THEV - MASSOFISIOTERAPIA - MASSAGGI
Trattamento con Metodica T.H.E.V con Energia Vibratoria per il dolore Muscolo Scheletrico
Dott. Francesco Alessandro
Squillino
Laurea in Fisioterapia della Riabilitazione Università degli Studi della
Sapienza di Roma
Master Biennale in Globalità dei Linguaggi Università di Tor Vergata Roma
Collaborazione Professionale per il Settore Riabilitativo con il Prof. Dott.
Mario Marino
FISIOTERAPIA STRUMENTALE - FISIOTERAPIA DOMICILIARE -
RIEDUCAZIONE MOTORIA -
RIEDUCAZIONE POSTURALE- GINNASTICA RESPIRATORIA - LINFODRENAGGIO METODICA VODDER -
MASSOTERAPIA GENERALE RIABILITATIVA MASSOTERAPIA DISTRETTUALE-
MASSOTERAPIA
AD INDIRIZZO BIOENERGETICO DIGITOPRESSIONE - MICROMASSAGGIO - MASSOTERAPIA ANTALGICA
la prima valutazione fisioterapica e posturale, chiama per un appuntamento
contatti:
email dott.francescosquillino@hotmail.it - cellulare 3470086673
email zellianna@hotmail.com cellulare 3478542522
METODICA
T.H.E.V

Immagine di una delle
apparecchiature(Iside Beauty)T.H.E.V(per gentile concessione del Prof.Dott.Mario Marino
Direttore Scientifico *Treatment Humane EnergyVibratory*)
Direttore Scientifico
DOLORI CHE NON RISPONDONO DA TEMPO ALLA TERAPIA CON
FARMACI,DOLORI REFRATTARI ALLA
TERAPIA CON I COMUNI ANTINFIAMMATORI/ANALGESICI
MIORILASSANTI/CORTISONICI.
DOLORI CHE NON REGREDITI
DOPO TRATTAMENTO CHIRURGICO ANCHE SE CORRETTAMENTE ESEGUITO.
ANCA O
GINOCCHIO.INTERVENTI DELLA SPALLA O DELLE GINOCCHIA PER VIA ARTROSCOPICA.
FISIOTERAPIA E
MASSOTERAPIA SENZA RISULTATI APPREZZABILI.
DOLORI DA TRAUMI SPORTIVI
COMUNI E COMPLESSI CON SOFFERENZA GENERALE DEI PATTERNS MOTORI
MUSCOLARI ANCHE E SOPRATTUTTO IN ZONE DIFFICILMENTE TRATTABILI
LOCOREGIONALMENTE(ILEOPSOAS,OTTURATORI,PIRIFORMI,POPLITEI
DOLORI DA PERIARTRITE
SCAPOLO OMERALE.
DOLORI DA EPICONDILITE
RADIALE.
DOLORI MUSCOLARI DA
SQUILIBRIO POSTURALE
CEFALEE CON ORIGINE
MUSCOLO TENSIVA
DOLORI DÌ ORIGINE
PSICOSOMATICA
ERNIE IATALI E
MANIFESTAZIONI DÌ OPPRESSIONE TORACICA
PRESENTE UNA
INFIAMMAZIONE DEI TESSUTI SIA TRAUMATICA INFETTIVA O ALLERGICA

Immagine di una
apparecchiatura T.H.E.V
(Per gentile concessione del Prof.Dott.Mario Marino
DIRETTORE SCIENTIFICO Progetto T.H.E.V
Treatment Humane Energy Vibratory
IL TRATTAMENTO T.H.E.V
VIENE VALUTATO ED ASSEGNATO DA UNO SPECIALISTA IN ORTOPEDIA O DELLE VARIE DISCIPLINE
UNIVERITARIE IN MEDICINA GENERALE DOPO OPPORTUNO ESAME OBIETTIVO E MANUALE E DA POSSIBILE
VIDEAT E TRATTAMENTO OSTEOPATICO DINAMICO E SOMMINISTRATO DA DOTTORI IN FISIOTERAPIA DELLA
RIABILITAZIONE ED APPARATO NEUROLOGICO
***
Nella Metodica T.H.E.V
una applicazione dura in genere 35 minuti per area corporea. Il dolore localizzato
nella zona algica del
soggetto rapidamente cambierà di qualità e da puntiforme diverrà diffuso ma con una
ridotta intensità
o nella maggior parte dei
casi non più percepibile.
In genere per protocollo
stabilito sono necessarie 10 applicazioni somministrate sui
punti programmati perché
il soggetto avverta già una
attenuazione
significativa o la remissione dei disturbi con un recupero funzionale del range di
movimento
***
Dopo la prima seduta in
genere si ha una scomparsa del dolore che dura da alcune ore ad
alcuni giorni. Quando si
ha solo un miglioramento in genere esso è progressivo nei giorni
seguenti.
