis edizioni.
-KAPANDJI I. A.,Phisiologie Articulaire,Fascicule 3.Libreria Maloine S.A. Paris.
- ENCICLOPEDIA DELLA MEDICINA. De Agostani Editore.
- A.S. Roversi. DIAGNOSTICA E TERAPIA. Edizioni mediche italiane.
-Brower, Jupiter, Levine, Trafton. TRAUMATOLOGIA DELL’APPARATO MUSCOLO – SCHELETRICO. Verducci editore.

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Orientamenti e Trattamenti in Fisioterapia

MASSOFISIOTERAPIA A ROMA

"Il massaggio è uno dei linguaggi della nostra vita"
A.Lowen

massaggi a roma - fisioterapia a Roma(15752 byte)

Massaggi a Roma

LA MASSOFISIOTERAPIA RIABILITATIVA E' ESEGUITA
SU PRECISA INDICAZIONE MEDICO SPECIALISTICA

Il massaggio è   un insieme di manovre effettuate  non solo a scopo terapeutico, ma è anche   un modo non verbale ed istintivo di esprimersi, di entrare in rapporto con l'altro, di dare e ricevere, di restituire ad una persona che soffre la serenita' perduta. Le mani del massofisioterapista aiutano la persona a riappropriarsi del proprio corpo, ricomponendone i  frammenti, guidando la persona  nella percezione di parti sconosciute di sè o sentite in modo distorto a causa della patologia e delle errate   posture, o costruzioni propriocettive errate sviluppatesi in anni di disarmnonia fisica, mentale ed emotiva.Il terapista, oltre a possedere padronanza tecnica e manualita', stabilisce un rapporto di empatia con il paziente inviandogli segnali non verbali che esprimono disponibilita' e sicurezza. Il terapista ha superato la paura di toccare gli altri perche' ha sperimentato su se stesso le sensazione di tensione e di rilassamento e sa coglierle perfettamente nel paziente che si affida a lui. Il rapporto di fiducia tra il massaggiatore ed il paziente e' alla base di ogni processo di guarigione.

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Fisioterapia della Riabilitazione

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Dott.Francesco Squillino *Fisioterapista*
*Massofisioterapista*

Divisore numero 2

CURRICULUM VITAE  DEL DOTT. SQUILLINO

Bottone1.gif (1001 byte)  Stage Massoterapia sportiva Accademy Sporting Center - Londra

Bottone1.gif (1001 byte)    Corso Annuale Riflessologia Plantare e della Mano   Istruttore Lin Piao Deng  - Londra

Bottone1.gif (1001 byte)   Dioloma di Massofisioterapista  (60/60) Istituto Enrico Fermi Politecnico Biosanitario A.Fleming

Bottone1.gif (1001 byte)   Corso di Massoterapia Generale e Distrettuale A.Fleming Perugia

Bottone1.gif (1001 byte)    Corso  di Massaggio Bio-Energetico A. Fleming Perugia

Bottone1.gif (1001 byte)   Corso di Drenaggio Linfatico Manuale A. Fleming Perugia

Bottone1.gif (1001 byte)   Corso di Trattamento del Tessuto Connettivo  A. Fleming Perugia

Bottone1.gif (1001 byte)     Laurea in Fisioterapia della Riabilitazione Università La Sapienza di Roma - Policlinico Umberto

       Primo dipartimento Scienze Neurologiche  - Direttore Prof. G.Amabile

       Tesi : "Attuali orientamenti della Terapia Fisica nei disordini Cranio-Mandibolari"

        Relatore : Prof. Carlo di Paolo

Bottone1.gif (1001 byte)    Fisioterapista Istruttore in Rieducazione Motoria di Gruppo presso Casa di Cura convenzionata

       ASL San Giuseppe di Roma. Metodiche : Anderson - Cardiorespiratoria - Motorie Associate

Bottone1.gif (1001 byte)     Partecipazione Congresso Regionale Lazio : Colonna Vertebrale - Artropatie - Ergonomia

       Federazione Nazionale dei Collegi dei Massiofisioterapisti Roma ( 30-07.200)

Bottone1.gif (1001 byte)    Ottavo Corso Intensivo Teorico e Pratico di Bendaggio Funzionale ( Taping ) Istituto di Scienza dello
      
        Sport di Roma ( 19.12.2000)

Bottone1.gif (1001 byte)     Partecipazione Incontro Internazionale Centro Nazionale di Medicina e Traumatologia dello Sport:

        instabilità di spalla - lesioni della cuffia dei rotatori -  gomito del tennista. Trattamenti e ritorno allo

        Sport ( 18.10.2002)

Bottone1.gif (1023 byte)     Stage in Posturologia e Medicina Osteopatica : Associazione Italiana per la Rieducazione Occluso

        Posturale - AIROP ( 01.09.2003)

Bottone1.gif (1023 byte)       Simposio Internazionale in Massofisioterapia Sportiva  - A.Fleming Perugia ( 03.04.2004)

Bottone1.gif (1023 byte)       Convegno  Comitato Centrale CRI    : " Il  paziente ustionato "

Bottone1.gif (1023 byte)       Insegnamento Chinesiologia e Test Muscolari - Accademia diretta dal Prof. Mario Papadio
         (02.03.2005)

Bottone1.gif (1023 byte)        Esperienza pluriennale nel campo della Massofisioterapia in tutte le sue espressioni riabilitative

Bottone1.gif (1023 byte)        Utilizzo e conoscenza delle terapie con mezzi fisici attualmente in uso nei Protocolli Riabilitativi

Bottone1.gif (1023 byte)        Esperienza    biennale di metodiche con utilizzo dell'Energia Vibrazionale (THEV)

Bottone1.gif (1023 byte)        Master Biennale Università di Tor Vergata Roma in Globalità dei Linguaggi

         Docenti : Prof. Stefania Guerra Lisi - Prof.Gino Stefani

Metodica THEV con Energia Vibratoria

metodica_thev_trattamento_energia_vibratoria_del_dolore_.jpg (59345 byte)


immagine per gentile concessione Akropolis elettromedicali
Direttore Scientifico Prof. Dott. Mario Marino

fisioterapista  - massofisioterapista - riflessologo plantare

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vedi anche

Intervista Dott. F. Squillino

Artrite Artrosi dolori articolari

Atralgie e dolori Muscolari

Massaggi Massoterapia

Riflessologia del Piede e della Mano

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Caduceo

ELENCO DELLE TERAPIE PRATICATE DAL DOTT. SQUILLINO

    FISIOTERAPIA STRUMENTALE - FISIOTERAPIA DOMICILIARE -  RIEDUCAZIONE MOTORIA - RIEDUCAZIONE
POSTURALE- GINNASTICA RESPIRATORIA - LINFODRENAGGIO METODICA VODDER - MASSOTERAPIA GENERALE  RIABILITATIVA - MASSOTERAPIA DISTRETTUALE- MASSOTERAPIA AD INDIRIZZO BIOENERGETICO
                                   DIGITOPRESSIONE -  MICROMASSAGGIO - MASSOTERAPIA ANTALGICA

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