Il giorno dopo,
circa il 15% dei
soggetti,riferisce un indolenzimento dei punti trattati per effetto
rebound o più raramente
un peggioramento transitorio della sintomatologia dolorosa.
***
Nella maggior parte dei
casi comunque,dopo le prime applicazioni del trattamento,la sintomatologia
dolorosa progressivamente
migliora in modo più o meno marcato.
***
Il trattamento T.H.E.V
consiste mediamente di 10 sedute per
due applicazioni a
settimana a distanza di una settimana luna dallaltra.
In un numero consistente
di casi già dopo la seconda seduta si ottengono risultati soddisfacenti.
***
Lo stato di gravidanza
costituisce controindicazione relativa ad alcuni distretti corporei da valutare a giudizio
medico
***
Il Trattamento T.H.E.V è
controindicato nelle zone sede di flebite o di flogosi clinicamente apprezzabile,in zone
di dermatite o dermo
ipodermite e nei cardiopatici scompensati o con angina instabile.
***
NB:E'ESISTENTE AMPIA
DOCUMENTAZIONE DEI LAVORI DÌ RICERCA ED APPLICAZIONE PRESSO STRUTTURE SANITARIE PUBBLICHE
E PRIVATE.
Immagini
apparecchiature T.H.E.V per gentile concessione del Prof.Dott.Mario Marino Direttore
Scientifico Progetto *Treatment Humane Energy Vibratory*











Collaborazione Professionale per il Settore Riabiitativo con il Prof.Dott.Mario
Marino del Dott.Francesco Alessandro Squillino Laurea in Fisioterapia della
Riabilitazione ed Apparato Neurologico Università degli Studi della Sapienza di Roma
NOTA
Una
massaggi - fisioterapia - massofisioterapia a roma
CENNI DI MASSOFISIOTERAPIA |
Il massaggio è un insieme di manovre effettuate sulla cute a
scopo terapeutico, ed è anche un modo non verbale di esprimersi, di entrare in rapporto,
di dare e ricevere, di restituire ad una persona che soffre la serenità perduta. Le mani
del massofisioterapista aiutano l'individuo a riappropriarsi del proprio corpo,
ricomponendo i propri frammenti, guidandolo nella percezione di parti sconosciute o
sentite in modo distorto a causa della patologia e delle errate costruzioni percettive
sviluppatesi in anni di malattie espressioni fisico-espressive ed logico-emotive. Il
terapista, oltre a possedere padronanza tecnica e manualita', stabilisce un buon rapporto
con il paziente inviandogli segnali non verbali che esprimono disponibilita' e sicurezza.
Il terapista ha superato la paura di toccare gli altri perche' ha sperimentato su se
stesso le sensazione di tensione e di rilassamento e sa coglierle perfettamente nel
paziente per empatia.
Un buon rapporto di fiducia tra il massaggiatore ed il paziente e' alla base di ogni
processo di guarigione.
La massofisioterapia è una materia in rapida evoluzione, è una medicina riabilitativa e preventiva, l'operatore massofisioterapico si trova al centro tra il medico e il paziente con un ruolo preminente nellapproccio allevento patologico.Per massaggiare si usa comunemente olio, crema, o talco. Questi prodotti si selezionano in base alle finalità del trattamento e in relazione al tipo di cute da trattare. Oli e unguenti solitamente vengono impiegati per pelli secche e sensibili, per traumi, per specifiche patologie e per massaggi sportivi.Un massaggio effettuato con sfioramento, frizione e pressioni leggere, che si limiti a provocare reazioni locali degli apparati recettori della sensibilità e dei riflessi vaso motori, si trasforma quasi sempre in uno stato di rilassamento generale e di distensione psico fisica.La seduta del massaggio non è determinabile esattamente nella durata in quanto questa varia a secondo della zona da trattare, della patologia in atto, di come risponde il paziente della sua sensibilità, della sua età e condizione generale.La determinazione del numero delle sedute e della durata del singolo trattamento sono sempre da programmare in base ai progressi attenuti, anche se generalmente e per convenzione si fanno pacchetti di dieci incontri invitando il paziente a finire il ciclo anche se la sintomatologia è scomparsa, al fine di garantire un buon risultato duraturo. Se il paziente necessita di più di dieci sedute si interromperà il ciclo per una decina di giorni prima di iniziare il successivo.Il primo trattamento non sarà di lunga durata e neanche di grande intensità.In linea generale il miglior beneficio lo si ottiene massaggiando gli arti per 10 \ 15 minuti ciascuno, mentre il massaggio prima di una gara dura in media da 5 a 20 minuti e quello di recupero si protrae dai 15 ai 30 minuti. Il massaggio generale non supera i 45 minuti.Il massaggio ha una larga applicazione non solo nelle cure dei traumi e delle malattie, ma anche nella eliminazione della fatica per aumentare le capacità recupero e di lavoro degli atleti e per indurre rilassamento nelle persone tese e stressate. I Il massaggio ha unazione diretta locale e meccanica ed una indiretta generale che influisce sul sistema nervoso e vegetativo.Sulla cute il massaggio produce una riduzione dello strato corneo, una migliore vascolarizzazione e un miglior trofismo, migliora lelasticità, aumenta le funzioni specifiche ( secrezione sebacea ), facilita la penetrazione di sostanze, produce una vasodilatazione di tipo attivo con conseguente arrossamento, migliora la sensibilità propriocettiva, dolorifica ( aumento delle soglie per adattamento dei recettori allo stimolo ) e calorica ( sensazione di calore per la sollecitazione dei recettori calorici ).Sulla circolazione il massaggio ha un effetto prevalente sul circolo di ritorno, poco sui capillari. Infatti sulle vene basta la pressione da sfregamento per migliorare la "vie a tergo" ( forza di spinta ); in via riflessa la contrazione modesta aumenta il tono delle vene e migliora la circolazione arteriosa.Sui vasi linfatici il massaggio ha un effetto favorevole, favorendo la rimozione dei cataboliti e migliorando lapporto di metaboliti nuovi con miglior trofismo dei tessuti.Si tenga anche presente lazione vasodilatatrice a livello delle arteriole in seguito allincremento di sostanze instaminosimili prodotte da emastociti.Migliorando la circolazione il cuore lavora in vantaggio: aumenta la gittata per aumento del circolo di ritorno, diminuisce la frequenza, e si abbassano le resistenze sia dei grossi vasi che dei capillari.Sul tessuto muscolare, il massaggio aumenta il trofismo e la capacità di recupero in quanto il muscolo essendo riccamente vascolarizzato ed innervato trae beneficio dalle stimolazioni meccaniche che ne migliorano la reattività, il tono. La circolazione migliorata, permette di agire positivamente sulla fatica grazie al deflusso dei cataboliti acidi e allapporto di ossigeno che affluisce ai capillari.Sul sistema nervoso il massaggio agisce soprattutto sul dolore con effetto sedativo; lo scorrere delle manovre in modo calmo e continuo, determina un effetto rilassante per azione diretta sui muscoli conseguente alla riduzione del tono.Leffetto migliore del massaggio è quindi quello rilassante che ha effetto sedativo e cinestesico coinvolgendo laspetto psichico. Tale aspetto è in stretta dipendenza dal rapporto che si instaura col terapista e lambiente.
TECNICHE DI MASSAGGIO |
Sfioramento Sfregamento -. Impastamento Pressione Percussione Vibrazione, sono le manovre fondamentali utilizzate nella massoterapia. Variando e graduando forza, intensità e ritmo se ne modificano gli effetti.
SFIORAMENTOLo sfioramento è la manovra con cui si inizia e si conclude il trattamento. Consiste in uno scivolamento armonico ed elegante della mano sulla cute senza esercitare pressione. Ha funzione sedativa in quanto agisce sulle terminazioni specifiche sensitive e dolorifiche, aumentandone progressivamente la soglia e prepara alle manovre più profonde.
SFREGAMENTO
Aumentando la pressione si ottiene lo sfregamento, che è la manovra più importante in quanto precede, intercala e segue ogni altra manovra.
FRIZIONE
Si distingue dallo sfioramento sfregamento in quanto la mano mantiene costantemente il contatto con la cute e agisce " frizionando" i piani superficiali e quelli profondi. Le frizioni risultano essere di particolare efficacia nello scollamento di aderenze cicatriziali; migliorando la vascolarizzazione e il trofismo dei tessuti e agevolano lo scorrimento degli stessi gli uni su gli altri.
IMPASTAMENTO
Limpastamento è una manovra applicabile solo dove è presente massa muscolare. Tale tecnica consiste nel pinzare, sollevare e spostare trasversalmente il muscolo esercitando una pressione del pollice contro le altre dita della mano contrapposta. Si hanno due forme principali di impastamento: superficiale e profondo.Il pizzicottamento, è invece un tipo di impastamento che si esegue generalmente su piccole zone ed è praticato sollevando cute e sottocute fra il pollice, lindice e le altre dita adeguando la presa alla superficie da trattare.Su zone estese, si usa di norma limpastamento profondo, con il quale si esercita unenergica pressione sul tessuto muscolare da trattare; qui si possono usare le mani contemporaneamente o alternativamente ( quando una prende laltra rilascia).Mentre il pizzicottamento ha un maggior effetto stimolante sulla cute con azione vasodilatatrice riflessa, limpastamento profondo ha un maggiore effetto drenante, in quanto comprime e " strizza " il muscolo liberandolo dai liquidi fisiologici e patologici ( azione defaticante sul muscolo ). Il tutto favorisce: lattivazione del circolo e di riflesso, il metabolismo del tessuto muscolare.Il rotolamento, è una forma di impastamento che si esegue sugli arti sfruttando come piano di compressione le mani opposte luna allaltra lungo lo spessore dellarto esercitando un movimento rotatorio attorno al segmento osseo. Le manovre vengono solitamente alternate dopo 2 / 3 passate a sfregamenti profondi.
PRESSIONE
Consiste in una pressione comprimente in senso perpendicolare alla cute del paziente. Si esegue con la mano che assume una forma diversa a seconda dellestensione della ragione da massaggiare: sugli arti la pressione si esegue con la mano disposta ad anello quasi completo col pollice in opposizione. Su superfici più estese si esercita con tutte le dita riunite e col palmo della mano e si usano le due mani simultaneamente disposte ad anello ogni volta che la zona lo consente ( es. la coscia ) in modo da esercitare una pressione più completa ed avere il migliore effetto. Segue il rilasciamento lento per la durata complessiva di pressione depressione di 10 secondi effettuata sempre con gradualità e delicatezza. Si utilizza per facilitare il riassorbimento in caso di edemi e di ristagni corcolatori. Questa tecnica ha anche anche una azione riflessa secondaria sul tessuto nervoso di tipo sedativo e può essere applicata in caso di traumi recenti di tipo legamentoso in cui non vi sia versamento ematico.
PERCUSSIONE
Consiste in una serie di picchiettamenti rapidissimi e brevissimi eseguiti più o meno rapidamente e con intensità variabile usando le dita, il bordo della mano o le mani a coppetta. Gli effetti variano a secondo della forza usata: con i polpastrelli delle dita semiflesse si agisce in modo leggero e sedativo, con le mani a coppetta si crea un cuscinetto daria che rende più elastica la battitura e quindi più regolare e delicata, con la mano disposta a taglio e le dita rilassate si creano una serie di percussioni con effetto stimolante.In generale la percussione crea un effetto trofico o tonico sul muscolo in quanto ne migliora la contrattilità e il metabolismo; agendo indirettamente sulle arterie ( vasodilatazione riflessa ) migliora la vascolarizzazione muscolare ed è pertanto indicata in lesioni che hanno provocato ipotrofia. Vi è anche una azione stimolatrice sul sistema nervoso.
VIBRAZIONE
La vibrazione consiste nel trasmettere movimenti brevissimi e rapidissimi che nel loro agire spostano il tessuto sottocutaneo.
CENNI AD ALCUNE PATOLOGIE FISICHE IN CUI E' INDICATO IL MASSAGGIO |
LE RACHIALGIE
Rachialgia è un termine generico con il quale si intende dolore del rachide. Queste
algie vengono comunemente suddivise in : lombalgia, dorsalgia, cervicalgia . La causa che
produce il dolore alla colonna possono essere di varia natura e possono essere acute o
croniche.
La rachialgia acuta è in genere improvvisa ed è spesso riconducibile a fattori
traumatici quali : traumi diretti o contusioni, stiramenti degli elementi nervosi o
strappi muscolari conseguenti a sforzi incongrui e improvvisi, flessioni ed estensioni del
rachide oltre i limiti consentiti dalle condizioni individuali, distorsioni delle
articolazioni con lacerazione della capsula articolare, compressione e debordamento
dellanulus fibroso conseguente anche ad uno sforzo banale ed infine alla classica
ernia del disco.La rachialgia cronica si instaura progressivamente e può essere
levoluzione di una rachialgia acuta mal trattata o trascurata, o ad indebolimento
delle strutture muscolari e articolari, ad alterazione posturale e a degenerazione
primaria delle strutture intime del rachide. Lartrosi è una delle cause più
diffuse e invalidanti della rachialgia . Tale patologia consiste in unartropatia
cronica degenerativa caratterizzata da alterazioni della cartilagine e da ipertrofia
ossea le cui cause sono tuttoggi incerte, vengono ipotizzati fattori predisponenti
di base : lereditarietà, le alterazioni vascolari, iperfunzione e disturbi
metabolici.Soprattutto il fattore meccanico con iperfunzione del rachide porta con una
serie di microtraumi a cambiarne lasse di carico alterando la statica con
linnesco di un circolo vizioso nel cui centro vi sono le articolazioni che
degenerano in progressione. Fattori climatico come il freddo e lumidità concorrono
nellevoluzione della patologia. Alle lesioni cartilaginee e ossee seguono nella fase
avanzata lesioni sinoviali e capsulari con sclerosi della membrana sinoviale e ridotta
vascolarizzazione. La perdita di funzionalità articolare ed il dolore limitano i
movimenti.
In presenza di scoliosi lombare si ha spesso artrosi nelle articolazioni Il dolore in
questa patologia aumenta se si sta troppo in piedi, se si sollevano pesi, nei
movimenti di flessione ed estensione del tronco ed in tutte le attività di
sovraccarico Le Sidromi lombalgiche e le manifestazioni artrosiche, possono insorgere a
seguito a squilibri statico dinamicim derivante da ridotta resistenza
legamentaria, conseguente ad anomalie congenite del rachide, come : la sacralizzazione, la
schisi, la spondilolisi e la spondilolistesi.
La colonna vertebrale è ununità funzionale molto delicata, in condizioni di
equilibrio sopporta stress e sollecitazioni enormi, ma quando vi è alterazione della
postura il rachide non riesce ad adempiere in modo fisiologico le normali attività
dinamiche. Si generano quindi iperfunzione ed usura in alcune sue parti e rigidità e
ipofunzione in altre con modificazione delle curve fisiologiche, mal disposizione al
movimento e dolori di varia entità ; per questa ragione , la persona il
soggetto si muove sempre meno e talvolta aumenta di peso generando ulteriori
complicazioni nel quadro clinico .
Il dolore lombare è classificato secondo i casi in lombalgia, lombosciatalgia. Si ricorda
che il disco non ha fibre sensitive e per questo si definisce algoinsensibile, lo stesso
dicasi per i legamenti, mentre sono particolari sedi di dolore : la capsula, la sinovia e
gli elementi nervosi .
LOMBALGIA
È la sindrome più frequente. Il dolore provoca spesso la contrattura dei muscoli, il dolore limita la flessione anteriore e crea un blocco nei movimenti. Se la lombalgia è acuta e improvvisa, e di solito avviene sotto sforzo è accompagnata da una sensazione di "click"; il trattamento verte essenzialmente sul riposo, generalmente per tre giorni,dopo si potrà fare una blanda massoterapia sedativa.Nelle forme croniche di origine artrosica o posturale, si crea uno spasmo muscolare riflesso con blocco in posizione antalgica. Se questa condizione perdura nel tempo il muscolo interessato si affatica senza possibilità di recupero , questo stress prolungato determina nel muscolo stesso miofibrosi, miosite, tenosinovite.Il dolore, come già detto induce la persona a non muoversi, e la mancanza di movimento induce un indebolimento delle strutture di sostegno che spesso sfocia in forme infiammatorie.Il trattamento è mirato a decontratturare mediante rilassamento e la termoterapia lapparato muscolare, con il massaggio si tenderà a normalizzare il tono dellapparato muscolare e a rieducazione postura globale per togliere la causa primaria che determina lo scatenarsi della lombalgia
LOMBOSCIATALGIA e SCIATALGIA
In una lombosciatalgia, il dolore è provocato dalla compressione di una radice del plesso lombosacrale da cui si genera in nervo sciatico, mentre in una sciatalgia senza dolore in zona lombare, vi è una compressione della sciatico stesso in un punto del suo decorso. In entrambi i casi il dolore è intenso, di tipo bruciante e irradiato lungo larto inferiore in territori sensitivi ben mappati e con associatI crampi e talvolta impotenza funzionale di alcuni muscoli .Le cause di una lombo sciatalgia sono molteplici : ernia discale, artrosi intersomatica, artrosi interapofisaria, anomalie congenite del rachide ( sacralizzazione, schisi della prima vertebra sacrale, spondilolisi, spondilolistesi), sovraccarico funzionale dei dischi .Lernia del disco, rappresenta comunque la causa più comune di una lombosciatalgia, gli stretti rapporti esistenti tra le vertebre L4 L5 fanno si che le strutture nervose ad essi collegate soffrano ogni qualvolta i rapporti stessi si facciano meno congruenti . La protrusione del disco o la migrazione del nucleo fuori dalla sede sono le maggiori cause di insulto meccanico e chimico sugli elementi nervosi . Per ernia discale si intende, infatti, la protrusone del nucleo polposo nello speco vertebrale. Tale evenienza si può verificare a seguito di eventi traumatici o per un graduale processo degenerativo dellanello fibroso (struttura questa che è il contenente del nucleo) che, indebolito si fissura permettendo al nucleo di migrare. Lernia può essere contenuta dal legamento longitudinale posteriore, oppure lacerare questo e comprimere le radici nervose. Al nucleo polposo è attribuito il compito di ammortizzare e distribuire a tutto il disco le forze che vi giungono e di facilitare i movimenti delle vertebre adiacenti . il nucleo rappresenta il fulcro dei movimenti di flesso estensione della colonna : la flessione spinge il nucleo posteriormente, lestensione lo spinge anteriormente. Durante la flessione il legemento longitudinale posteriore si tende opponendosi allo spostamento sagittale del nucleo, subendo però continui microtraumi che alla lunga ne intaccano lintegrità . Sono sicuramente fattori predisponenti le alterazioni statico dinamiche e tutte le morfo disfunzioni della colonna che ne alterano la biomeccanica come scoliosi, iporlordosi, sacralizzazione ecc Il dolore è avvertito dal paziente dopo un movimento brusco o uno sforzo, eventi questi che di per se non sempre sono di cosi rilevante entità da produrre un danno ma, presentandosi come ultima battuta di una serie di microtraumi e atteggiamenti lesivi determinano linsulto protrusivo del nucleo sulle radici nervose . Il dolore è prevalentemente diurno, con remissione o parziale remissione durante il riposo a letto. Successivamente compare dolore lungo larto inferiore per irradiazione dello stesso lungo il decorso del nervo .Per tanto i sintomi evidenti sono : rachialgia ; rigidità della colonna con deviazione antalgica laterale ; ipofunzionalità del rachide ; dolore irradiato lungo larto inferiore sui dermatomeri corrispondenti al livello metamerico interessato dalla protrusione ; il dolore si accentua sotto carico e si attenua a riposo ; se non precocemente trattata questa patologia, vede progressivamente associarsi nel suo quadro clinico, oltre ai sintomi sopra menzionati, turbe sensitive e incapacità funzionale dei muscoli innervati dallo sciatico .
LA CERVICOBRACHIALGIA
La compressione delle strutture osteo cartilagineee sul rachide cervicale, inizialmente provoca dolore limitato alle regioni del collo e della nuca, per poi passare se non opportunamente trattata ad interessare distretti anatomici più distanti come larto superiore. Questi due stadi evolutivi della patologia si definiscono: cervicalgia il primo e cervicobrachialgia il secondo, per lirradiazione del dolore sul plesso brachiale. La cervicalgia può insorgere improvvisamente, a seguito di uno sforzo o gradualmente quasi senza cause apparenti. Al dolore si accompagnano spesso turbe sensitive con disturbi motori e ipotrofiia e ipostenia. Il dolore è dovuto ad una lesione a carattere degenerativo del disco intervertebrale che produce un processo irritativo interessante una o più radici a livello del forame di coniugazione. Questa lesione degenerativa può essere dovuta ad una protrusione dellanulus od a processi osteofitici ( artrosi ) dei corpi intervertebrali per riduzione dello spazio intersomatico. In questo contesto si registrano spesso quadri ischemici dei vasi interni alla colonna e di plessi venosi ed arteriosi periradicolari con sintomatologia algica e talvolta con vertigine e nausea per literessamento dellapparato vestibolare. Nella cervicobrachialgia a secondo della radice interessata avremo sintomatologia diversa su diversi distretti anatomici :
CERVICALGIA E DORSALGIA
La cervicalgia e la dorsalgia sono due patologie che spesso si riscontrano insieme, presentandosi in forma acuta o cronica.La cervicalgia acuta si presenta bruscamente, il più delle volte al risveglio al mattino, od in seguito ad uno sforzo. Il dolore è localizzato nella regione cervicale bassa con diffusione alla regione scapolare spesso a livello del trapezio superiore . Si ha impotenza funzionale in estensione, flessione laterale e torsione dal lato opposto ( torcicollo ).La cervicalgia cronica insorge in forma insidiosa, oppure in seguito ad una cervicalgia acuta. Il dolore è molto fastidioso ( sensazione di peso sulle spalle ) ed è spesso dovuto ad un sovraccarico funzionale.Il trattamento prevede calore e massaggio per combattere la contrattura muscolare.Il massaggio sarà leggero ed esteso a tutto il dorso. Verranno impiegati sfioramenti e sfregamenti leggeri con frizioni poco profonde da eseguire con i pollici o con i polpastrelli delle dita unite. Il massaggio sarà diretto e portato con mggiore cura nelle zone identificate come contratturate, con impastamento se possibile e frizioni con cauta progressività nellaumentare forza e profondità.La posizione migliore è quella in decubito prono che permette, infatti, di agire con una certa continuità pressoria su tutto il dorso, la nuca e le spalle. La durata è di venti minuti.La ginnastica è sempre utile in tutte le discopatie cervicali, per migliorare il funzionamento statico e dinamico del rachide ed evitare ricadute e si rivela particolarmente indicata nelle cervicalgie da sovraccarico funzionale.Si effettueranno esercizi di estensione assile della colonna cervicale che provocano allungamento attivo dellasse rachideo ed esercizi di mobilizzazione cervico dorsale in senso antero posteriore e laterale ed in fine esercizi di muscolazione, del collo, delle spalle e del dorso soprattutto i n caso di ipercifosi .
LE FRATTURE
Le fratture, per consolidarsi, necessitano di tempi più o meno lunghi di immobilizzazione delle parti lese e ciò provoca irrigidimento delle articolazioni adiacenti e atrofia dei muscoli connessi. Si rivela per ciò di fondamentale importanza rieducare gli elementi muscolo articolari .Pur rispettando i tempi biologici di consolidamento del callo osseo, il trattamento deve essere quanto più precoce possibile, al fine di evitare : retrazioni capsulari, muscolari permanenti e demineralizzazione ossea.Il massaggio deve sempre essere associato a mobilizzazione articolare e muscolare cercando di scollare e staccare i piani muscolari in modo da favorire la circolazione e lapporto nutritizio allosso. Si può tranquillamente affermare che il massaggio è il trattamento elettivo per il recupero post frattura, in quanto svolge la sua azione su basi fisiologiche ben definite creando le condizioni ottimali per la saldatura nel focolaio di frattura. In questo tipo di riabilitazione oltre al danno anatomico occorrre considerare anche il danno funzionale : il danno anatomico è legato allinteressamento di tessuti osseo, capsulo legamentoso, cartilagineo, muscolo tendineo, nervoso e vascolare ;il danno funzionale è legato allentità del trauma, al periodo di immobilizzazione ed agli esiti residui dopo la consolidazione come male allineamenti, retrazioni capsulari, sclerosi e fibrosi. Quanto maggiore sarà linteressamento dei tessuti nella lesione, tanto più lungo sarà il processo riparativo e il percorso riabilitativo.Limmobilizzazione, rallentando il metabolismo tissutale, favorisce lipotonia e lipotrofia muscolare, lipotrofia ossea e cartilaginea con linstaurarsi di limitazioni articolari, contratture fisiopatiche ed aderenze sui tessuti molli.Il massaggio deve spezzare questa catena disfunzionale e favorire il ripristino del normale stato fisiologico apportando nutrimento ai tessuti, favorendo il drenaggio delle sostanze cataboliche con riattivazione di muscoli e articolazioni e produrre analgesia dove ce ne sia bisogno.
Bibliografia
testi utili per saperne di più
- Florance Petterson Kendal, P.T, F.A.P.T.A. I MUSCOLI, funzioni e test. Verducci
editore.
- Sergio Pivetta. LE PREMESSE DELLA GINNASTICA MEDICA. Sperling e Kupfer
- A. Freddi D. De Grandis. NEUROFISIOPATOLOGIA E RIABILITAZIONE 6 Editore Marrapese
Roma
- Luciano Bassini. LOMBO-SACRALGIE. Edizioni libreria cortina Torino
- Mancini Morlacchi. CLINICA ORTOPEDICA .Manuale atlante. 2° edizione Piccin
- Dario Fiandesio. MASSOFISIOTERAPIA. Seconda edizione. UTET
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Editore Marrapese- Roma
- S. Hoppenteld. LESAME OBBIETTIVO DELLAPPARATO LOCOMOTORE. Aulo Gaggi editore
- P. Raimondi G. Massara. Ruolo delle informazioni vestibolari e visive nel
controllo della postura. Ed. CPA Ass.
- P. Raimondi- CORPO SPAZIO PENSIERO AZIONE. Ed il chinesiologo n. 36, 1983
- Vincenzo Pirola LA CHINESITERAPIA NELLA RIEDUCAZIONE DELLE SCOLIOSI. I metodi, volume 2.
Ed. Sperling e Kupfer.
- R.Rossi, G.Bozza, B. Girotto, F. Meneghetti, D. Padovan. PRINCIPI DI PATOLOGIA MEDICA.
Casa editrice Ambrosiano Milano
- G. C. Balboni.Firenze
..D. Zacchero.Genova ANATOMIA UMANA 1 E.E edi ermes.
- T. Gibson. MANUALE DI REUMATOLOGIA. Volume 1. Momento Medico Editore.
- Carolyn Tagliaferro, Blauvelt, Fred R.T. Nelson. Manuale di TERMINOLOGIA ORTOPEDICA. Ed.
Malesi.
- Ph-E. Souchard. LO STRETCHING GLOBALE ATTIVO. Editore Marrapese Roma.
- Frank. H. Netter, M. D. ATLANTE DI ANATOMIA UMANA. Novartis edizioni.
-KAPANDJI I. A.,Phisiologie Articulaire,Fascicule 3.Libreria Maloine S.A. Paris.
- ENCICLOPEDIA DELLA MEDICINA. De Agostani Editore.
- A.S. Roversi. DIAGNOSTICA E TERAPIA. Edizioni mediche italiane.
-Brower, Jupiter, Levine, Trafton. TRAUMATOLOGIA DELLAPPARATO MUSCOLO
SCHELETRICO. Verducci editore.
QUESTE NOTE NON INTENDONO SOSTITUIRSI AL PARERE MEDICO
CHE VA CONSULTATO ALL'INSORGENZA DEI PRIMI SINTOMI
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RIABILITATIVA E' ESEGUITA
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Il massaggio è un insieme di manovre effettuate non solo a scopo terapeutico, ma è anche un modo non verbale ed istintivo di esprimersi, di entrare in rapporto con l'altro, di dare e ricevere, di restituire ad una persona che soffre la serenita' perduta. Le mani del massofisioterapista aiutano la persona a riappropriarsi del proprio corpo, ricomponendone i frammenti, guidando la persona nella percezione di parti sconosciute di sè o sentite in modo distorto a causa della patologia e delle errate posture, o costruzioni propriocettive errate sviluppatesi in anni di disarmnonia fisica, mentale ed emotiva.Il terapista, oltre a possedere padronanza tecnica e manualita', stabilisce un rapporto di empatia con il paziente inviandogli segnali non verbali che esprimono disponibilita' e sicurezza. Il terapista ha superato la paura di toccare gli altri perche' ha sperimentato su se stesso le sensazione di tensione e di rilassamento e sa coglierle perfettamente nel paziente che si affida a lui. Il rapporto di fiducia tra il massaggiatore ed il paziente e' alla base di ogni processo di guarigione.
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Fisioterapia della Riabilitazione
Dott.Francesco Squillino *Fisioterapista*
*Massofisioterapista*
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CURRICULUM VITAE DEL DOTT. SQUILLINO
Stage
Massoterapia sportiva Accademy Sporting Center - Londra
Corso Annuale Riflessologia Plantare e
della Mano Istruttore Lin Piao Deng - Londra
Dioloma di Massofisioterapista (60/60)
Istituto Enrico Fermi Politecnico Biosanitario A.Fleming
Corso di Massoterapia Generale e Distrettuale
A.Fleming Perugia
Corso di Massaggio Bio-Energetico
A. Fleming Perugia
Corso di Drenaggio Linfatico Manuale A. Fleming
Perugia
Corso di Trattamento del Tessuto
Connettivo A. Fleming Perugia
Laurea in Fisioterapia della
Riabilitazione Università La Sapienza di Roma - Policlinico Umberto
Primo dipartimento Scienze Neurologiche - Direttore Prof. G.Amabile
Tesi : "Attuali orientamenti della Terapia Fisica nei disordini Cranio-Mandibolari"
Relatore : Prof. Carlo di Paolo
Fisioterapista Istruttore in Rieducazione
Motoria di Gruppo presso Casa di Cura convenzionata
ASL San Giuseppe di Roma. Metodiche : Anderson - Cardiorespiratoria - Motorie Associate
Partecipazione Congresso Regionale
Lazio : Colonna Vertebrale - Artropatie - Ergonomia
Federazione Nazionale dei Collegi dei Massiofisioterapisti Roma ( 30-07.200)
Ottavo Corso Intensivo Teorico e
Pratico di Bendaggio Funzionale ( Taping ) Istituto di Scienza dello
Sport di Roma ( 19.12.2000)
Partecipazione Incontro
Internazionale Centro Nazionale di Medicina e Traumatologia dello Sport:
instabilità di spalla - lesioni della cuffia dei rotatori - gomito del tennista. Trattamenti e ritorno allo
Sport ( 18.10.2002)
Stage in Posturologia e
Medicina Osteopatica : Associazione Italiana per la Rieducazione Occluso
Posturale - AIROP ( 01.09.2003)
Simposio Internazionale
in Massofisioterapia Sportiva - A.Fleming Perugia ( 03.04.2004)
Convegno Comitato
Centrale CRI : " Il paziente ustionato "
Insegnamento
Chinesiologia e Test Muscolari - Accademia diretta dal Prof. Mario Papadio
(02.03.2005)
Esperienza
pluriennale nel campo della Massofisioterapia in tutte le sue espressioni riabilitative
Utilizzo e
conoscenza delle terapie con mezzi fisici attualmente in uso nei Protocolli Riabilitativi
Esperienza biennale di metodiche con
utilizzo dell'Energia Vibrazionale (THEV)
Master Biennale
Università di Tor Vergata Roma in Globalità dei Linguaggi
Docenti : Prof. Stefania Guerra Lisi - Prof.Gino Stefani
Metodica THEV con Energia Vibratoria

immagine per gentile concessione Akropolis
elettromedicali
Direttore Scientifico Prof. Dott. Mario Marino
fisioterapista - massofisioterapista - riflessologo plantare
Dott. Francesco Alessandro Squillino
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vedi anche
Artrite Artrosi dolori articolari
Atralgie
e dolori Muscolari
Riflessologia del Piede e della Mano
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Caduceo
ELENCO DELLE TERAPIE PRATICATE DAL DOTT. SQUILLINO
FISIOTERAPIA
STRUMENTALE - FISIOTERAPIA DOMICILIARE - RIEDUCAZIONE MOTORIA - RIEDUCAZIONE
POSTURALE- GINNASTICA RESPIRATORIA - LINFODRENAGGIO METODICA VODDER - MASSOTERAPIA
GENERALE RIABILITATIVA - MASSOTERAPIA DISTRETTUALE- MASSOTERAPIA AD INDIRIZZO
BIOENERGETICO
DIGITOPRESSIONE - MICROMASSAGGIO - MASSOTERAPIA ANTALGICA

riflessologia
RIFLESSOLOGIA PLANTARE E DELLA MANO
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Massofisioterapia
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aggiornato Luglio 2009
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